- 88,61% dei professionisti ha dichiarato di sentirsi insoddisfatto, infelice e disilluso della propria professione, e non vede segnali di miglioramento, principalmente a causa di retribuzioni inadeguate (77,9%) e scarse opportunità di avanzamento (65,2%).
- 71% dei professionisti ha dichiarato di dover ricorrere ad indebitamento, con prestiti, anche familiari, per far fronte alla difficoltà di coprire le necessità quotidiane.
- Il 75,14% dei professionisti si sente sottovalutato e non rispettato, tanto da non consigliare la professione a nessun giovane.
- Il 60% dei professionisti prevede di abbandonare la professione nei prossimi anni, con la condizione di dover affrontare una carriera insoddisfacente e con un reddito insufficiente.
- Nord Italia: A Milano, una coppia senza figli ha bisogno di almeno 2.100 euro al mese per mantenere un tenore di vita dignitoso, ma uno stipendio medio di un infermiere del SSN è di circa 1.500/1600 euro netti al mese, ben al di sotto di questa soglia.
- Centro Italia: Nel Centro, il costo mensile per una coppia senza figli si aggira intorno ai 1.800 euro, una cifra ancora lontana dal salario di un infermiere o di una ostetrica.
- Sud Italia: Anche se il costo della vita è inferiore, la soglia di povertà relativa per una famiglia di due persone è pari a 1.210,89 euro mensili, una cifra che lascia pochissimo margine per gli infermieri e le ostetriche che guadagnano poco sopra questa soglia.
- Adeguamento salariale: Gli infermieri, le ostetriche e i professionisti ex legge 43/2006 devono essere remunerati in modo adeguato rispetto al costo della vita. È fondamentale che gli stipendi siano aggiornati e adeguati per garantire un tenore di vita dignitoso e tutto questo si rivela indispensabile alla luce delle elevate responsabilità e delle indubbie competenze.
- Miglioramento delle condizioni di lavoro: Ridurre il carico di lavoro per infermieri ed ostetriche, con maggiore supporto organizzativo e l'assunzione di personale aggiuntivo, è essenziale per migliorare la qualità dell'assistenza e ridurre il rischio di burnout, nonché servirebbe a risolvere almeno in parte il decongestionamento degli ospedali, laddove il caos, in particolare dei pronto soccorsi, si rivela la causa principale della rabbia dei pazienti.
- Opportunità di crescita professionale: È necessario garantire opportunità concrete di aggiornamento e avanzamento per gli infermieri, le ostetriche e gli altri professionisti sanitari ex legge 43/2006, in modo da favorire il loro sviluppo e il riconoscimento professionale.
- Sostegno psicologico: Creare reti di supporto psicologico per contrastare il burnout e migliorare la salute mentale degli infermieri e delle ostetriche, fondamentale per ridurre gli errori clinici e migliorare il benessere generale del personale.