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Il progetto del nuovo Liceo e l’ingegner Vinay, il vero architetto dell’urbanistica di Cuneo fra le due guerre

22 dicembre 2024

Cuneo

Cuneo - Progetto del Liceo - Prospetto verso il corso Il prospetto del nuovo edificio del Liceo nel progetto originario Come abbiamo visto nelle precedenti puntate (La Guida del 5 e del 12 dicembre, ndr), l’edificio del Ginnasio-Liceo di Cuneo non godeva di buona salute, almeno fino agli anni ’20 del Novecento, data in cui era ancora nell’odierna via Cacciatori delle Alpi, fra le antiche mura che erano appartenute al Convento delle Clarisse. Ma, l’11 gennaio del 1930, si capisce da una missiva al podestà di Cuneo, Giovan Battista Imberti, che, dopo un’ispezione, il Ministero della Educazione nazionale aveva richiesto cospicue migliorie, quali la costruzione di cinque nuove aule, il rifacimento di “tutte le latrine” (così dicevano), la costruzione di una “per le fimmine” (sic forse il dattilografo era siciliano?), il rifacimento in legno dei pavimenti dell’aula di fisica,  il rinnovamento di tutto l’arredo della presidenza, poco decoroso, e di cattedre e predelle. Solo a un’ulteriore modifica si poteva ottemperare in tempi brevi e costi contenuti e cioè: il “rifornimento in tutte le aule del ritratto del Duce”, ma essa non avrebbe certo moltiplicato miracolosamente le aule. L’ispettore chiedeva tutto in brevissimo tempo, essendo questo il desiderio del  Ministro “corrispondenti a necessità di igiene e di decoro per la casa degli studi classici di Cuneo”. Facile dirlo, tanto non pagava il Ministero. E infatti il Podestà rispondeva il giorno stesso che compatibilmente con le necessita finanziarie non avrebbe mancato di eseguire ma, insomma, bisogna tenere conto delle esigue finanze comunali… Più esplicito ancora lo era con il Preside, il 15 febbraio 1930 a cui scriveva chiaro e tondo che i soldi non c’erano:  “le condizioni del bilancio e le esigenze sempre crescenti dei molteplici servizi impediscono etc etc”. Formula fissa che abbiamo incontrato parecchie volte. L’abilità del Podestà stava però nel chiamare in causa un’autorità ancora più forte del Ministro, e cioè lo stesso Duce, che in una recente direttiva, data la situazione generale difficile (siamo nel mezzo della crisi economica del 1929) aveva suggerito “di rimandare i lavori di non assoluta urgenza”. Abile. Fra Ministro e Duce chi era più importante ascoltare? Il Comune avrebbe potuto eseguire tuttavia i lavori piccoli (le latrine ad esempio) ma non gli altri. Sembrava quindi tutto ancora una volta fermo. Se non  che, nell’anno 1936, il Comune prese alfine una decisione storica e cioè chiedere  la disponibilità di un mutuo da parte della Cassa Depositi e Prestiti per fare una scuola nuova di zecca. E bisogna dire che dopo quasi un secolo di immobilismo, la capitale dei bògianen questa volta darà prova di audacia e mirabile efficienza. Era il 16 marzo 1936 quando sempre il Podestà Imberti scriveva: “L’attuale Ginnasio - Liceo è insufficiente, antiquato e inadatto per deficienze dal lato igienico dimensionale didattico. Siccome esso è intercalato tra il Convitto Civico e il Regio Istituto Tecnico, i quali entrambi hanno bisogno di ampliamento, non sarebbe neanche possibile una sistemazione ed ingrandimento, cosicché occorre risolvere il problema allontanando questo, dando così modo agli altri due istituti scolastici di sistemarsi convenientemente e risolvendo per contro a nuovo la questione del Ginnasio-Liceo in un fabbricato apposito altrove. Aggiungasi che lo sviluppo della Città fa sentire vivissimo il bisogno di altre scuole elementari nella parte nuova per potere abolire varie piccole sezioni provvisorie, cosicché occorre pure un edificio per un altro gruppo di scuole elementari.” La soluzione delle due esigenze poteva essere abbinata in un “grandioso edificio che occupi, un isolato del piano regolatore”. Il Comune individuava, perché già di sua proprietà, il lotto situato sul corso Vittorio Emanuele (oggi corso Giolitti) tra le vie Quintino Sella e XX Settembre, limitato da Via Monte Zovetto. Era fatta. Bisognava pensare a un edificio per un numero di allievi che sarebbero stati nelle previsioni 250 (ginnasio e liceo) e 700 nelle scuole elementari. Ma perché la decisione diventasse una delibera formale dobbiamo attendere un’altra delibera, del 20 novembre 1937, anno XVI dell’era fascista. Si ribadiva che la vecchia struttura “antico convento, consegnato al Comune verso la metà del secolo scorso, non è suscettibile di alcun miglioramento” e si acconsentiva all’area già identificata. A questo punto il progetto doveva essere predisposto dal Comune stesso e dal suo Ufficio Tecnico: avrebbe occupato una superficie di mq 1750 su metri quadrati 4995 disponibili, sarebbe stato costruito da portici in base all’attuale piano regolatore e 4 piani fuori terra. Avrebbe previsto un numero sufficiente di aule, anche tenendo conto di futuri sviluppi e di ampie sale di riunione, e spogliatoi, uffici palestre ed alloggio per i custodi.  Costo: due milioni e 500. 000 lire. Coperte con un mutuo erogato dalla Cassa di Risparmio da restituirsi in 20 anni, con interesse al saggio del 6 per cento. Si sarebbe richiesto il concorso dello Stato ai sensi di una legge del 1938 per il pagamento degli interessi sul mutuo. E qui fa la sua prima apparizione il vero eroe della vicenda, per chi legge questi scarni documenti, e cioè l’ingegner capo del Comune Cesare Vinay che predisporrà in tempo record un primo progetto che, però dovrà essere sottoposto a un’infinita serie di approvazioni e verifiche da parte del Ministero dei Lavori Pubblici, del Provveditorato e persino del Medico Provinciale. Vale la pena di presentarlo un attimo, ricordando che Vinay era nato a Fontane nel 1880, ed era un uomo di montagna che spesso aveva fatto a piedi il percorso dal suo paese alla stazione ferroviaria di Mondovì per andare a Torino dove aveva studiato.(articolo su Provincia Granda del 19/5/2000 segnalatomi dall’indispensabile Alessandra Demichelis). Laureato in ingegneria e vinto il concorso per ingegnere capo comunale nel 1922 fu il vero architetto dell’urbanistica di Cuneo fra le due guerre. Vedremo che sapeva anche difendere le sue creazioni.
Cuneo Liceo Classico e Scientifico "Pellico-Peano" Ginnasio-Liceo Cesare Vinay