editoriale

Acquistare online dal negozio sotto casa e dalla rete commerciale locale

26 novembre 2023

Cuneo

iphone (foto Pixabay) (foto Pixabay) Estrarre informazioni dai dati non è mai una operazione banale, ma è sempre più preziosa. I moderni sistemi di gestione e di archiviazione dei dati consentono di ricavare una notevolissima quantità di informazioni ma, per queste riflessioni, sono necessarie analisi che nulla hanno di meccanico. Lo studio “Europe Ecommerce Report” del 2022, di Nexi e Nets, società leader a livello europeo nell’abito delle soluzioni di pagamento elettronico, riporta gli interessanti esiti di un’analisi, in alcuni paesi europei, sugli acquisti online. L’indagine è stata compiuta su persone di un’età compresa tra i 18 e i 79 anni, con possibilità di accesso a internet. Nel campione di consumatori intervistati, è risultato che l’86% di essi avevano effettuato almeno un acquisto online nei 28 giorni precedenti. Il dato italiano è particolarmente eclatante, poiché risulta che il 94% dei residenti nel Belpaese abbiano acquistato online almeno una volta nel periodo considerato. Gli intervistati italiani, in analogia a quanto risposto dalle persone di altri Paesi, hanno affermato che i motivi che li hanno indotti sono stati la convenienza e la semplicità dell’operazione, i prezzi più bassi di alcuni beni o servizi venduti in questo modo e il risparmio di tempo. Gli acquisti hanno avuto a oggetto beni fisici, viaggi e servizi. Queste tre preferenze sono comuni anche fuori dall’Italia; tuttavia, in altri Stati, i viaggi hanno superato i servizi. Venendo al dettaglio, si scopre che gli acquisti online degli Italiani hanno ad oggetto vestiti, elettrodomestici, cibo e alcolici e, per ciò che riguarda i servizi, assicurazioni, biglietti per spettacoli ed eventi sportivi, oltre a film, serie tv e musica in abbonamento. Per quanto attiene al settore viaggi, la scelta è caduta su soggiorni in hotel, voli e pacchetti di viaggio completi. Un dato più interessante, tuttavia, è che chi acquista online non necessariamente ama i giganti del web, ma apprezza molto di più il commercio locale. Il 66% dei consumatori italiani che compra su internet preferisce acquistare prodotti e servizi locali; per i danesi la percentuale sale al 75%, per i tedeschi all’80%, per gli svedesi all’83%. I motivi della preferenza, per ciò che riguarda i nostri connazionali, sono il desiderio di supportare il commercio locale e le piccole realtà, il prezzo (ritenuto comunque conveniente) e un maggior senso di familiarità nell’operazione di acquisto. Sarebbe interessante acquisire ulteriori informazioni su quello che capita in Danimarca, Germania e Svezia rispetto, ad esempio, alla logistica e alla organizzazione della consegna. Quello che pare indubbio, però, è che le informazioni che si possono ricavare da questi dati mostrano un quadro nel quale il commercio di prossimità mostra una vitalità che, certamente, merita di essere sostenuta. Per troppo tempo, infatti, si è visto il commercio elettronico come un concorrente letale per le piccole realtà delle nostre città. Oggi, la riflessione deve, invece, condurre a esiti differenti. Chi acquista online lo fa per ragioni che rendono gradito il canale dell’acquisto, ma non necessariamente una specifica controparte venditrice del bene o del servizio. L’impressione che si ricava dalla lettura dell’indagine è quella di una certa consapevolezza dell’importanza del sostegno del commercio locale al quale, però, si chiede un passo verso l’utilizzo del canale elettronico. In molti temevano che, con la pandemia e le nuove abitudini acquisite, i consumatori si sarebbero disaffezionati ai negozi sotto casa. Non è stato così. Lo sforzo da compiere, oggi, può partire dai dati di indagini di questo tipo. Semplificando, infatti, si potrebbe dire che un’operazione di acquisto semplice, efficiente, ragionevole dal punto di vista dell’esborso e con un interlocutore locale anche di piccole dimensioni è vincente e può alimentare lo sviluppo del territorio. Evidentemente, per intercettare esigenze e sensibilità di questo tipo serve qualcosa di più della semplice buona volontà e dell’intraprendenza dei singoli. Occorre una azione di sistema che coinvolga il pubblico e il privato, per la realizzazione di una rete di servizi informatici, logistici e commerciali a sostegno delle nostre realtà produttive. Non è fantascienza, probabilmente non servirebbero neppure investimenti da capogiro. Basterebbe solo fare le cose come si deve, anche solo rafforzando e valorizzando lodevoli iniziative già presenti nel nostro territorio.
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