editoriale

Meraviglia

01 novembre 2024

Cuneo

Alessandro Baricco a Soul Alessandro Baricco a Soul (foto Fb Università Cattolica) Stupore è l’emozione che accompagna l’esperienza della meraviglia. “La meraviglia è una soglia”, dice Alessandro Baricco che, a Soul 2024, ha parlato di quelle spaccature che l’arte apre nella nostra ordinaria percezione delle cose. “Dove facciamo l’esperienza della meraviglia” - afferma - “quello che accade è che il mondo si schiude su qualcosa che non è ancora nostro. Si spacca il guscio e vedi un altro paesaggio possibile”. Non è questione di diresolo ‘ma guarda che bello’. Ci troviamo di fronte a una fenditura del nostro mondo”. Le opere d’arte creano meraviglia, si rivelano vere e proprie finestre su qualcosa. Sono visione e promessa: di un’idea di bellezza, di uomo, di natura. La meraviglia spacca il tuo mondo e ti mette in contatto con qualcosa che è più di te, che è oltre te. Quando accade questo tipo di meraviglia ti ritrovi su una soglia e puoi decidere di non attraversarla. Dai un’occhiata oltre e poi torni alle cose di sempre. È quello che accade di solito davanti alle opere d’arte. O davanti alla natura. Uno dei luoghi della meraviglia è l’esperienza amorosa. Le persone che amiamo aprono varchi verso mondi che non sappiamo. A volte la spaccatura nel nostro mondo non è di tipo orizzontale, ma verticale: è quella delle esperienze spirituali, un altro tipo di “oltre”, cui accediamo in modo transitorio, nel senso che poi si deve tornare coi piedi per terra. Ma per chi l’ha provata (tanti mistici, tante persone comuni), l’esperienza spirituale è irresistibile, qualcosa che si desidera ripetere. E la domanda è: perché? Qualcuno ha tentato l’impresa di cercare le parole per l’ineffabile. Baricco sceglie quelle del filosofo antico Plotino, che visse l’attraversamento della soglia della meraviglia spirituale e la racconta così: “Tutto è trasparente. Non vi è nulla di oscuro o che opponga resistenza. Ogni cosa è visibile per tutte le altre fino nell’intimo. Perché la luce è trasparente alla luce, e del resto ogni cosa le racchiude in sé tutte e vede in ciascuna tutte le altre, in modo che in qualunque luogo ci sono tutte le cose. Ognuna è tutte e tutte sono ciascuna cosa. E lo splendore non ha limiti”. 
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