cultura
La fiducia e il principio del “minimo sforzo”
22 febbraio 2025
Cuneo
“Se hai fiducia”, scrive Osho, “accadrà sempre qualcosa che aiuterà la tua evoluzione. Quando hai imparato l’arte della fiducia, tutte le preoccupazioni scompaiono”.
La fiducia ha a che fare anche col “principio del minimo sforzo”: “Guardate gli uccelli del cielo: non seminano né mietono né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre” (Mt 6,26). Nelle tradizioni orientali il principio del minimo sforzo è noto anche come “fare meno e ottenere di più” oppure “non dare troppa importanza”. Se l’impegno è necessario, non sempre uno sforzo sovradimensionato produce risultati migliori.
Se ci sforziamo di controllare tutto, l’intelligenza della vita non avrà lo spazio necessario ad esprimersi. In Cina il principio del minimo sforzo era conosciuto come “Wu wei”, letteralmente “agire senza agire”, che non è un invito a vivere passivamente o ad essere rinunciatari. Al contrario, il principio di non azione suggerisce che il miglior modo di affrontare una situazione sia quello di non forzare gli eventi, di lasciare che le cose accadano, accettando l’evidenza di non essere dei musicisti solisti ma dei membri di una grande orchestra dove ognuno deve suonare il suo spartito seguendo una melodia più complessa. Accettare di sentirsi parte di un ampio sistema interconnesso ci aiuta ad accettare le cose per quelle che sono, a sviluppare un maggior equilibrio interiore e a comprendere che la risposta al negativo, al disagio e all’insicurezza non è la pretesa del controllo su ogni aspetto della vita, che tanto non abbiamo. Un altro aspetto del “Wu wei” è l’attesa. Aspettando e osservando la situazione nel suo complesso, senza forzare, il momento propizio per intervenire si rivelerà da sé, senza eccessivi sforzi da parte nostra. Non è passività, ma sincronia con lo scorrere della vita. Non fare significa permettere che qualcos’altro accada attraverso di noi.