editoriale

Il prelievo dei contanti nei negozi? Una proposta azzardata e discutibilissima

19 novembre 2023

Cuneo

Un mucchio di euro Non è sempre semplice comprendere le ragioni delle scelte adottate da chi ha la responsabilità di governare. È questo il caso della proposta di abilitare alcuni esercenti alla erogazione del contante attraverso il terminale oggi utilizzato per la lettura delle carte di pagamento. I termini della proposta, contenuta nella Manovra per il 2024 del Governo, sono noti e prevedono la possibilità di prelevare fino a 250,00 euro presso negozi abilitati a questo tipo di operatività. Le motivazioni della misura starebbero nel desiderio di andare incontro alle esigenze dei cittadini che vivono in centri dove è maggiore la contrazione del numero degli sportelli tradizionali. Alcuni evidenziano, inoltre, come la misura rappresenterebbe un vantaggio anche per gli esercenti, che vedrebbero ridotta la giacenza di liquidità, con conseguente contenimento dei rischi per la sicurezza. Non mancano le perplessità dei commentatori e, in effetti, alcuni passaggi delle argomentazioni a favore della misura sembrano piuttosto fragili. In primo luogo, infatti, si deve osservare che, se il sistema bancario sta riducendo (e in modo consistente) il numero di sportelli anche automatici, ci sono delle buone ragioni per farlo. Gli ultimi rapporti sui costi di gestione del contante, infatti, mostrano che il denaro liquido è lo strumento di pagamento, in assoluto, più inefficiente per il sistema. Secondo le indagini più recenti, la gestione e l’erogazione del contante, per le banche, rappresenta il 33% dei costi di tutti gli strumenti di pagamento (incluse carte, assegni, moneta elettronica, bonifici, addebiti diretti in conto e simili) mentre genera solamente il 7% degli utili. In poche parole: la gestione del contante è un pessimo affare, tant’è, come detto, che il sistema bancario sta velocemente riducendo questo tipo di servizio. Inutile dire che, se i relativi costi verranno scaricati sulla rete degli esercenti, non è difficile prevedere che gli stessi negozi neo-erogatori di banconote, a loro volta, riverseranno i costi sull’utenza, con l’aumento del prezzo di beni o servizi, anche a svantaggio di chi non usufruisce delle nuove possibilità di prelievo. Francamente ingenuo pare, in secondo luogo, il discorso connesso alla sicurezza per effetto della riduzione della giacenza della liquidità. Al contrario, anche in questo caso, non è difficile immaginare che i negozi incaricati di dover far fronte alla domanda di prelievi aumenteranno le riserve di liquidità. Il tema della sicurezza, inoltre, non può essere riferito a un singolo esercizio, ma deve essere valutato riguardo a un intero contesto ambientale. Il contante reimmesso in circolazione dal negozio, infatti, sarà comunque appetibile per i malintenzionati, sia che si trovi nel negozio dal quale è stato prelevato, sia che venga speso in un esercizio vicino, sia che venga trattenuto nelle tasche o nelle case di chi ha effettuato il prelievo (ed è questa, forse, l’evenienza più preoccupante). L’iniziativa governativa pare, poi, non tenere conto degli effetti diretti e indiretti che la circolazione del contante genera. Da un lato, infatti, si deve ricordare che, per chi riceve pagamenti in contanti, il costo per transazione è stimato in torno al 2% (1,84% per la precisione) per sicurezza, trasporto, e via discorrendo. Dall’altro lato, è noto che il contante è uno strumento di pagamento criminogeno, poiché si presta a generare o ad alimentare attività illegali. La corruzione, lo spaccio di stupefacenti, l’induzione e lo sfruttamento della prostituzione, l’evasione fiscale e il lavoro nero hanno bisogno dell’anonimato assicurato dal contante. È evidente che queste conseguenze sono sfuggite a chi ha formulato la proposta; un ripensamento sarebbe, dunque, quanto mai opportuno, anche ai fini della protezione dell’ordine pubblico. Oltre che economicamente inefficiente, costoso e gradito alla criminalità, il contante è, infine, obsoleto. I pagamenti elettronici innovativi sono un motore di sviluppo formidabile, soprattutto se europei. Non è casuale la decisione delle autorità monetarie europee di proseguire nelle attività preparatorie al lancio dell’euro digitale. Una percentuale fisiologica e contenutissima di contante in circolazione (non certo quella che conseguirebbe alla proposta di cui si discute) può essere funzionale all’equilibrio del sistema, ma il futuro è in un’altra direzione.  
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