Lorenzo Donadio, classe 1977, originario di Tarantasca, è ingegnere elettrico, lavora in ferrovia a Torino per la direzione tecnica di Trenitalia e si occupa dei treni regionali, ma fin da bambino coltiva la passione per il suono delle campane e per “la baudetta”, un suono particolare delle campane che si utilizza nei giorni di festa. Un legame che per Lorenzo si intensifica anche durante le scuole superiori, quando frequentando l’Itis, al quarto anno, viene coinvolto nello stage presso la Ecat di Mondovì, dove fondono campane e si occupano della loro elettrificazione.
Campanaro da quanto tempo?
Dai tempi del catechismo, anni ‘80, durante la Prima Comunione sentii suonare le campane in modo intonato e guardando verso il campanile ho visto una persona. Ricordo il suono, era melodico. Era il sacrestano di allora, amico di mio nonno, Giuseppe Viada, classe 1921,
Come nasce questa passione?
Da questa osservazione casuale. Al mattino prima di Messa in un momento di pausa mi è rimasta impressa. Poi ho fatto delle registrazioni del 1993 della baudetta o tribaldetta, detta anche tribauda. Ho registrato un audio e l’ho visto fare tante volte, ma in realtà non ho mai provato.
In cosa consiste la baudetta?
Se il campanile ha solo una campana fa una nota sola, se ne hai due o con tre hai più note a disposizione o anche la scala completa. Puoi suonare con una tastiera se hai più campane, oppure con dei martelletti e vai a battere in punti diversi o dando un ritmo, magari con il battacchio e creando una sequenza particolare.
Quanto dura la baudetta?
Qualche minuto e poi si possono fare più riprese. Si può fare anche con più individui che si danno il cambio, come ad esempio ho visto fare a Vernante per l’Assunta, verso Palanfrè.
Bisogna conoscere la musica?
Non è fondamentale, è una questione di ritmo, soprattutto su una o due campane. Con più campane bisogna avere delle basi, in genere sono gli organisti che suonano.
Come si allena?
Ogni volta che suono faccio delle modifiche. Mi ero allenato con dei legni per acquisire solamente il ritmo.
Chi la chiama a suonare le campane?
In genere mi propongo io. Poi una volta che vai ti chiamano, come successo negli anni scorsi a Madonna delle Grazie ad Acceglio.
È un’attività retribuita oppure volontariato?
È una passione, non ho mai chiesto nulla. Qualche volta, in occasione delle feste di paese, mi offrono la polenta.
Ha partecipato a qualche concorso?
No, ho frequentato un corso in val Varaita per curiosità
Ha insegnato a qualcuno?
Non ancora. Mio figlio è piccolo, ma insegnerò sicuramente a lui. Molti sono interessati e vogliono vedere i video delle riprese durante l’attività sul campanile a suonare la baudetta.
Un sogno nel cassetto?
Fare prima o poi una pubblicazione e continuare il censimento delle campane, anche solo salire sui campanili per vedere come sono. Mi piacerebbe fare un incontro su cui presentare il tutto, aggiungendo le caratteristiche dei campanili e delle singole campane. Mi interessa cercare qualcuno che suona e come suona e poi fare un censimento delle campane, con le relative dediche impresse, l’anno di fusione, il nome dei fonditori e come possono suonare, oppure le curiosità legate all’inceppatura in legno.
Altre curiosità?
Ho trovato in alcuni parroci un interesse: ad esempio don Ezio Marsengo, parroco a Tarantasca, ma anche don Roberto Bruna a Busca. Nel 2016, proprio don Ezio mi invitò a suonare alla chiesa della Confraternita a Tarantasca, che ha una campana sola e non ha elettrificazione.
Nel 2020 sono salito in valle Maira in borgata Podio, dove tra le altre cose ho conosciuto Andrea Aimar, valligiano che suona le campane a Celle Macra. Anche in valle Varaita ho trovato qualche appassionato che suona le campane, come a Bernezzo; a Passatore un giovane è salito con me, incuriosito dalla baudetta. Ho suonato alla Madonna del Carmine, chiesa di San Sebastiano. Ho trovato poi un libretto di Francesca Fraire, che parla appunto della baudetta in val Varaita.
In questi ultimi anni ho notato che sull’elettrificazione delle campane, specie nelle chiese di montagna o di periferia, si sta tornando un po’ indietro, visto gli alti costi di manutenzione e la mancanza di risorse, in certi casi si inseriscono nuovamente le corde per far suonare le campane. Negli ultimi anni ho creato una pagina su Facebook per gli appassionati e chi vuole seguirmi: Baudetta e campane di Cuneo e vallate.
paesi
Lorenzo Donadio, classe 1977, originario di Tarantasca, è ingegnere elettrico, lavora in ferrovia a Torino per la direzione tecnica di Trenitalia e si occupa dei treni regionali, ma fin da bambino coltiva la passione per il suono delle campane e per “la baudetta”, un suono particolare delle campane che si utilizza nei giorni di festa. Un legame che per Lorenzo si intensifica anche durante le scuole superiori, quando frequentando l’Itis, al quarto anno, viene coinvolto nello stage presso la Ecat di Mondovì, dove fondono campane e si occupano della loro elettrificazione.
Campanaro da quanto tempo?
Dai tempi del catechismo, anni ‘80, durante la Prima Comunione sentii suonare le campane in modo intonato e guardando verso il campanile ho visto una persona. Ricordo il suono, era melodico. Era il sacrestano di allora, amico di mio nonno, Giuseppe Viada, classe 1921,
Come nasce questa passione?
Da questa osservazione casuale. Al mattino prima di Messa in un momento di pausa mi è rimasta impressa. Poi ho fatto delle registrazioni del 1993 della baudetta o tribaldetta, detta anche tribauda. Ho registrato un audio e l’ho visto fare tante volte, ma in realtà non ho mai provato.
In cosa consiste la baudetta?
Se il campanile ha solo una campana fa una nota sola, se ne hai due o con tre hai più note a disposizione o anche la scala completa. Puoi suonare con una tastiera se hai più campane, oppure con dei martelletti e vai a battere in punti diversi o dando un ritmo, magari con il battacchio e creando una sequenza particolare.
Quanto dura la baudetta?
Qualche minuto e poi si possono fare più riprese. Si può fare anche con più individui che si danno il cambio, come ad esempio ho visto fare a Vernante per l’Assunta, verso Palanfrè.
Bisogna conoscere la musica?
Non è fondamentale, è una questione di ritmo, soprattutto su una o due campane. Con più campane bisogna avere delle basi, in genere sono gli organisti che suonano.
Come si allena?
Ogni volta che suono faccio delle modifiche. Mi ero allenato con dei legni per acquisire solamente il ritmo.
Chi la chiama a suonare le campane?
In genere mi propongo io. Poi una volta che vai ti chiamano, come successo negli anni scorsi a Madonna delle Grazie ad Acceglio.
È un’attività retribuita oppure volontariato?
È una passione, non ho mai chiesto nulla. Qualche volta, in occasione delle feste di paese, mi offrono la polenta.
Ha partecipato a qualche concorso?
No, ho frequentato un corso in val Varaita per curiosità
Ha insegnato a qualcuno?
Non ancora. Mio figlio è piccolo, ma insegnerò sicuramente a lui. Molti sono interessati e vogliono vedere i video delle riprese durante l’attività sul campanile a suonare la baudetta.
Un sogno nel cassetto?
Fare prima o poi una pubblicazione e continuare il censimento delle campane, anche solo salire sui campanili per vedere come sono. Mi piacerebbe fare un incontro su cui presentare il tutto, aggiungendo le caratteristiche dei campanili e delle singole campane. Mi interessa cercare qualcuno che suona e come suona e poi fare un censimento delle campane, con le relative dediche impresse, l’anno di fusione, il nome dei fonditori e come possono suonare, oppure le curiosità legate all’inceppatura in legno.
Altre curiosità?
Ho trovato in alcuni parroci un interesse: ad esempio don Ezio Marsengo, parroco a Tarantasca, ma anche don Roberto Bruna a Busca. Nel 2016, proprio don Ezio mi invitò a suonare alla chiesa della Confraternita a Tarantasca, che ha una campana sola e non ha elettrificazione.
Nel 2020 sono salito in valle Maira in borgata Podio, dove tra le altre cose ho conosciuto Andrea Aimar, valligiano che suona le campane a Celle Macra. Anche in valle Varaita ho trovato qualche appassionato che suona le campane, come a Bernezzo; a Passatore un giovane è salito con me, incuriosito dalla baudetta. Ho suonato alla Madonna del Carmine, chiesa di San Sebastiano. Ho trovato poi un libretto di Francesca Fraire, che parla appunto della baudetta in val Varaita.
In questi ultimi anni ho notato che sull’elettrificazione delle campane, specie nelle chiese di montagna o di periferia, si sta tornando un po’ indietro, visto gli alti costi di manutenzione e la mancanza di risorse, in certi casi si inseriscono nuovamente le corde per far suonare le campane. Negli ultimi anni ho creato una pagina su Facebook per gli appassionati e chi vuole seguirmi: Baudetta e campane di Cuneo e vallate.
Lorenzo e l’amore per la melodia della baudetta
01 settembre 2024
Cuneo
Lorenzo Donadio, classe 1977, originario di Tarantasca, è ingegnere elettrico, lavora in ferrovia a Torino per la direzione tecnica di Trenitalia e si occupa dei treni regionali, ma fin da bambino coltiva la passione per il suono delle campane e per “la baudetta”, un suono particolare delle campane che si utilizza nei giorni di festa. Un legame che per Lorenzo si intensifica anche durante le scuole superiori, quando frequentando l’Itis, al quarto anno, viene coinvolto nello stage presso la Ecat di Mondovì, dove fondono campane e si occupano della loro elettrificazione.
Campanaro da quanto tempo?
Dai tempi del catechismo, anni ‘80, durante la Prima Comunione sentii suonare le campane in modo intonato e guardando verso il campanile ho visto una persona. Ricordo il suono, era melodico. Era il sacrestano di allora, amico di mio nonno, Giuseppe Viada, classe 1921,
Come nasce questa passione?
Da questa osservazione casuale. Al mattino prima di Messa in un momento di pausa mi è rimasta impressa. Poi ho fatto delle registrazioni del 1993 della baudetta o tribaldetta, detta anche tribauda. Ho registrato un audio e l’ho visto fare tante volte, ma in realtà non ho mai provato.
In cosa consiste la baudetta?
Se il campanile ha solo una campana fa una nota sola, se ne hai due o con tre hai più note a disposizione o anche la scala completa. Puoi suonare con una tastiera se hai più campane, oppure con dei martelletti e vai a battere in punti diversi o dando un ritmo, magari con il battacchio e creando una sequenza particolare.
Quanto dura la baudetta?
Qualche minuto e poi si possono fare più riprese. Si può fare anche con più individui che si danno il cambio, come ad esempio ho visto fare a Vernante per l’Assunta, verso Palanfrè.
Bisogna conoscere la musica?
Non è fondamentale, è una questione di ritmo, soprattutto su una o due campane. Con più campane bisogna avere delle basi, in genere sono gli organisti che suonano.
Come si allena?
Ogni volta che suono faccio delle modifiche. Mi ero allenato con dei legni per acquisire solamente il ritmo.
Chi la chiama a suonare le campane?
In genere mi propongo io. Poi una volta che vai ti chiamano, come successo negli anni scorsi a Madonna delle Grazie ad Acceglio.
È un’attività retribuita oppure volontariato?
È una passione, non ho mai chiesto nulla. Qualche volta, in occasione delle feste di paese, mi offrono la polenta.
Ha partecipato a qualche concorso?
No, ho frequentato un corso in val Varaita per curiosità
Ha insegnato a qualcuno?
Non ancora. Mio figlio è piccolo, ma insegnerò sicuramente a lui. Molti sono interessati e vogliono vedere i video delle riprese durante l’attività sul campanile a suonare la baudetta.
Un sogno nel cassetto?
Fare prima o poi una pubblicazione e continuare il censimento delle campane, anche solo salire sui campanili per vedere come sono. Mi piacerebbe fare un incontro su cui presentare il tutto, aggiungendo le caratteristiche dei campanili e delle singole campane. Mi interessa cercare qualcuno che suona e come suona e poi fare un censimento delle campane, con le relative dediche impresse, l’anno di fusione, il nome dei fonditori e come possono suonare, oppure le curiosità legate all’inceppatura in legno.
Altre curiosità?
Ho trovato in alcuni parroci un interesse: ad esempio don Ezio Marsengo, parroco a Tarantasca, ma anche don Roberto Bruna a Busca. Nel 2016, proprio don Ezio mi invitò a suonare alla chiesa della Confraternita a Tarantasca, che ha una campana sola e non ha elettrificazione.
Nel 2020 sono salito in valle Maira in borgata Podio, dove tra le altre cose ho conosciuto Andrea Aimar, valligiano che suona le campane a Celle Macra. Anche in valle Varaita ho trovato qualche appassionato che suona le campane, come a Bernezzo; a Passatore un giovane è salito con me, incuriosito dalla baudetta. Ho suonato alla Madonna del Carmine, chiesa di San Sebastiano. Ho trovato poi un libretto di Francesca Fraire, che parla appunto della baudetta in val Varaita.
In questi ultimi anni ho notato che sull’elettrificazione delle campane, specie nelle chiese di montagna o di periferia, si sta tornando un po’ indietro, visto gli alti costi di manutenzione e la mancanza di risorse, in certi casi si inseriscono nuovamente le corde per far suonare le campane. Negli ultimi anni ho creato una pagina su Facebook per gli appassionati e chi vuole seguirmi: Baudetta e campane di Cuneo e vallate.