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Dal Predatore al Calcolatore, dal Generoso consapevole all’Altruista scriteriato
08 ottobre 2023
Cuneo
Nel 2017, la prestigiosa “Harvard Business Review”, ha pubblicato un articolo dei ricercatori Adam Grant e Reb Rebele, dal titolo “Beat Generosity Burnout!”. Semplificando non poco e confidando nella clemenza degli esperti, il titolo può essere tradotto con “Sconfiggere l’esaurimento da generosità”. Il lavoro presenta numerosi spunti di interesse, a cominciare dall’inquadramento dei diversi profili rispetto a comportamenti di tipo altruistico. Le quattro tipologie descritte (traducendo molto liberamente) sono quelle del “Predatore”, del “Calcolatore”, del “Generoso consapevole” e, infine, dell’”Altruista scriteriato”.
Dato il taglio della rivista, l’articolo è orientato all’analisi dei comportamenti in ambito lavorativo. Il modo di agire tipo dei profili è intuibile: il Predatore è una persona che usa gli altri per il proprio esclusivo interesse, esige l’aiuto dei colleghi come se ciò fosse dovuto e tende a impossessarsi delle risorse altrui, a cominciare dal tempo. Il Calcolatore capisce molto in fretta quali relazioni professionali gli conviene coltivare, può essere anche generoso, ma si aspetta reciprocità. Non fa mai nulla per nulla e proprio per questo, può essere utile all’organizzazione per arginare i Predatori. Il Generoso consapevole ha un approccio altruista alle relazioni professionali, sa donare tempo e risorse senza aspettarsi nulla in cambio, ma conosce i propri limiti, anche di tempo e di energie. Non dice sempre “sì” ed è in grado di valutare il modo migliore per essere di aiuto impiegando le risorse nel modo più efficiente. L’Altruista scriteriato è molto attento agli altri ma poco a sé, non pone limiti alle richieste e non protegge se stesso, il proprio tempo e le proprie energie; così facendo, finisce, paradossalmente, per essere meno (o per nulla) di aiuto alla propria organizzazione.
Inutile dire quale sia il profilo più prezioso per colleghi e aziende. Il Generoso consapevole è un’autentica manna per chiunque entri in contatto con lui. Decisamente più problematici sono i Predatori e gli Altruisti scriteriati. I primi perché non danno nulla mentre, al contrario, assorbono tutto quello che possono per il proprio interesse; i secondi perché, alla lunga, tendono ad esaurire le proprie energie e, così, talvolta, a generare più difficoltà di quanto non ne contribuiscano a risolvere. Sostanzialmente neutro è l’impatto dei Calcolatori che, con la loro modalità di comportamento difensiva, difficilmente hanno un impatto decisivo, in bene o in male, sulle sorti dell’organizzazione dove lavorano.
Sotto il profilo del percorso professionale delle varie figure, dal quadro che emerge, si comprende che Predatori e Calcolatori si collocano in una fascia mediana. Egoismo e puro calcolo secondo le asfittiche logiche del “do ut des” non portano al successo; possono assicurare vantaggi nel brevissimo termine o evitare perdite, ma ci si ferma lì, senza andare oltre.
Il vero punto di attenzione può, quindi, riguardare i Generosi che, nelle due declinazioni proposte, possono essere gratificati da un percorso professionale anche eccellente, oppure finire relegati in posizioni non adeguate alle proprie competenze. Il tutto, in funzione della diversa capacità di gestire la propria generosità. L’articolo contiene alcuni suggerimenti in proposito e, tra questi, uno riguarda l’abilità di capire (in fretta) con chi si ha a che fare. La persona generosa, per la sua natura, entra in contatto con molte altre persone. Per questo, dovrebbe essere più semplice comprendere il modo di ragionare e di agire dei vari interlocutori e difendersi dai Predatori che, a loro volta, sono attratti proprio dai Generosi scriteriati. Per i Predatori, sostengono i ricercatori, una singola richiesta di aiuto si trasforma molto facilmente nella pretesa di una disponibilità permanente. In queste persone, lo stile di attribuzione delle cause di successi o fallimenti tende a vederle protagoniste solo dei primi (magari sottacendo l’aiuto di altri) e vittime incolpevoli dei secondi.
Il primo passo verso un percorso generosamente costruttivo è, quindi, sviluppare la capacità di identificare colleghi o collaboratori Predatori e non necessariamente per isolarli quanto, piuttosto, per adottare adeguate difese e contromisure nell’interesse dell’intero ecosistema e quindi, tutto sommato, anche di quello del nostro amico Predatore.