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Dopo la tempesta La Brigue rinasce con i vigneti

05 ottobre 2024

Cuneo

LA BRIGUE VIGNETO G. BERNARDI La Brigue - Vigneto (foto Giorgio Bernardi) “Non bisogna vivere sul terribile ricordo della Tempesta Alex ma proiettarsi nel futuro” racconta Robert Alberti, presidente della storica associazione Patrimoine et Traditions Brigasques e membro de La Ciappea. Sodalizio nato nel 2021, in seguito all’alluvione, per il recupero dei terrazzamenti e avviare la coltivazione della vite a La Brigue. Una tradizione locale, per la produzione di un vino ad uso famigliare che non doveva essere  di qualità eccelsa. Il rapporto di un ispettore agricolo dell’Impero, nel 1807, riporta:  “Bisogna essere un robusto abitante delle Alpi per resistere a questo vino”. Ma il cambiamento climatico in atto, di cui è una conseguenza la terribile alluvione del 2 ottobre di quattro anni fa, rappresenta anche un’opportunità per sviluppare la viticoltura nelle aree interne. In quella data la pioggia torrenziale cambiò per sempre la Valle Roya. Briga rimase isolata dal resto del mondo per giorni. Gli abitanti furono costretti a cooperare, a spalare insieme il fango dalle strade, ad aiutarsi l’un l’altro. C’erano anche alcuni giovani che da poco avevano stabilito la residenza in montagna al dilagare dell’epidemia di Covid. Nell’arco di poche ore Briga piomba nei tempi antichi quando la comunità cercava autonomia dal regime feudale e pace con i Comuni vicini facendo concessioni e doni, regalando sparvieri alla Certosa di Pesio, montoni e anche un orso, incatenato, ai Signori di Morozzo. Per sopravvivere era indispensabile unirsi e così fecero nelle epidemie del ‘500, che ridussero la popolazione da 8.000 a 2.000 abitanti, per rimediare alla terribile alluvione del 1630 e ancora per quella del 2020. La Tempesta Alex fece da acceleratore di incontro e di coesione sociale tra vecchi e nuovi brigaschi. Nei giorni di disperazione mentre toglievano il fango e distribuivano cibo e beni di prima necessità alla popolazione, Robert Alberti propose di alzare lo sguardo in direzione de “La Ciappea”, il versante sud della valle che si distende ai piedi della falesia di arrampicata e su cui passa la via Ferrata. Un antico ordito di muri a secco sepolto da rovi, ginestre e pini dove le uniche cose che si muovevano erano serpi, topi, lepri, cinghiali e qualche uccello. Un tempo era un giardino, su cui si coltivava e cresceva la vite. Prende corpo dopo qualche mese l’idea di recuperare quei terreni, di restaurare i terrazzamenti onorando chi li costruì, di dare stabilità al pendio, fermare l’avanzata della boscaglia, adattarsi alla crisi climatica e quindi  piantare la vite e a fare il vino. Per questo alcuni abitanti si riuniscono nell’associazione La Ciappea che “Mette insieme giovani e vecchi - spiega Robert - creando un ponte tra le generazioni per un progetto di resilienza e di restauro paesaggistico”. Virgile Ganne, insegnante, è uno dei nuovi abitanti di La Brigue e degli animatori de La Ciappea: “Abbiamo ottenuto da una decina di proprietari i terreni in comodato d’uso ed è iniziata la loro pulizia, la ricostruzione dei terrazzamenti, la piantumazione delle viti e la realizzazione di un impianto di irrigazione a goccia”. Il progetto è basato sul recupero del paesaggio e della coltivazione delle vite in modo collettivo dove ogni aderente può chiedere di prendersi cura di un terrazzamento. L’iniziativa agricola è intergenerazionale e ispirata alla convivialità, ad attività formative, pedagogiche per le scuole. Il progetto di recupero dei terrazzamenti al fine di coltivare la vite non sfuggì a Garance Marcantoni. Specialista in viticoltura biologica della Camera dell’agricoltura del Var nel 2021, propose a La Ciappea di creare un conservatorio di varietà di vitigni storici delle Alpi Marittime. Detto fatto: sono state piantate una ventina di vitigni differenti per lo studio approfondito sul campo e poi in cantina. La produzione per la vinificazione richiede ancora un paio di anni ma La Ciappea si è già dotata delle attrezzature. All’ingresso di La Brigue c’è un “vigneto testimone” dice Robert con bei grappoli in maturazione. Saranno raccolti sabato 19 ottobre per la “Festa della Ciappea”. Una giornata che dalle 10 alle 12.30 prevede visite guidate sui terrazzamenti, laboratori di costruzione di muri in pietra a secco, degustazioni di vini. Per pranzo sarà proposta la degustazione di prodotti locali. LA BRIGUE ROBERT ALBERTI G. BERNARDI Robert Alberti (foto Giorgio Bernardi) LA BRIGUE I VIGNETI G. BERNARDI La Brigue - I vigneti (foto Giorgio Bernardi) LA BRIGUE DAI TERRAZZAMENTI 3 G. BERNARDI La Brigue dai terrazzamenti (foto Giorgio Bernardi)
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