cuneo

Se la biblioteca è come una golosa pasticceria

14 novembre 2023

Cuneo

Silvana Arcostanzo Silvana Arcostanzo è tra lo staff storico di Scrittorincittà, perché la prossima sarà la 15esima edizione del festival a cui parteciperà come volontaria. La signora Silvana ha 83 anni, ben portati, con la mente lucida e golosa di letture, dal momento che per lei i libri sono dolci e la biblioteca una pasticceria che le donano immenso piacere.  Che cosa la spinge nel continuare ad indossare ancora una volta la maglietta rossa dei volontari di Scrittorincittà? La prima edizione a cui ho partecipato come volontaria risale al 2008: prima, avevo sentito parlare di questa manifestazione, ma mi ero limitata a seguire qualche conferenza fino a quando mi sono candidata come volontaria: vista la mia età, pensavo non mi prendessero, e invece no! Scrittorincittà mi ha permesso d’incontrare persone nuove e di vedere in viso autori che, fino ad allora, avevo conosciuto solo attraverso lo schermo del televisore o le pagine dei libri. Sono affezionata a questa manifestazione e, infatti, conservo i pass, le magliette e le borse di ogni edizione e, ogni tanto, le adopero ancora: sono belle, allegre e mi permettono di dire “Lì, c’ero anch’io!”.   Poi, sono un’assidua frequentatrice della Biblioteca Civica che, per me, è come una pasticceria: ogni quindici giorni, prendo tre libri e mi sembra di avere davanti ai miei occhi tanti dolci, che mi procurano grande godimento! L’argento è il colore di questa edizione ma, nel suo percorso di crescita, Scrittorincittà ha avuto molte altre sfumature. A quali è più affezionata? Non ho una grande memoria, colpa dell’età, e fatico a collocare specifici momenti nelle rispettive edizioni… Sono appassionata di storia e di arte e i miei scrittori del cuore sono Alessandro Barbero, Corrado Augias, Alberto Angela, Franco Cardini e Dacia Maraini.  Vivo da sola e Scrittorincittà mi permette di stare a contatto con i bimbi, vederli arrivare in Provincia, mano nella mano, mentre si guardano attorno, meravigliati, e scendono a giocare in sala Robinson.  Sono una donna molto curiosa e non dico mai di no per partito preso: tutto mi interessa, perché il mio obiettivo è vivere in mezzo ai libri e agli scrittori. I libri sono la mia grande fortuna: sono i compagni che fanno muovere le lancette dell’orologio, regalandomi emozioni.  Ricordo che, per la prima Comunione, mi furono regalati “Quo vadis?” e “I tre moschettieri” ed ero così felice di avere ricevuto quelli e non una bambola! Adoro le storie dei grandi condottieri e imperatori romani e, leggendo, mi sembra di essere al loro fianco e vivere con loro quelle avventure. Con il tempo, ho avuto modo di verificare personalmente dove sono stati questi grandi uomini, visitando città e rovine: sono stata ad Efeso, Petra, Palmira, Pechino e ho visto la grande muraglia e i guerrieri di terracotta, che sognavo da sempre. Forse, chi partecipa a un singolo evento del festival, non realizza il tempo e l’impegno necessari per organizzare il tutto. Qual è il suo contributo? Ho prestato servizio all’accoglienza, dove c’è la reception, e ho accompagnato le classi nelle sale della Provincia o presso altri auditorium della città, come il Monviso o il Teatro Toselli.  In teoria, potrei occuparmi anche della cassa e della vendita dei libri, ma sono molto distratta e preferisco evitare. “Bisogna sempre essere prudenti con i libri e con ciò che contengono, perché le parole hanno il potere di cambiarci” (C. Clare). Quali parole sono importanti per lei? I giovani ignorano il significato di molti termini: hanno un vocabolario ristretto, perché i messaggi sul cellulare richiedono frasi semplici, concise. Mi piace usare termini adatti, parlare pulito. Ci sono parole e rispettivi comportamenti, che possono ferire: invidia, maldicenza, supponenza, superbia… Ed anche parole di amore, ma non ne uso molte: non apprezzo le smancerie e, infatti, sono soprannominata “la signora Rottenmeier”. Penso spesso parole d’affetto, ma non le dico ed è un peccato: le persone devono sapere quanto teniamo a loro.  Considerata la sua lunga esperienza, Scrittorincittà come può migliorare? A me va bene così: è ben congegnato, attira molte personalità, che la gente apprezza, perché i biglietti delle conferenze vanno a ruba. Mi piace vedere la marea di gente che arriva: alcuni ragazzi, forse, sono costretti a seguire gli incontri, ma altri sono davvero interessati e vederli rovistare tra libri e fumetti mi riempie di gioia.
Scrittorincittà Volontaria Silvana Arcostanzo