Mi rigiro la bolletta tra le dita e cerco un dato che non so. Tra le cifre di cui la bolletta è farcita, si distingue in grassetto il totale da pagare, che mi limito a confrontare con la bolletta precedente, senza ricavarne alcuna consolazione. In verità, so cosa non so: non so che riflesso abbia avuto sui costi il regime di mercato libero dell’energia avviato dal 1° gennaio. Quindi, da parte mia, nessun consiglio per gli acquisti, ma un semplice inquadramento del tema.
Tutto ha inizio con il decreto legge “Bersani” del 1999. Qualcuno ricorda ancora le famose “lenzuolate” di provvedimenti liberatori (in materia di assicurazioni, mutui, carte di credito, ricariche di cellulari…) del ministro dell’industria, l’ex comunista Pier Luigi Bersani? In quel caso, l’intento era di giungere gradualmente ad una libera concorrenza nel settore energetico, con prezzi e servizi offerti direttamente all’utenza. La gradualità è consistita nell’individuazione prudente della figura del “cliente idoneo”, cioè di quel cliente sufficientemente informato da sapersi muovere tra le diverse soluzioni proposte. Inizialmente si considerarono tali i grandi utilizzatori dai consumi eccedenti i 30GWh, per scendere di anno in anno.Finché, con il decreto Bersani bis del 2007 (rieccolo l’ex comunista, dopo anni di liberal-liberismo parlato) si attuò la completa liberalizzazione del mercato energetico italiano, aprendolo a nuovi fornitori e permettendo a tutti gli utenti di scegliere liberamente l’operatore a cui rivolgersi per i propri consumi, anche domestici.
Il provvedimento fece sì che si affacciassero ai nostri indirizzi (ed anche ai nostri cellulari) aziende dalle sigle non usuali, per proporre contratti di fornitura di gas ed energia elettrica, alternativi al mercato tutelato, che comunque si mantenne. Questo fino ad oggi.
Per meglio intenderci, il mercato tutelato è quello i cui prezzi e condizioni contrattuali sono definiti univocamente dall’Autorità regolatrice delle tariffe dell’energia (ARERA). Nel mercato libero, invece, l’Autorità regolatrice si limita a definire i costi di trasporto, di distribuzione e di sistema, mentre la componente energia è lasciata alla concorrenza. Infine, dopo molte proroghe, siamo giunti al giorno fatale (1° gennaio per il gas e il prossimo 1° luglio per la luce) in cui ciascuno di noi è considerato “cliente idoneo”, idoneo a cercarsi il fornitore che più ritiene conveniente, senza la rete (o la cappa) del prezzo stabilito dall’Autorità.
A questa misura un po’ ansiogena per i circa 9 milioni di utenti domestici che non hanno ancora operato alcuna scelta, si abbina un principio tranquillizzante: a nessuno verrà staccato il contatore. Innanzitutto, s’individuano quanti rientrano nella categoria dei “clienti vulnerabili” per condizioni economiche, per disagi fisici o ambientali e indistintamente tutti coloro che hanno superato i 75 anni. Segnalando all’ attuale fornitore tale condizione (modulo allegato alle ultime bollette) si può continuare a fruire di tariffe tutelate.
E per tutti gli altri - distratti, diversamente impegnati, sospettosi, bogia nen – che alla scadenza non abbiano operato alcuna scelta, si aprono due paracaduti. Per l’energia elettrica si verrà inseriti automaticamente e per tre anni nel mercato a “tutele graduali”: ci penserà un fornitore selezionato con gara dall’Autorità regolatrice, per una tariffa uguale in tutto il territorio nazionale, indicizzata sull’andamento del mercato all’ingrosso. Per la fornitura di gas verrà applicato dal fornitore usuale un tariffa che segue il mercato all’ingrosso (che l’Autorità regolatoria ha denominato PLANET).
Azzardo un consiglio. Si scelga un fornitore con calma e non su proposte allarmistiche o assillanti, ma si consideri che il mercato tutelato non è il più vantaggioso e che in qualsiasi momento lo si può abbandonare. Così come hanno già fatto i titolari di 22 milioni di utenze domestiche.
editoriale
Mi rigiro la bolletta tra le dita e cerco un dato che non so. Tra le cifre di cui la bolletta è farcita, si distingue in grassetto il totale da pagare, che mi limito a confrontare con la bolletta precedente, senza ricavarne alcuna consolazione. In verità, so cosa non so: non so che riflesso abbia avuto sui costi il regime di mercato libero dell’energia avviato dal 1° gennaio. Quindi, da parte mia, nessun consiglio per gli acquisti, ma un semplice inquadramento del tema.
Tutto ha inizio con il decreto legge “Bersani” del 1999. Qualcuno ricorda ancora le famose “lenzuolate” di provvedimenti liberatori (in materia di assicurazioni, mutui, carte di credito, ricariche di cellulari…) del ministro dell’industria, l’ex comunista Pier Luigi Bersani? In quel caso, l’intento era di giungere gradualmente ad una libera concorrenza nel settore energetico, con prezzi e servizi offerti direttamente all’utenza. La gradualità è consistita nell’individuazione prudente della figura del “cliente idoneo”, cioè di quel cliente sufficientemente informato da sapersi muovere tra le diverse soluzioni proposte. Inizialmente si considerarono tali i grandi utilizzatori dai consumi eccedenti i 30GWh, per scendere di anno in anno.Finché, con il decreto Bersani bis del 2007 (rieccolo l’ex comunista, dopo anni di liberal-liberismo parlato) si attuò la completa liberalizzazione del mercato energetico italiano, aprendolo a nuovi fornitori e permettendo a tutti gli utenti di scegliere liberamente l’operatore a cui rivolgersi per i propri consumi, anche domestici.
Il provvedimento fece sì che si affacciassero ai nostri indirizzi (ed anche ai nostri cellulari) aziende dalle sigle non usuali, per proporre contratti di fornitura di gas ed energia elettrica, alternativi al mercato tutelato, che comunque si mantenne. Questo fino ad oggi.
Per meglio intenderci, il mercato tutelato è quello i cui prezzi e condizioni contrattuali sono definiti univocamente dall’Autorità regolatrice delle tariffe dell’energia (ARERA). Nel mercato libero, invece, l’Autorità regolatrice si limita a definire i costi di trasporto, di distribuzione e di sistema, mentre la componente energia è lasciata alla concorrenza. Infine, dopo molte proroghe, siamo giunti al giorno fatale (1° gennaio per il gas e il prossimo 1° luglio per la luce) in cui ciascuno di noi è considerato “cliente idoneo”, idoneo a cercarsi il fornitore che più ritiene conveniente, senza la rete (o la cappa) del prezzo stabilito dall’Autorità.
A questa misura un po’ ansiogena per i circa 9 milioni di utenti domestici che non hanno ancora operato alcuna scelta, si abbina un principio tranquillizzante: a nessuno verrà staccato il contatore. Innanzitutto, s’individuano quanti rientrano nella categoria dei “clienti vulnerabili” per condizioni economiche, per disagi fisici o ambientali e indistintamente tutti coloro che hanno superato i 75 anni. Segnalando all’ attuale fornitore tale condizione (modulo allegato alle ultime bollette) si può continuare a fruire di tariffe tutelate.
E per tutti gli altri - distratti, diversamente impegnati, sospettosi, bogia nen – che alla scadenza non abbiano operato alcuna scelta, si aprono due paracaduti. Per l’energia elettrica si verrà inseriti automaticamente e per tre anni nel mercato a “tutele graduali”: ci penserà un fornitore selezionato con gara dall’Autorità regolatrice, per una tariffa uguale in tutto il territorio nazionale, indicizzata sull’andamento del mercato all’ingrosso. Per la fornitura di gas verrà applicato dal fornitore usuale un tariffa che segue il mercato all’ingrosso (che l’Autorità regolatoria ha denominato PLANET).
Azzardo un consiglio. Si scelga un fornitore con calma e non su proposte allarmistiche o assillanti, ma si consideri che il mercato tutelato non è il più vantaggioso e che in qualsiasi momento lo si può abbandonare. Così come hanno già fatto i titolari di 22 milioni di utenze domestiche.
Le bollette di luce e gas e la scelta tra mercato tutelato e mercato libero
10 marzo 2024
Cuneo
Mi rigiro la bolletta tra le dita e cerco un dato che non so. Tra le cifre di cui la bolletta è farcita, si distingue in grassetto il totale da pagare, che mi limito a confrontare con la bolletta precedente, senza ricavarne alcuna consolazione. In verità, so cosa non so: non so che riflesso abbia avuto sui costi il regime di mercato libero dell’energia avviato dal 1° gennaio. Quindi, da parte mia, nessun consiglio per gli acquisti, ma un semplice inquadramento del tema.
Tutto ha inizio con il decreto legge “Bersani” del 1999. Qualcuno ricorda ancora le famose “lenzuolate” di provvedimenti liberatori (in materia di assicurazioni, mutui, carte di credito, ricariche di cellulari…) del ministro dell’industria, l’ex comunista Pier Luigi Bersani? In quel caso, l’intento era di giungere gradualmente ad una libera concorrenza nel settore energetico, con prezzi e servizi offerti direttamente all’utenza. La gradualità è consistita nell’individuazione prudente della figura del “cliente idoneo”, cioè di quel cliente sufficientemente informato da sapersi muovere tra le diverse soluzioni proposte. Inizialmente si considerarono tali i grandi utilizzatori dai consumi eccedenti i 30GWh, per scendere di anno in anno.Finché, con il decreto Bersani bis del 2007 (rieccolo l’ex comunista, dopo anni di liberal-liberismo parlato) si attuò la completa liberalizzazione del mercato energetico italiano, aprendolo a nuovi fornitori e permettendo a tutti gli utenti di scegliere liberamente l’operatore a cui rivolgersi per i propri consumi, anche domestici.
Il provvedimento fece sì che si affacciassero ai nostri indirizzi (ed anche ai nostri cellulari) aziende dalle sigle non usuali, per proporre contratti di fornitura di gas ed energia elettrica, alternativi al mercato tutelato, che comunque si mantenne. Questo fino ad oggi.
Per meglio intenderci, il mercato tutelato è quello i cui prezzi e condizioni contrattuali sono definiti univocamente dall’Autorità regolatrice delle tariffe dell’energia (ARERA). Nel mercato libero, invece, l’Autorità regolatrice si limita a definire i costi di trasporto, di distribuzione e di sistema, mentre la componente energia è lasciata alla concorrenza. Infine, dopo molte proroghe, siamo giunti al giorno fatale (1° gennaio per il gas e il prossimo 1° luglio per la luce) in cui ciascuno di noi è considerato “cliente idoneo”, idoneo a cercarsi il fornitore che più ritiene conveniente, senza la rete (o la cappa) del prezzo stabilito dall’Autorità.
A questa misura un po’ ansiogena per i circa 9 milioni di utenti domestici che non hanno ancora operato alcuna scelta, si abbina un principio tranquillizzante: a nessuno verrà staccato il contatore. Innanzitutto, s’individuano quanti rientrano nella categoria dei “clienti vulnerabili” per condizioni economiche, per disagi fisici o ambientali e indistintamente tutti coloro che hanno superato i 75 anni. Segnalando all’ attuale fornitore tale condizione (modulo allegato alle ultime bollette) si può continuare a fruire di tariffe tutelate.
E per tutti gli altri - distratti, diversamente impegnati, sospettosi, bogia nen – che alla scadenza non abbiano operato alcuna scelta, si aprono due paracaduti. Per l’energia elettrica si verrà inseriti automaticamente e per tre anni nel mercato a “tutele graduali”: ci penserà un fornitore selezionato con gara dall’Autorità regolatrice, per una tariffa uguale in tutto il territorio nazionale, indicizzata sull’andamento del mercato all’ingrosso. Per la fornitura di gas verrà applicato dal fornitore usuale un tariffa che segue il mercato all’ingrosso (che l’Autorità regolatoria ha denominato PLANET).
Azzardo un consiglio. Si scelga un fornitore con calma e non su proposte allarmistiche o assillanti, ma si consideri che il mercato tutelato non è il più vantaggioso e che in qualsiasi momento lo si può abbandonare. Così come hanno già fatto i titolari di 22 milioni di utenze domestiche.