Mauro Canale con la moglie Emma (foto Alma Delfino)
Ha un banco di formaggi e salumi e partecipa ai mercati settimanali di Sampeyre, Mondovì, Fossano, Borgo San Dalmazzo ed Entracque: Mauro Canale è nato a Fossano il 15 marzo 1959 e vive a Genola.
Che ricordi ha dei suoi genitori?
Ho avuto la fortuna di avere due genitori splendidi: mio papà Antonio raccoglieva il latte nelle cascine con il suo camion (quando ancora non esistevano le autobotti, ma solo i cosiddetti “bidoni”), lo faceva 365 giorni all’anno, di mattina e di sera, un lavoro molto impegnativo e faticoso! Mia mamma Rita faceva la casalinga e lavorava nell’azienda agricola di famiglia. Io e le mie sorelle Giorgina e Valentina (più grandi di me di cinque e due anni) abbiamo sempre dato una mano sin da piccoli nel lavoro, che a casa non è mai mancato.
Le scuole?
Dopo le Elementari e le Medie mi sono iscritto all’Istituto Salesiano di Fossano ottenendo il diploma triennale di congegnatore meccanico.
I ricordi della sua infanzia?
I giochi spensierati con la mia sorella maggiore in campagna, dove c’era poco, ma tutto era divertente, immersi nella natura e con gli animali! Da bambino la mia passione era il calcio, sport a cui dedicavo molte ore e grazie al quale mi sono anche tolto delle belle soddisfazioni...
Quando ha iniziato a lavorare?
Subito dopo la scuola ho iniziato a lavorare come saldatore, successivamente come aggiustatore al banco, fino al servizio militare. Al ritorno ho lavorato come autista per tre anni prima e poi come magazziniere per nove anni, poi l’azienda ha chiuso. È stato allora che, dopo alcune esperienze lavorative provvisorie, io e mia moglie abbiamo deciso di metterci in proprio rilevando un banco ambulante di salumi, formaggi, gastronomia e pasta fresca.
Che lavoro fa oggi?
Ancora oggi svolgo questa attività, iniziata e portata avanti con mia moglie Emma, e che oggi prosegue con la nostra figlia Laura. Le varie attività lavorative mi hanno dato l’esperienza che tuttora mi serve per arrangiarmi nelle piccole riparazioni talvolta necessarie. Mia moglie, essendo stata impiegata commerciale, si è sempre occupata della contabilità oltre che del lavoro di commessa, mamma e casalinga. Così abbiamo formato una bella squadra! Con l’ingresso di Laura, ora mia moglie ha più tempo per i nipotini.
In questi anni il vostro lavoro è cambiato?
Il lavoro in sé non è cambiato, forse sono cambiati i ritmi e le esigenze di tutti noi. Una volta c’erano pochi tipi di formaggio e la gente li comprava per sfamarsi: oggi c’è molto più assortimento, la gente tende di più a voler scoprire nuovi sapori ed a voler provare formaggi di diversa provenienza. Anche per questo, oltre a mantenere i prodotti tipici del nostro territorio, abbiamo deciso di proporre un vasto assortimento, arrivando ad avere più di cento tipi di formaggi diversi, fatti con latte di mucca, pecora, capra e con latte misto.
Una sua giornata tipo?
La sveglia è alle 4.30, si parte alle 5 dopo aver caricato le ultime cose. Si arriva in piazza e si prepara il banco. Serviamo i clienti fino alle 13.30, poi torniamo a casa. Una volta a casa riapriamo l’autonegozio per fare le pulizie e per sistemare la merce da vendere, riceviamo i fornitori, andiamo ad acquistare anche altrove. La giornata lavorativa termina alle 17 o alle 18. La fatica più grande sono senz’altro le tante ore di lavoro, mentre la soddisfazione più grande è data dai clienti che tornano a trovarci ogni settimana.
Mauro, le piace questo lavoro?
Anche se è molto impegnativo, non mi sono mai pentito perché amo stare in mezzo alla gente! Il rapporto con il cliente è quasi sempre un rapporto di amicizia e di rispetto reciproco: c’è chi si confida, chi si aspetta una battuta scherzosa e coglie l’occasione per farsi due risate con noi, chi invece è di fretta e fa la spesa veloce. In tutti i casi, comunque, sono abituato a sorridere sempre... io sono fatto così!
Emma dove l’ha conosciuta?
La conoscevo da quando entrambi frequentavamo le Medie, ci incontravamo sul bus. Il vero amore però è sbocciato alla ‘Cuneo Polli’ dove lei lavorava come impiegata. Ci siamo poi sposati nel 1982 ed in viaggio di nozze siamo stati quattro giorni in Emilia Romagna.
Quale il segreto per far durare i matrimoni?
Supportarsi e sopportarsi vicendevolmente, nel bene e nel male.
La vostra famiglia vi soddisfa?
Abbiamo la fortuna di avere due brave figlie, Laura e Giulia, entrambe felicemente sposate e che ci danno soddisfazioni sia nella vita affettiva sia in quella lavorativa. Ci hanno regalato quattro bei nipotini: Tommaso, Lorenzo, Andrea e Beatrice che noi adoriamo... Siamo nonni felici!
Cosa mette al primo posto nella sua vita?
Senza dubbio la mia famiglia, sperando nella salute per tutti.
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Mauro Canale con la moglie Emma (foto Alma Delfino)
Ha un banco di formaggi e salumi e partecipa ai mercati settimanali di Sampeyre, Mondovì, Fossano, Borgo San Dalmazzo ed Entracque: Mauro Canale è nato a Fossano il 15 marzo 1959 e vive a Genola.
Che ricordi ha dei suoi genitori?
Ho avuto la fortuna di avere due genitori splendidi: mio papà Antonio raccoglieva il latte nelle cascine con il suo camion (quando ancora non esistevano le autobotti, ma solo i cosiddetti “bidoni”), lo faceva 365 giorni all’anno, di mattina e di sera, un lavoro molto impegnativo e faticoso! Mia mamma Rita faceva la casalinga e lavorava nell’azienda agricola di famiglia. Io e le mie sorelle Giorgina e Valentina (più grandi di me di cinque e due anni) abbiamo sempre dato una mano sin da piccoli nel lavoro, che a casa non è mai mancato.
Le scuole?
Dopo le Elementari e le Medie mi sono iscritto all’Istituto Salesiano di Fossano ottenendo il diploma triennale di congegnatore meccanico.
I ricordi della sua infanzia?
I giochi spensierati con la mia sorella maggiore in campagna, dove c’era poco, ma tutto era divertente, immersi nella natura e con gli animali! Da bambino la mia passione era il calcio, sport a cui dedicavo molte ore e grazie al quale mi sono anche tolto delle belle soddisfazioni...
Quando ha iniziato a lavorare?
Subito dopo la scuola ho iniziato a lavorare come saldatore, successivamente come aggiustatore al banco, fino al servizio militare. Al ritorno ho lavorato come autista per tre anni prima e poi come magazziniere per nove anni, poi l’azienda ha chiuso. È stato allora che, dopo alcune esperienze lavorative provvisorie, io e mia moglie abbiamo deciso di metterci in proprio rilevando un banco ambulante di salumi, formaggi, gastronomia e pasta fresca.
Che lavoro fa oggi?
Ancora oggi svolgo questa attività, iniziata e portata avanti con mia moglie Emma, e che oggi prosegue con la nostra figlia Laura. Le varie attività lavorative mi hanno dato l’esperienza che tuttora mi serve per arrangiarmi nelle piccole riparazioni talvolta necessarie. Mia moglie, essendo stata impiegata commerciale, si è sempre occupata della contabilità oltre che del lavoro di commessa, mamma e casalinga. Così abbiamo formato una bella squadra! Con l’ingresso di Laura, ora mia moglie ha più tempo per i nipotini.
In questi anni il vostro lavoro è cambiato?
Il lavoro in sé non è cambiato, forse sono cambiati i ritmi e le esigenze di tutti noi. Una volta c’erano pochi tipi di formaggio e la gente li comprava per sfamarsi: oggi c’è molto più assortimento, la gente tende di più a voler scoprire nuovi sapori ed a voler provare formaggi di diversa provenienza. Anche per questo, oltre a mantenere i prodotti tipici del nostro territorio, abbiamo deciso di proporre un vasto assortimento, arrivando ad avere più di cento tipi di formaggi diversi, fatti con latte di mucca, pecora, capra e con latte misto.
Una sua giornata tipo?
La sveglia è alle 4.30, si parte alle 5 dopo aver caricato le ultime cose. Si arriva in piazza e si prepara il banco. Serviamo i clienti fino alle 13.30, poi torniamo a casa. Una volta a casa riapriamo l’autonegozio per fare le pulizie e per sistemare la merce da vendere, riceviamo i fornitori, andiamo ad acquistare anche altrove. La giornata lavorativa termina alle 17 o alle 18. La fatica più grande sono senz’altro le tante ore di lavoro, mentre la soddisfazione più grande è data dai clienti che tornano a trovarci ogni settimana.
Mauro, le piace questo lavoro?
Anche se è molto impegnativo, non mi sono mai pentito perché amo stare in mezzo alla gente! Il rapporto con il cliente è quasi sempre un rapporto di amicizia e di rispetto reciproco: c’è chi si confida, chi si aspetta una battuta scherzosa e coglie l’occasione per farsi due risate con noi, chi invece è di fretta e fa la spesa veloce. In tutti i casi, comunque, sono abituato a sorridere sempre... io sono fatto così!
Emma dove l’ha conosciuta?
La conoscevo da quando entrambi frequentavamo le Medie, ci incontravamo sul bus. Il vero amore però è sbocciato alla ‘Cuneo Polli’ dove lei lavorava come impiegata. Ci siamo poi sposati nel 1982 ed in viaggio di nozze siamo stati quattro giorni in Emilia Romagna.
Quale il segreto per far durare i matrimoni?
Supportarsi e sopportarsi vicendevolmente, nel bene e nel male.
La vostra famiglia vi soddisfa?
Abbiamo la fortuna di avere due brave figlie, Laura e Giulia, entrambe felicemente sposate e che ci danno soddisfazioni sia nella vita affettiva sia in quella lavorativa. Ci hanno regalato quattro bei nipotini: Tommaso, Lorenzo, Andrea e Beatrice che noi adoriamo... Siamo nonni felici!
Cosa mette al primo posto nella sua vita?
Senza dubbio la mia famiglia, sperando nella salute per tutti.
“Sono abituato a sorridere sempre e amo stare in mezzo alla gente”
02 giugno 2024
Cuneo
Mauro Canale con la moglie Emma (foto Alma Delfino)
Ha un banco di formaggi e salumi e partecipa ai mercati settimanali di Sampeyre, Mondovì, Fossano, Borgo San Dalmazzo ed Entracque: Mauro Canale è nato a Fossano il 15 marzo 1959 e vive a Genola.
Che ricordi ha dei suoi genitori?
Ho avuto la fortuna di avere due genitori splendidi: mio papà Antonio raccoglieva il latte nelle cascine con il suo camion (quando ancora non esistevano le autobotti, ma solo i cosiddetti “bidoni”), lo faceva 365 giorni all’anno, di mattina e di sera, un lavoro molto impegnativo e faticoso! Mia mamma Rita faceva la casalinga e lavorava nell’azienda agricola di famiglia. Io e le mie sorelle Giorgina e Valentina (più grandi di me di cinque e due anni) abbiamo sempre dato una mano sin da piccoli nel lavoro, che a casa non è mai mancato.
Le scuole?
Dopo le Elementari e le Medie mi sono iscritto all’Istituto Salesiano di Fossano ottenendo il diploma triennale di congegnatore meccanico.
I ricordi della sua infanzia?
I giochi spensierati con la mia sorella maggiore in campagna, dove c’era poco, ma tutto era divertente, immersi nella natura e con gli animali! Da bambino la mia passione era il calcio, sport a cui dedicavo molte ore e grazie al quale mi sono anche tolto delle belle soddisfazioni...
Quando ha iniziato a lavorare?
Subito dopo la scuola ho iniziato a lavorare come saldatore, successivamente come aggiustatore al banco, fino al servizio militare. Al ritorno ho lavorato come autista per tre anni prima e poi come magazziniere per nove anni, poi l’azienda ha chiuso. È stato allora che, dopo alcune esperienze lavorative provvisorie, io e mia moglie abbiamo deciso di metterci in proprio rilevando un banco ambulante di salumi, formaggi, gastronomia e pasta fresca.
Che lavoro fa oggi?
Ancora oggi svolgo questa attività, iniziata e portata avanti con mia moglie Emma, e che oggi prosegue con la nostra figlia Laura. Le varie attività lavorative mi hanno dato l’esperienza che tuttora mi serve per arrangiarmi nelle piccole riparazioni talvolta necessarie. Mia moglie, essendo stata impiegata commerciale, si è sempre occupata della contabilità oltre che del lavoro di commessa, mamma e casalinga. Così abbiamo formato una bella squadra! Con l’ingresso di Laura, ora mia moglie ha più tempo per i nipotini.
In questi anni il vostro lavoro è cambiato?
Il lavoro in sé non è cambiato, forse sono cambiati i ritmi e le esigenze di tutti noi. Una volta c’erano pochi tipi di formaggio e la gente li comprava per sfamarsi: oggi c’è molto più assortimento, la gente tende di più a voler scoprire nuovi sapori ed a voler provare formaggi di diversa provenienza. Anche per questo, oltre a mantenere i prodotti tipici del nostro territorio, abbiamo deciso di proporre un vasto assortimento, arrivando ad avere più di cento tipi di formaggi diversi, fatti con latte di mucca, pecora, capra e con latte misto.
Una sua giornata tipo?
La sveglia è alle 4.30, si parte alle 5 dopo aver caricato le ultime cose. Si arriva in piazza e si prepara il banco. Serviamo i clienti fino alle 13.30, poi torniamo a casa. Una volta a casa riapriamo l’autonegozio per fare le pulizie e per sistemare la merce da vendere, riceviamo i fornitori, andiamo ad acquistare anche altrove. La giornata lavorativa termina alle 17 o alle 18. La fatica più grande sono senz’altro le tante ore di lavoro, mentre la soddisfazione più grande è data dai clienti che tornano a trovarci ogni settimana.
Mauro, le piace questo lavoro?
Anche se è molto impegnativo, non mi sono mai pentito perché amo stare in mezzo alla gente! Il rapporto con il cliente è quasi sempre un rapporto di amicizia e di rispetto reciproco: c’è chi si confida, chi si aspetta una battuta scherzosa e coglie l’occasione per farsi due risate con noi, chi invece è di fretta e fa la spesa veloce. In tutti i casi, comunque, sono abituato a sorridere sempre... io sono fatto così!
Emma dove l’ha conosciuta?
La conoscevo da quando entrambi frequentavamo le Medie, ci incontravamo sul bus. Il vero amore però è sbocciato alla ‘Cuneo Polli’ dove lei lavorava come impiegata. Ci siamo poi sposati nel 1982 ed in viaggio di nozze siamo stati quattro giorni in Emilia Romagna.
Quale il segreto per far durare i matrimoni?
Supportarsi e sopportarsi vicendevolmente, nel bene e nel male.
La vostra famiglia vi soddisfa?
Abbiamo la fortuna di avere due brave figlie, Laura e Giulia, entrambe felicemente sposate e che ci danno soddisfazioni sia nella vita affettiva sia in quella lavorativa. Ci hanno regalato quattro bei nipotini: Tommaso, Lorenzo, Andrea e Beatrice che noi adoriamo... Siamo nonni felici!
Cosa mette al primo posto nella sua vita?
Senza dubbio la mia famiglia, sperando nella salute per tutti.