“Alla base del successo di questo centro ci sono due elementi: cooperazione e coordinazione tra enti e istituzioni diverse, ma anche comunicazione, essenziale per creare qualunque relazione - questa l’impressione che gli studenti del De Amicis hanno avuto dopo la chiacchierata con le operatrici del .Meet -. Ascolto attivo, mediazione interculturale, facilitazione all’accesso ai servizi, sportelli antidiscriminazione, contro lo sfruttamento sessuale, per il riconoscimento dei titoli di studio: qui, in uno stesso spazio, chi arriva da altri Stati o da altri continenti può trovare aiuto e ascolto, cercare una casa, un lavoro. Insomma, tentare di integrarsi nella nuova realtà”.
“Chi arriva in Italia, a Cuneo, e non solo dai barconi, ha bisogno di un permesso di soggiorno, di corsi di lingua italiana, di formazione lavorativa. Serve educazione civica, conoscenza della nostra Costituzione. Il Polo cuneese lavora in questa direzione, formando operatori non solo competenti a livello giuridico, normativo, ma soprattutto a livello educativo, culturale” dicono i ragazzi. Oltre alla parte più prettamente legata alle procedure e alle problematiche che spesso incontrano le persone straniere nel loro percorso di integrazione, si è parlato anche dell’altra faccia della medaglia, di quello che percepiamo noi italiani nell’incontro con una cultura differente. “La convivenza con persone ‘diverse’, per lingua, cultura, religione, non è semplice e spesso genera paura. È del tutto umano e normale provare disagio e paura di fronte a chi è dissimile da noi. Si tratta di imparare a gestire queste emozioni, ad accettare che certamente esistono criticità e difficoltà, ma al tempo stesso che si può e si deve lavorare su pregiudizi e stereotipi, spesso privi di fondamento, perché dalla differenza può nascere un arricchimento per ciascuno di noi” concludono i ragazzi.Il Polo .Meet è un progetto del Comune di Cuneo, proprietario dei locali in cui ha sede. Il servizio è in coprogettazione con una rete di partner, costituita dalle cooperative Fiordaliso, che è la capofila, MOMO, O.R.SO., Emmanuele e l’associazione Spazio Mediazione e Intercultura.