editoriale

Gratuità, coraggio, entusiasmo e passione non si misurano, ma possono e devono essere sostenuti

26 dicembre 2024

Cuneo

statistiche (foto Pixabay) (foto Pixabay) Come in ogni periodo finale dell’anno, non mancano classifiche e statistiche di vario genere. Il desiderio di fare il punto in chiusura di un anno solare è comprensibile e, tutto sommato, doveroso. Capire dove si sta andando, se le cose funzionano o meno, se sforzi e investimenti stanno danno i risultati attesi, fa parte di una sana attività di gestione e di una corretta programmazione. Tutto ciò, ovviamente, purché gli indicatori siano corretti e a patto che non si smarrisca la consapevolezza che non tutto può essere misurato. Scegliere i criteri con i quali misurare le cose, gli eventi e i processi è fondamentale. In un celebre discorso sul PIL all’Università del Kansas, pronunciato meno di tre mesi prima di essere assassinato, Robert Kennedy ricordava che il PIL aumenta se cresce la vendita delle armi, ma “non misura né il nostro ingegno né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione per la nostra nazione. Misura tutto, in poche parole, eccetto quello che rende la vita degna di essere vissuta.”. Proprio la non misurabilità di ciò che realmente vale è uno dei passaggi più delicati e, forse, più difficili da accettare in un contesto culturale e sociale in cui tutto deve essere soppesato e comparato. Nei giorni in cui si celebra la nascita di Chi si è donato senza badare ai calcoli e ha indicato di fare altrettanto, la via della gratuità merita di essere, quanto meno, presa in considerazione in molti ambiti e a più livelli. Non fanno eccezione il mondo del diritto e dell’economia. Non mancano gli studiosi che riconoscono che, per quanto ci si possa sforzare di elaborare clausole chiare, forti e lungimiranti, quello che fa davvero funzionare un rapporto contrattuale è l’attitudine e la volontà dei contraenti a offrire, gratuitamente, anche quello che non viene scritto nell’accordo. Tra proprietario e inquilino, datore di lavoro e lavoratore, artigiano o imprenditore e committente, professionista e assistiti, non è raro che le cose funzionino se si va oltre a quello che si è strettamente obbligati a fare o a dare. Se la dedizione di un lavoratore o la disponibilità di un titolare di un’impresa fossero sempre e solo quelle che si possono inserire nelle clausole contrattuali, tutti perderebbero. Non si avrebbero, infatti, la passione, l’inventiva e lo spirito di collaborazione di molti dipendenti che, nei fatti, concorrono in modo determinante a determinare le sorti di una attività produttiva o professionale. Dall’altro lato, non esisterebbe la disponibilità di non pochi datori di lavoro ad andare incontro alle esigenze dei loro dipendenti anche oltre quello che la contrattazione, individuale o collettiva, prevederebbe. Non risultano statistiche in merito, vista l’impossibilità di trasformare questi aspetti in numeri, ma sarebbe interessante capire in che modo il coraggio della gratuità, nell’andare oltre il perimetro di quanto si è obbligati a fare, incida sul successo o sulle difficoltà di realtà produttive, istituzionali o del servizio pubblico. L’ospedale di Cuneo ha ottenuto lusinghieri risultati a livello nazionale, così come alcune scuole e indirizzi di studio nella nostra città. Gli indicatori utilizzati da chi ha elaborato le classifiche sono, senza dubbio, ragionevoli, accurati e analitici, ma non dicono quanto del risultato sia dovuto a personale sanitario, docente, dirigente, ausiliario e amministrativo che fa di più di quanto non gli competerebbe o, per quanto riguarda la scuola, non dice quanto dei risultati ottenuti sia da riferire alla passione, all’entusiasmo e alla dedizione di ragazzi e famiglie. Sul versante opposto, vale a dire, quello dei fallimenti o delle difficoltà, la sensazione (e nulla più, vista l’impossibilità di avere certezze al riguardo) è che proprio l’incapacità di andare oltre ai calcoli di piccolo cabotaggio, e alle effimere convenienze di bottega, abbiano dato un contributo tutt’altro che trascurabile. Le grottesche vicende del tunnel di Tenda paiono esserne un esempio evidente, con interi territori intrappolati da dinamiche talmente miopi da non essere comprensibili. Ben vengano le classifiche e le statistiche, quindi, ma senza dimenticare che gratuità, coraggio, entusiasmo e passione non si misurano, ma possono e devono essere sostenuti; la speranza è che trovino sempre più spazio.
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