Il rapporto della Polizia Postale per il 2023 contiene alcune interessanti informazioni sulle attività svolte per la prevenzione e contrasto di alcune attività criminali, incluse le “frodi online”, vale a dire quelle attività truffaldine realizzate attraverso strumenti di comunicazione a distanza o altri ambienti digitali, come i social network.
Il rapporto segnala un preoccupante aumento delle cosiddette “truffe romantiche” e l’emersione di alcune ipotesi delittuose legate a offerte o intermediazioni di lavoro fasulle.
Le “truffe romantiche”, come ricordato dalla Polizia Postale, sono quelle che fanno leva sulla solitudine delle vittime, che viene utilizzata dalle organizzazioni criminali per indurle a effettuare consistenti versamenti in favore di inesistenti spasimanti. Un caso emblematico è partito dalla denuncia di una signora che ha raccontato di essere stata contattata su Facebook da un certo “Larry Brooks”, sedicente ufficiale dell’esercito americano in missione in Siria, con tanto di foto profilo di un affascinante uomo in età matura. La truffa è stata piuttosto articolata, con tanto di finti studi legali che confermavano sia l’identità dell’ufficiale, sia quello che raccontava. La frode, si è scoperto in seguito, ha colpito 32 vittime accertate, con la sottrazione di circa 400.000 euro tra il 2018 e il 2021.
Non meno sofisticato è quanto è stato scoperto nell’indagine“Sei arruolato, vieni a prendere le misure per la divisa”. In questo caso, un giovane disoccupato è stato contattato, sempre online, da una persona che si è presentato (ovviamente, mentendo) come Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri con amicizie all’interno della Gendarmeria Vaticana.
L’intraprendente Ufficiale millantava una certa influenza sui vertici del Corpo della Gendarmeria, tanto da promettere un interessamento (ovviamente ben remunerato) per fare ottenere un posto di lavoro alla vittima. Seguiva un fitto scambio di mail (false) con la Gendarmeria Vaticana, con tanto di test selettivi di ingresso, tutti online, brillantemente superati dalla vittima. All’esito del fasullo successo nelle prove seguiva, addirittura, la convocazione per la prova della divisa, questa volta presso la vera sede della Gendarmeria Vaticana che, ovviamente, nulla sapeva di concorsi, test, ammissioni e divise. Grazie alla denuncia della stessa Gendarmeria Vaticana, a sua volta vittima del discredito generato dalle condotte truffaldine, la Polizia Postale di Roma è riuscita a individuare il sospetto autore. Nelle perquisizioni eseguite, si legge nel rapporto, è stato rinvenuto materiale che consentiva di simulare l’appartenenza a un corpo di polizia, due pistole finte e due portatessere “con placche metalliche riconducibili all’agenzia governativa americana FBI”.
Non si tratta di una frode informatica ma è degna di nota la vicenda che ha visti coinvolti alcuni giovani, che è stata oggetto dell’operazione “Alchimia” e che ha consentito l’identificazione di diversi minorenni che sperimentavano miscele esplosive preparate con sostanze chimiche comprate su internet, documentandone gli effetti con foto e video, poi diffusi nel web. Le attività di indagine hanno rivelato una rete di adolescenti che condividevano le loro esperienze con armi ed esplosivi. La malsana passione, benché, certamente, abbia coinvolto un ristretto gruppo di ragazzi, si è rivelata diffusa sul territorio nazionale, con perquisizioni nelle città di Avellino, Lecce, Milano, Pisa, Sassari, Nuoro e Treviso.
Le tre vicende, pur nelle loro specificità, paiono segnalare, ancora una volta, alcuni tasti dolenti della contemporaneità. Se l’ultima, quella dei ragazzi appassionati di armi ed esplosivi, pare una nuova faccia della povertà educativa che, anche in questi giorni, viene segnalata nella sua gravità, le prime due mostrano come la criminalità organizzata abbia ben presente quali siano le fragilità che derivano da alcuni tratti della nostra quotidianità. La solitudine di alcune persone, anche avanti negli anni, e l’emergenza lavorativa rendono vulnerabili, al punto di corrispondere ingenti somme di denaro alla ricerca di affetti e relazioni che il mondo reale non offre, oppure fino a voler credere a chi chiede soldi per un lavoro anche senza mai neppure incontrarlo nella realtà.
Sarà banale, ma il recupero, nel mondo fisico, di corretti rapporti educativi, di relazioni autentiche e di politiche efficaci per fronteggiare il problema della disoccupazione pare essere la strada migliore anche in ottica di prevenzione di frodi e altre derive digitali.
editoriale
Il rapporto della Polizia Postale per il 2023 contiene alcune interessanti informazioni sulle attività svolte per la prevenzione e contrasto di alcune attività criminali, incluse le “frodi online”, vale a dire quelle attività truffaldine realizzate attraverso strumenti di comunicazione a distanza o altri ambienti digitali, come i social network.
Il rapporto segnala un preoccupante aumento delle cosiddette “truffe romantiche” e l’emersione di alcune ipotesi delittuose legate a offerte o intermediazioni di lavoro fasulle.
Le “truffe romantiche”, come ricordato dalla Polizia Postale, sono quelle che fanno leva sulla solitudine delle vittime, che viene utilizzata dalle organizzazioni criminali per indurle a effettuare consistenti versamenti in favore di inesistenti spasimanti. Un caso emblematico è partito dalla denuncia di una signora che ha raccontato di essere stata contattata su Facebook da un certo “Larry Brooks”, sedicente ufficiale dell’esercito americano in missione in Siria, con tanto di foto profilo di un affascinante uomo in età matura. La truffa è stata piuttosto articolata, con tanto di finti studi legali che confermavano sia l’identità dell’ufficiale, sia quello che raccontava. La frode, si è scoperto in seguito, ha colpito 32 vittime accertate, con la sottrazione di circa 400.000 euro tra il 2018 e il 2021.
Non meno sofisticato è quanto è stato scoperto nell’indagine“Sei arruolato, vieni a prendere le misure per la divisa”. In questo caso, un giovane disoccupato è stato contattato, sempre online, da una persona che si è presentato (ovviamente, mentendo) come Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri con amicizie all’interno della Gendarmeria Vaticana.
L’intraprendente Ufficiale millantava una certa influenza sui vertici del Corpo della Gendarmeria, tanto da promettere un interessamento (ovviamente ben remunerato) per fare ottenere un posto di lavoro alla vittima. Seguiva un fitto scambio di mail (false) con la Gendarmeria Vaticana, con tanto di test selettivi di ingresso, tutti online, brillantemente superati dalla vittima. All’esito del fasullo successo nelle prove seguiva, addirittura, la convocazione per la prova della divisa, questa volta presso la vera sede della Gendarmeria Vaticana che, ovviamente, nulla sapeva di concorsi, test, ammissioni e divise. Grazie alla denuncia della stessa Gendarmeria Vaticana, a sua volta vittima del discredito generato dalle condotte truffaldine, la Polizia Postale di Roma è riuscita a individuare il sospetto autore. Nelle perquisizioni eseguite, si legge nel rapporto, è stato rinvenuto materiale che consentiva di simulare l’appartenenza a un corpo di polizia, due pistole finte e due portatessere “con placche metalliche riconducibili all’agenzia governativa americana FBI”.
Non si tratta di una frode informatica ma è degna di nota la vicenda che ha visti coinvolti alcuni giovani, che è stata oggetto dell’operazione “Alchimia” e che ha consentito l’identificazione di diversi minorenni che sperimentavano miscele esplosive preparate con sostanze chimiche comprate su internet, documentandone gli effetti con foto e video, poi diffusi nel web. Le attività di indagine hanno rivelato una rete di adolescenti che condividevano le loro esperienze con armi ed esplosivi. La malsana passione, benché, certamente, abbia coinvolto un ristretto gruppo di ragazzi, si è rivelata diffusa sul territorio nazionale, con perquisizioni nelle città di Avellino, Lecce, Milano, Pisa, Sassari, Nuoro e Treviso.
Le tre vicende, pur nelle loro specificità, paiono segnalare, ancora una volta, alcuni tasti dolenti della contemporaneità. Se l’ultima, quella dei ragazzi appassionati di armi ed esplosivi, pare una nuova faccia della povertà educativa che, anche in questi giorni, viene segnalata nella sua gravità, le prime due mostrano come la criminalità organizzata abbia ben presente quali siano le fragilità che derivano da alcuni tratti della nostra quotidianità. La solitudine di alcune persone, anche avanti negli anni, e l’emergenza lavorativa rendono vulnerabili, al punto di corrispondere ingenti somme di denaro alla ricerca di affetti e relazioni che il mondo reale non offre, oppure fino a voler credere a chi chiede soldi per un lavoro anche senza mai neppure incontrarlo nella realtà.
Sarà banale, ma il recupero, nel mondo fisico, di corretti rapporti educativi, di relazioni autentiche e di politiche efficaci per fronteggiare il problema della disoccupazione pare essere la strada migliore anche in ottica di prevenzione di frodi e altre derive digitali.
La solitudine degli anziani e l’emergenza lavorativa rendono vulnerabili alle truffe
01 dicembre 2024
Cuneo
Il rapporto della Polizia Postale per il 2023 contiene alcune interessanti informazioni sulle attività svolte per la prevenzione e contrasto di alcune attività criminali, incluse le “frodi online”, vale a dire quelle attività truffaldine realizzate attraverso strumenti di comunicazione a distanza o altri ambienti digitali, come i social network.
Il rapporto segnala un preoccupante aumento delle cosiddette “truffe romantiche” e l’emersione di alcune ipotesi delittuose legate a offerte o intermediazioni di lavoro fasulle.
Le “truffe romantiche”, come ricordato dalla Polizia Postale, sono quelle che fanno leva sulla solitudine delle vittime, che viene utilizzata dalle organizzazioni criminali per indurle a effettuare consistenti versamenti in favore di inesistenti spasimanti. Un caso emblematico è partito dalla denuncia di una signora che ha raccontato di essere stata contattata su Facebook da un certo “Larry Brooks”, sedicente ufficiale dell’esercito americano in missione in Siria, con tanto di foto profilo di un affascinante uomo in età matura. La truffa è stata piuttosto articolata, con tanto di finti studi legali che confermavano sia l’identità dell’ufficiale, sia quello che raccontava. La frode, si è scoperto in seguito, ha colpito 32 vittime accertate, con la sottrazione di circa 400.000 euro tra il 2018 e il 2021.
Non meno sofisticato è quanto è stato scoperto nell’indagine“Sei arruolato, vieni a prendere le misure per la divisa”. In questo caso, un giovane disoccupato è stato contattato, sempre online, da una persona che si è presentato (ovviamente, mentendo) come Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri con amicizie all’interno della Gendarmeria Vaticana.
L’intraprendente Ufficiale millantava una certa influenza sui vertici del Corpo della Gendarmeria, tanto da promettere un interessamento (ovviamente ben remunerato) per fare ottenere un posto di lavoro alla vittima. Seguiva un fitto scambio di mail (false) con la Gendarmeria Vaticana, con tanto di test selettivi di ingresso, tutti online, brillantemente superati dalla vittima. All’esito del fasullo successo nelle prove seguiva, addirittura, la convocazione per la prova della divisa, questa volta presso la vera sede della Gendarmeria Vaticana che, ovviamente, nulla sapeva di concorsi, test, ammissioni e divise. Grazie alla denuncia della stessa Gendarmeria Vaticana, a sua volta vittima del discredito generato dalle condotte truffaldine, la Polizia Postale di Roma è riuscita a individuare il sospetto autore. Nelle perquisizioni eseguite, si legge nel rapporto, è stato rinvenuto materiale che consentiva di simulare l’appartenenza a un corpo di polizia, due pistole finte e due portatessere “con placche metalliche riconducibili all’agenzia governativa americana FBI”.
Non si tratta di una frode informatica ma è degna di nota la vicenda che ha visti coinvolti alcuni giovani, che è stata oggetto dell’operazione “Alchimia” e che ha consentito l’identificazione di diversi minorenni che sperimentavano miscele esplosive preparate con sostanze chimiche comprate su internet, documentandone gli effetti con foto e video, poi diffusi nel web. Le attività di indagine hanno rivelato una rete di adolescenti che condividevano le loro esperienze con armi ed esplosivi. La malsana passione, benché, certamente, abbia coinvolto un ristretto gruppo di ragazzi, si è rivelata diffusa sul territorio nazionale, con perquisizioni nelle città di Avellino, Lecce, Milano, Pisa, Sassari, Nuoro e Treviso.
Le tre vicende, pur nelle loro specificità, paiono segnalare, ancora una volta, alcuni tasti dolenti della contemporaneità. Se l’ultima, quella dei ragazzi appassionati di armi ed esplosivi, pare una nuova faccia della povertà educativa che, anche in questi giorni, viene segnalata nella sua gravità, le prime due mostrano come la criminalità organizzata abbia ben presente quali siano le fragilità che derivano da alcuni tratti della nostra quotidianità. La solitudine di alcune persone, anche avanti negli anni, e l’emergenza lavorativa rendono vulnerabili, al punto di corrispondere ingenti somme di denaro alla ricerca di affetti e relazioni che il mondo reale non offre, oppure fino a voler credere a chi chiede soldi per un lavoro anche senza mai neppure incontrarlo nella realtà.
Sarà banale, ma il recupero, nel mondo fisico, di corretti rapporti educativi, di relazioni autentiche e di politiche efficaci per fronteggiare il problema della disoccupazione pare essere la strada migliore anche in ottica di prevenzione di frodi e altre derive digitali.