editoriale

Dispositivi elettronici, social e scelte economiche: l’importanza di avere una regolamentazione

03 novembre 2023

Cuneo

pagamenti elettronici Il rapporto 2023 sui metodi di pagamento di “The Paypers”, società olandese di informazione specialistica nel mondo dei pagamenti, riporta alcune interessanti interviste a persone che ricoprono ruoli apicali in varie realtà di tutto il mondo. In una di queste interviste, Adam Caines, figura di spicco in una impresa del settore, riporta un esempio di questo tipo: “Immagina un mondo in cui, in occasione di una serata tra amici, tu chiedi a uno di loro dove è stata acquistata la maglietta che sta indossando. Si tratta di un capo “retrò” che lui ha comprato in vacanza a Londra, ma voi vi trovate a Sidney. I tuoi occhiali “a realtà aumentata” (cioè, che consentono di combinare contenuti digitali con la realtà fisica = NDR) hanno già acquisito l’immagine della maglietta e hanno ascoltato quello che tu hai detto al tuo amico. Gli occhiali hanno verificato che il negozio dove è stata acquistata la maglietta ha anche un sito internet e, nell’arco di dieci secondi, ti viene presentata (ad esempio tramite lo smartphone = NDR) la possibilità di comprarla, con consegna garantita entro sette giorni dall’acquisto. Non è necessario aggiungere altre informazioni per effettuare l’ordine, perché anche la misura della maglietta è stata precedentemente registrata dal sistema”. In un altro passaggio, lo stesso Caines afferma: “Immagina questo: mentre sei sul tuo social preferito, incappi in un prodotto che cattura la tua attenzione. Con un singolo click puoi vedere i dettagli del prodotto, leggere le recensioni e fare l’acquisto. ... un algoritmo governato da un’intelligenza artificiale personalizzerà i suggerimenti per l’acquisto sulla base degli interessi del fruitore del social e delle sue interazioni con gli altri fruitori. I confini tra “influencers” (ad esempio, la nostrana e onnipresente Chiara Ferragni = NDR) e venditori saranno, inoltre, sempre più sfumate. Le case produttrici collaboreranno sempre più strettamente con gli influencers per creare esperienze di acquisto sempre più immersive, personalizzate e interattive”. C’è stato un tempo in cui si diceva che i dispositivi elettronici sono entrati nella nostra quotidianità; oramai, si dovrebbe prendere atto che la stanno plasmando. Allargando un pochino lo sguardo, si dovrebbe poi aggiungere che si tratta di mezzi che consentono di indirizzare anche la stessa vita economica e sociale, condizionando le fortune o le sventure di imprese e realtà economiche. È evidente, infatti, che l’enorme diffusione dei dispositivi elettronici e dei social ha determinato lo strapotere di questi strumenti e canali. Per le imprese di piccole e medie dimensioni la competizione è diventata sempre più difficile da sostenere. Anche le grandi o grandissime realtà hanno dovuto e devono fare i conti con i colossi del web e dei social. Essere o non essere presenti in questi ambienti virtuali non è più una scelta. Inoltre, il livello di visibilità assegnato dal social di turno o l’ordine con il quale i prodotti vengono presentati al fruitore sono diventati vitali. Chi ha dimestichezza con l’uso dello smartphone sa benissimo che la debordante sovrabbondanza delle informazioni e delle immagini che vengono proposte ha reso decisivo l’ordine di visualizzazione. Quando si hanno decine, centinaia o, talvolta, migliaia di contenuti a disposizione, è impossibile che tutti, dal primo all’ultimo, vengano esaminati. L’attenzione dell’utilizzatore è assorbita ed esaurita dai primi, mentre gli ultimi non guadagneranno che pochissime delle agognate visualizzazioni. Si tratta di un processo avviato da tempo che, probabilmente, sarebbe ingenuo tentare di fermare. Quello da cui non ci si può esimere, tuttavia, è di trovare il modo di governarlo. Una leva potrebbe essere rappresentata dai meccanismi che determinano le priorità di visualizzazione. Ora, tutto è lasciato alla volontà dei gestori dei social che, evidentemente, assegnano le proprie preferenze sulla base del prezzo pagato dalle imprese o di altre valutazioni non sempre trasparenti. Potrebbe essere il caso di introdurre norme e controlli per rivedere e indirizzare le priorità, ad esempio, in favore del commercio di prossimità o di realtà cooperative o che fanno della promozione umana un elemento centrale della propria attività. Serve uno sforzo di immaginazione e di creatività. Gli spazi ci sono, ma ognuno deve fare la propria parte, a cominciare dal legislatore.
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