editoriale

L’importanza delle attitudini nella scelta del percorso scolastico

10 novembre 2024

Cuneo

Liceo artistico statale Ego Bianchi Comincia la stagione dell’orientamento per i ragazzi e le ragazze che si iscriveranno alle scuole superiori il prossimo anno e, comprensibilmente, sale l’attenzione delle famiglie sulle varie proposte delle scuole. Fortunatamente, il livello complessivo dell’offerta scolastica nella nostra provincia è molto buono e, quindi i percorsi formativi sono tutti adeguati, indipendentemente dalla scelta. Il passaggio dalla scuola media a quella superiore (o, meglio, dalla scuola secondaria di primo grado alla scuola secondaria di secondo grado) è di quelli che si fanno sentire e, come si dice, mette i ragazzi di fronte a una scelta che, a tredici anni, non può essere colta nella sua complessità. C’è sempre un margine di inconsapevolezza nella scelta della scuola superiore e non solo perché l’immagine che si ha di un certo percorso può non corrispondere alla realtà ma, soprattutto, perché i ragazzi, a quell’età, possono avere un’idea di sé incompleta e, men che meno, possono avere certezze rispetto a se stessi nei cinque anni che verranno (per non parlare di quelli successivi). Alcuni criteri di orientamento, anche diffusi in passato, si sono rivelati particolarmente inefficaci, come quelli basati sul puro profitto scolastico alle scuole medie. È evidente che esistono tipologie di scuole particolarmente esigenti dal punto di vista dello studio richiesto, ma scegliere una scuola superiore sulla base dei voti riportati alle medie è una semplificazione che ha procurato non pochi guasti. Questo, non solo perché le valutazioni riportate a undici, dodici o tredici anni possono dire ben poco, ma anche perché tutti i percorsi sono validi e possono offrire soddisfazioni e opportunità anche a chi si presenta con curriculum eccellenti in uscita dalle medie; inoltre, non deve essere dimenticato che la scelta della scuola superiore è orientata al futuro, e il passato conta, certamente, ma fino a un certo punto. Proprio il futuro, qualche volta, è motivo di apprensione, soprattutto per i genitori. La scelta della scuola, infatti, è naturalmente collocata in un orizzonte che abbraccia il percorso universitario o lavorativo dopo il diploma e, per tutti, quello professionale al compimento degli studi. Non mancano i profeti di sventura, che dipingono scenari foschi, fatti di prospettive occupazionali incerte e tutele previdenziali e assistenziali sempre più carenti, il tutto condito dall’immancabile intelligenza artificiale, che, secondo alcuni, comporterà rischi di marginalità economica e professionale per non pochi lavoratori. In realtà, alcune di queste certezze paiono tutt’altro che granitiche. Del futuro si sa ben poco oltre al fatto che, ovviamente, sarà diverso dal presente. Nessuno vuole negare che le tutele per i lavoratori devono essere salvaguardate e che l’intelligenza artificiale inciderà, ma il disfattismo non ha mai aiutato nessuno. Per gli studenti di oggi, molto probabilmente, non sarà possibile intraprendere un lavoro per poi portarlo avanti, più o meno nello stesso modo, fino alla pensione. Non è detto che questo sia un male ma, certamente, gli adulti di domani dovranno sviluppare una professionalità con ampi margini di flessibilità e di adattamento e, soprattutto, dovranno essere bravi in quello che faranno. L’intelligenza artificiale e la competizione sempre più globale, infatti, spingeranno verso l’alto l’asticella delle richieste. Questa constatazione può essere un valido strumento di orientamento perché, se è vero che si tende a fare meglio ciò che piace fare, allora uno dei criteri della scelta può consistere nel valutare quanto quel tipo di studi e di professione è sentito come proprio da chi lo intraprende. Non c’è una graduatoria tra l’attitudine alla lettura e allo studio e la passione per le attività operative o pratiche, e non è possibile stilare una classifica tra i vari tipi di intelligenza. Quello che è certo, invece, è che, se un ragazzo, o una ragazza, si troverà a dover affrontare un percorso per il quale non ha le attitudini, pur avendone le capacità, molto probabilmente non si esprimerà al meglio, con tutto quanto ne consegue in termini di frustrazione e, soprattutto, di difficoltà nel trovare e percorrere la sua strada. La scoperta delle attitudini è più complessa della verifica delle capacità, perché richiede tempo, spazio e capacità di ridefinire percorsi e obiettivi. Si tratta di un passaggio che richiede, soprattutto agli adulti, umiltà e capacità di osservazione e di ascolto.
Iscrizione Scuola superiore scuola secondaria di secondo attitudini