editoriale

Nell’oltre Stura le tracce delle antiche vie sono ancora molto presenti

22 ottobre 2023

Cuneo

Percorsi d'autunno - Oltrestura Dopo alcuni spunti sulle strade antiche da Pedona ad Augusta Bagiennorum nel territorio dell’Oltregesso, si porta ora l’attenzione sul versante opposto del grande solco dello Stura per rintracciare la via da Pedona a Pollentia (attuale Pollenzo), rinnovando la premessa che questi non sono studi di geografia storica, né guide turistiche, ma percorsi di un autunno di civiltà, per cogliere qualche spunto sul cammino della società locale e delle comunità ecclesiali. Sul pianoro alla sinistra dello Stura vi sono tracciati più evidenti delle strade antiche, con sicure diramazioni, come la via Monea Oltrestura. La pianura sulla sinistra orografica dello Stura era suddivisa nell’epoca romana in due soli municipi: a valle quello vasto ed importante della fiorente città di Pollentia, fondata attorno al 125 a.C., ad opera del console M. Fulvio Flacco, che diede nome alla via Fulvia, proveniente da Tortona; a monte venne istituito, forse in epoca augustea, Forum Germa(norum), localizzato presso San Lorenzo di Caraglio; tutti e due i municipi erano iscritti alla tribù Pollia. Il paesaggio dell’Oltre Stura nella parte superiore non ha traccia di centuriazione e la parte più vicina al solco dello Stura ha lasciato il segno della sua aridità nel toponimo dei Ronchi. Nell’area di Centallo si verifica l’affiorare dell’acqua dal terreno paludoso, indicato come “sagnassi”, con forme parallele ai “fossi” di Castelletto Stura. Con la risorsa di acqua inizia la distesa più florida dell’altipiano pedemontano, in cui scendono altri fiumi: il Maira, il Varaita ed il Po. Era il territorio del vasto municipio di Pollentia, noto anche agli storici romani per una buona agricoltura con allevamento di ovini e suini e con tratti di vigneti. Pollenzo-Turrigilio Pollenzo-Turrigilio La via Iulia Augusta ed il nodo viario di Centallo  In tale contesto la rete stradale antica è abbastanza unanimemente individuata dagli studiosi e per molti tratti è rimasta inalterata per due millenni. Vi sono meno riscontri archeologici punteggiati sul territorio, ma i reperti sono raccolti in punti nodali e di miglior fattura rispetto alle grandi pietre fluviali con scritte, al pari di quelle più frequenti attorno a Cuneo. In riferimento alla viabilità va citata la bella stele funeraria, rinvenuta a San Lorenzo, di Rinnius, mulattiere: sullo zoccolo vi è un bassorilievo in cui è rappresentato un carro a quattro ruote, trainato da due mule, guidate dal mulattiere. Si può accostare un’altra elegante stele, rinvenuta a Fossano (e come la precedente ora al Museo di Antichità di Torino) di Minucius Faber, raffigurato nel bassorilievo inferiore come carradore, mentre lavora attorno ad una grande ruota. Lo snodo viario fondamentale si diramava da Pollenzo, con molta probabilità dal punto segnato dall’imponente resto del “Torriglio”, che può essere messo in relazione al “Trofeo delle Alpi” sui monti alle spalle di Monaco e Nizza e alla “Turris magna” a Nimes. Gli storici antichi decantano l’impresa con cui Augusto unì la Pianura Padana e la Provenza attraversando le Alpi con la Via Iulia Augusta; gli storici moderni ne cercano le tracce, tuttavia senza considerare i resti imponenti di strada lastricata romana presente per chilometri tra Limonetto ed il colle di Tenda, ed il toponimo della “via imperiale” presente nella bassa valle Vermenagna. Il dettagliato studio di M.M. Negro Ponzi Mancini su “Strade e insediamenti nel Cuneese dall’età romana al medioevo” (in Bollettino Società Studi Storici di Cuneo, n. 85, p. 63) annota: “l’area di Centallo era quindi al centro, sia in età romana che medievale, di un nodo viario particolarmente complesso, il cui esatto punto di incontro resta però oscuro”. In merito, forse si potrebbero confrontare i resti del Torriglio di Pollenzo con uno strano manufatto ai bordi di Centallo la Torrazza che gli storici locali hanno indicato come una delle torri della cinta muraria romana e che era meta di visita degli studenti locali come resto di tomba romana. Il rapporto della Torrazza con l’incrocio viario mi è stato richiamato di recente dall’architetto Marcello Pellegrino. Si tratta di un basamento quadrato di circa sette metri di lato ed attualmente emergente del terreno per quattro-cinque metri. La collocazione dell’enigmatico monumento potrebbe essere quella che indicava il crocevia tra la via Iulia Augusta proveniente da Pollentia e la sua prosecuzione sulla destra del Grana verso Pedona e, sulla sinistra del torrente, la diramazione nella via Monea verso Forum Germa; ma oltre il Grana, dove sorge la chiesa di San Columba, si snodano altri due tracciati antichi: uno tendente a Busca e l’altro a Piasco e Cavour. Centallo-torre-romana Centallo-torre-romana Una torre-trofeo sulle vie romane a Centallo? La Torrazza alle porte di Centallo potrebbe essere una torre-trofeo? Le torri monumentali poste in punti strategici della rete viaria romana avevano funzioni segnaletica di crocevia, ma più ancora marcavano il territorio al pari degli archi di trionfo, costruiti ai capolinea delle grandi vie repubblicane ed imperiali. In Piemonte sono noti i due archi trionfali di Aosta e Susa. Quest’ultimo conserva una vistosa iscrizione in cui si ricorda che all’imperatore romano Cesare Augusto si erano sottomesse, tramite il re Cozio, quattordici popolazioni. Passare sotto l’arco di Augusto, realizzato verso il 9 a.C., era un segno con cui si accettava di utilizzare una grande arteria stradale, riconoscendo l’autorità di chi l’aveva realizzata. Circa cinque anni prima Augusto aveva fatto porre un’iscrizione dello stesso tenore sullo zoccolo della grandiosa torre sorreggente la sua statua, innalzata nel punto di congiungimento della via costiera, indicata nell’antichità anche come via Iulia Augusta (poi via Aurelia), al pari del ramo che scendeva dal colle di Tenda e della prosecuzione della stessa verso Arles e Nimes. I resti di questo “Trofeo delle Alpi”, sopravvissuti nei secoli ad usi militari e a spogliazioni, sono ancora imponenti e superavano in magnificenza gli archi trionfali. Un valore simile poteva avere il Torriglio di Pollenzo, su cui gli esperti formulano ipotesi diverse; e forse avranno sentenze contrastanti sui resti più modesti, ma non trascurabili, della massiccia e misteriosa Torrazza di Centallo. Da Centallo lungo la via della Rocca verso Pedona Il resto monumentale all’uscita di Centallo è tuttora in mezzo ai campi coltivati, nemmeno raggiungibile per i visitatori, ma le strade che vi convergevano continuano a distanza di poche centinaia di metri. La proposta per un percorso d’autunno è di seguire la via di San Quirico nel comune di Centallo, che corre parallela al Grana, proseguendo nel comune di Cuneo in via Torre Roa, quindi in via Torre Bianca ed infine in via Rocca fino ad entrare nel comune di Cervasca. Presso la chiesa di San Bernardo l’antica strada si divide: proseguendo parallelamente al Grana si sale al Pertus del Colet di Bernezzo verso la valle Stura; seguendo a sinistra via Passatore e, oltre l’incrocio di San Defendente, via Marconi e via Rivetta, si arriva nell’ameno paesaggio della Rivetta, dove vari tratti, di quella che fino al ‘700 era la “Strada ducale della Rocca”, sono stati arati; si passa a valle di Vignolo verso la cappella di San Martino e di qui si scende al guado sullo Stura. Un tempo si attraversava il guado o il traghetto a valle dell’attuale Ponte del Sale e si saliva a Pedona per la via Perosa (via lastricata a pietre!) di romana memoria. Ma anche questa sta per scomparire del tutto. Stele-Rinnio-To-Museo-Ant.-Viae-Publicae-Romanae Stele-Rinnio-To-Museo-Ant.-Viae-Publicae-Romanae (continua)  
Centallo Pedona Pollenzo via Iulia Augusta