editoriale

Studiare

15 giugno 2024

Cuneo

libri (foto Pixabay) La scuola è finita, tranne per chi ha ancora gli esami. Ma invece di augurarvi solo “buone vacanze” mi viene da augurarvi anche “buono studio”. In latino “studeo” significa “dedicarsi, interessarsi a” e il punto è che proprio non riesco a immaginarla una vita senza dedizione a qualcosa che ci interessi. Interessarsi inoltre deriva da “inter esse” nel senso di “stare tra” le cose, coinvolgersi, partecipare. Studiare è una forma di partecipazione e di contatto con la realtà, un modo per assumersene la responsabilità, per dire “mi riguarda”, “mi ci metto”. Ho trovato però un’altra equivalenza stimolante: “studiare significa ribellarsi”. Lo disse Michela Murgia, nel corso di una conversazione privata riportata da Chiara Valerio, scrittrice, nel suo ultimo saggio “La tecnologia è religione” (Einaudi 2023). “Studiare è ribellarsi. E ribellarsi è un metodo”, continua Murgia, precisando che per “studio” non intende solo formazione, come insieme di titoli acquisiti e da acquisire lungo un percorso che ormai è divenuto permanente. “Studiare” dice “è esercizio a pensare, a immaginare altre forme”, a non fermarsi a quello che c’è o che si manifesta come prevalente, come “mainstream”, e a considerarlo definitivo. “Pensare che le parole abbiano un significato univoco è il sintomo del nostro non accettare la metamorfosi, dunque la morte. Studiare è l’esercizio del contesto e al contesto. E la scuola pubblica fa, dovrebbe fare, potrebbe fare meglio questo. Esercitare al contesto.” Studiare, in altre parole, è una forma di ribellione: al pensiero unico, agli slogan, alle bolle su misura prodotte dagli algoritmi dei social, alla retorica che si sostituisce alla politica, a un’idea di formazione intesa come accumulo di titoli e certificazioni avulso dall’acquisizione di strumenti critici necessari a decrittare il contesto, alla parola riciclata in tutte le stagioni, facile da innestare su un pregiudizio, inutile a innescare un cambiamento, a risvegliare una coscienza.
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