(foto Pixabay)
L’attenzione focalizzata è la capacità del nostro cervello di mantenere la concentrazione su uno stimolo in modo continuativo. Ci rende efficaci nella vita quotidiana. È fondamentale nelle attività cognitive e nell’apprendimento. Può essere potenziata. Può essere depotenziata. Ha bisogno di allenamento, di pratica quotidiana.
Ha a che fare conil “saper stare” e con il pensiero lento, abilità cui i ritmi frenetici e performanti ci stanno disabituando. Leggere allena l’attenzione focalizzata in modo facile ed economico. Non solo: arricchisce il nostro lessico e le nostre competenze linguistiche (le nostre possibilità di capire e farci capire), stimola immaginazione, creatività, pensiero critico, fornisce informazioni, istruzioni, orientamento nel complesso e variegato mondo delle emozioni.
Esistono altri modi per praticare l’attenzione focalizzata: la meditazione, lo yoga, la mindfulness, lo sport in generale, in fondo qualunque attività praticata con consapevolezza (lavare i piatti, dare il bianco, pelare patate), ma la lettura porta con sé un insieme di valori aggiunti incomparabili.
La lettura stimola il desiderio di comprendere: non ci basteranno più i post semplicistici di alcuni politici con le solite tre parole chiave in evidenza, ci risulterà ovvio che se l’intelligenza artificiale può leggere, sintetizzare, risolvere, scrivere molte cose al posto nostro, facendoci risparmiare tempo e fatica, si rivelerà un vantaggio fino a quando non dovremo confrontarci senza ausilii tecnologici con qualcuno che i neuroni ha continuato a stimolarli, mantenendosi cognitivamente autonomo.
In quanto a lettura l’Italia è terzultima nella classifica europea. I lettori italiani, per quanto ancora pochi in percentuale, sono in lieve aumento. A leggere di più sono i giovani e le donne.
Tra l’altro, quando si pratica la lettura individuale si sta in silenzio e si impara ad apprezzarlo, altro vantaggio non secondario.
editoriale
(foto Pixabay)
L’attenzione focalizzata è la capacità del nostro cervello di mantenere la concentrazione su uno stimolo in modo continuativo. Ci rende efficaci nella vita quotidiana. È fondamentale nelle attività cognitive e nell’apprendimento. Può essere potenziata. Può essere depotenziata. Ha bisogno di allenamento, di pratica quotidiana.
Ha a che fare conil “saper stare” e con il pensiero lento, abilità cui i ritmi frenetici e performanti ci stanno disabituando. Leggere allena l’attenzione focalizzata in modo facile ed economico. Non solo: arricchisce il nostro lessico e le nostre competenze linguistiche (le nostre possibilità di capire e farci capire), stimola immaginazione, creatività, pensiero critico, fornisce informazioni, istruzioni, orientamento nel complesso e variegato mondo delle emozioni.
Esistono altri modi per praticare l’attenzione focalizzata: la meditazione, lo yoga, la mindfulness, lo sport in generale, in fondo qualunque attività praticata con consapevolezza (lavare i piatti, dare il bianco, pelare patate), ma la lettura porta con sé un insieme di valori aggiunti incomparabili.
La lettura stimola il desiderio di comprendere: non ci basteranno più i post semplicistici di alcuni politici con le solite tre parole chiave in evidenza, ci risulterà ovvio che se l’intelligenza artificiale può leggere, sintetizzare, risolvere, scrivere molte cose al posto nostro, facendoci risparmiare tempo e fatica, si rivelerà un vantaggio fino a quando non dovremo confrontarci senza ausilii tecnologici con qualcuno che i neuroni ha continuato a stimolarli, mantenendosi cognitivamente autonomo.
In quanto a lettura l’Italia è terzultima nella classifica europea. I lettori italiani, per quanto ancora pochi in percentuale, sono in lieve aumento. A leggere di più sono i giovani e le donne.
Tra l’altro, quando si pratica la lettura individuale si sta in silenzio e si impara ad apprezzarlo, altro vantaggio non secondario.
Attenzione
12 ottobre 2024
Cuneo
(foto Pixabay)
L’attenzione focalizzata è la capacità del nostro cervello di mantenere la concentrazione su uno stimolo in modo continuativo. Ci rende efficaci nella vita quotidiana. È fondamentale nelle attività cognitive e nell’apprendimento. Può essere potenziata. Può essere depotenziata. Ha bisogno di allenamento, di pratica quotidiana.
Ha a che fare conil “saper stare” e con il pensiero lento, abilità cui i ritmi frenetici e performanti ci stanno disabituando. Leggere allena l’attenzione focalizzata in modo facile ed economico. Non solo: arricchisce il nostro lessico e le nostre competenze linguistiche (le nostre possibilità di capire e farci capire), stimola immaginazione, creatività, pensiero critico, fornisce informazioni, istruzioni, orientamento nel complesso e variegato mondo delle emozioni.
Esistono altri modi per praticare l’attenzione focalizzata: la meditazione, lo yoga, la mindfulness, lo sport in generale, in fondo qualunque attività praticata con consapevolezza (lavare i piatti, dare il bianco, pelare patate), ma la lettura porta con sé un insieme di valori aggiunti incomparabili.
La lettura stimola il desiderio di comprendere: non ci basteranno più i post semplicistici di alcuni politici con le solite tre parole chiave in evidenza, ci risulterà ovvio che se l’intelligenza artificiale può leggere, sintetizzare, risolvere, scrivere molte cose al posto nostro, facendoci risparmiare tempo e fatica, si rivelerà un vantaggio fino a quando non dovremo confrontarci senza ausilii tecnologici con qualcuno che i neuroni ha continuato a stimolarli, mantenendosi cognitivamente autonomo.
In quanto a lettura l’Italia è terzultima nella classifica europea. I lettori italiani, per quanto ancora pochi in percentuale, sono in lieve aumento. A leggere di più sono i giovani e le donne.
Tra l’altro, quando si pratica la lettura individuale si sta in silenzio e si impara ad apprezzarlo, altro vantaggio non secondario.