Un’isola vulcanica che è un paradiso naturale intorno a un carcere minorile. Il carcere minorile è quello narrato dalla serie tv “Mare fuori”. A parlare dei ragazzi del carcere di Nisida a 300 studenti delle scuole superiori di Cuneo, riuniti al cinema Monviso, è stato Gianluca Guida, che del carcere di Nisida è il direttore. Dice: “In Italia sono 20.000 i minori che compiono reati, ma solo 600 si trovano in carcere e non in altre strutture; succede in casi estremi, quando occorre fermarsi”.
Invitato venerdì scorso dall’amministrazione comunale per la consegna pomeridiana della Costituzione italiana ai maggiorenni, ha dialogato in modo empatico e informale con i giovani presenti all’incontro del mattino e lo ha fatto con un linguaggio a loro congeniale, quello delle canzoni: “Filo rosso” di Alfa, per esempio, e “Io p’me, tu p’ te” di Geolier.
Nessun discorso “ex cathedra”: Gianluca Guida e l’assessora alle Politiche Giovanili Cristina Clerico scendono in platea con i microfoni, per favorire e catturare al volo voci, domande, testimonianze.
Le canzoni scelte dal direttore del carcere di Nisida parlano di disagio. E lui chiede “Cos’è il disagio secondo voi? Cosa mostrano queste canzoni?”. Le risposte arrivano. “Si parla di storie d’amore in cui si passa dal conoscersi al non parlarsi più, all’indifferenza che fa male”. Questo è l’innesco: ci sono esperienze che fanno male, ci sono situazioni e relazioni tossiche. Le relazioni sane sono un fattore di protezione fondamentale nei confronti della devianza, dice Guida. “Nell’adolescenza - prosegue - stare male è la norma e il disagio nell’affrontare la vita è naturale, per questo la qualità delle relazioni è fondamentale”. E parla della storia di Pinocchio e della vicenda parallela di Lucignolo, che vede un finale diverso e triste proprio per la solitudine in cui Lucignolo si muove, senza rapporti familiari e amicizie a proteggerlo, senza un grillo parlante, un Geppetto, una fata turchina. Stesse scelte sbagliate, che possiamo fare tutte e tutti, finali diversi.
editoriale
Un’isola vulcanica che è un paradiso naturale intorno a un carcere minorile. Il carcere minorile è quello narrato dalla serie tv “Mare fuori”. A parlare dei ragazzi del carcere di Nisida a 300 studenti delle scuole superiori di Cuneo, riuniti al cinema Monviso, è stato Gianluca Guida, che del carcere di Nisida è il direttore. Dice: “In Italia sono 20.000 i minori che compiono reati, ma solo 600 si trovano in carcere e non in altre strutture; succede in casi estremi, quando occorre fermarsi”.
Invitato venerdì scorso dall’amministrazione comunale per la consegna pomeridiana della Costituzione italiana ai maggiorenni, ha dialogato in modo empatico e informale con i giovani presenti all’incontro del mattino e lo ha fatto con un linguaggio a loro congeniale, quello delle canzoni: “Filo rosso” di Alfa, per esempio, e “Io p’me, tu p’ te” di Geolier.
Nessun discorso “ex cathedra”: Gianluca Guida e l’assessora alle Politiche Giovanili Cristina Clerico scendono in platea con i microfoni, per favorire e catturare al volo voci, domande, testimonianze.
Le canzoni scelte dal direttore del carcere di Nisida parlano di disagio. E lui chiede “Cos’è il disagio secondo voi? Cosa mostrano queste canzoni?”. Le risposte arrivano. “Si parla di storie d’amore in cui si passa dal conoscersi al non parlarsi più, all’indifferenza che fa male”. Questo è l’innesco: ci sono esperienze che fanno male, ci sono situazioni e relazioni tossiche. Le relazioni sane sono un fattore di protezione fondamentale nei confronti della devianza, dice Guida. “Nell’adolescenza - prosegue - stare male è la norma e il disagio nell’affrontare la vita è naturale, per questo la qualità delle relazioni è fondamentale”. E parla della storia di Pinocchio e della vicenda parallela di Lucignolo, che vede un finale diverso e triste proprio per la solitudine in cui Lucignolo si muove, senza rapporti familiari e amicizie a proteggerlo, senza un grillo parlante, un Geppetto, una fata turchina. Stesse scelte sbagliate, che possiamo fare tutte e tutti, finali diversi.
Nisida
08 febbraio 2025
Cuneo
Un’isola vulcanica che è un paradiso naturale intorno a un carcere minorile. Il carcere minorile è quello narrato dalla serie tv “Mare fuori”. A parlare dei ragazzi del carcere di Nisida a 300 studenti delle scuole superiori di Cuneo, riuniti al cinema Monviso, è stato Gianluca Guida, che del carcere di Nisida è il direttore. Dice: “In Italia sono 20.000 i minori che compiono reati, ma solo 600 si trovano in carcere e non in altre strutture; succede in casi estremi, quando occorre fermarsi”.
Invitato venerdì scorso dall’amministrazione comunale per la consegna pomeridiana della Costituzione italiana ai maggiorenni, ha dialogato in modo empatico e informale con i giovani presenti all’incontro del mattino e lo ha fatto con un linguaggio a loro congeniale, quello delle canzoni: “Filo rosso” di Alfa, per esempio, e “Io p’me, tu p’ te” di Geolier.
Nessun discorso “ex cathedra”: Gianluca Guida e l’assessora alle Politiche Giovanili Cristina Clerico scendono in platea con i microfoni, per favorire e catturare al volo voci, domande, testimonianze.
Le canzoni scelte dal direttore del carcere di Nisida parlano di disagio. E lui chiede “Cos’è il disagio secondo voi? Cosa mostrano queste canzoni?”. Le risposte arrivano. “Si parla di storie d’amore in cui si passa dal conoscersi al non parlarsi più, all’indifferenza che fa male”. Questo è l’innesco: ci sono esperienze che fanno male, ci sono situazioni e relazioni tossiche. Le relazioni sane sono un fattore di protezione fondamentale nei confronti della devianza, dice Guida. “Nell’adolescenza - prosegue - stare male è la norma e il disagio nell’affrontare la vita è naturale, per questo la qualità delle relazioni è fondamentale”. E parla della storia di Pinocchio e della vicenda parallela di Lucignolo, che vede un finale diverso e triste proprio per la solitudine in cui Lucignolo si muove, senza rapporti familiari e amicizie a proteggerlo, senza un grillo parlante, un Geppetto, una fata turchina. Stesse scelte sbagliate, che possiamo fare tutte e tutti, finali diversi.