editoriale
Il diritto al dissenso e i fatti di Torino
07 ottobre 2023
Cuneo
“Cosa fai? Meni i ragazzini! Fermo! Ti sto filmando. Ti sto filmando!” Nel video la voce è quella di una ragazza che sta riprendendo l’azione violenta di alcuni poliziotti contro giovani disarmati che manifestano il loro dissenso, martedì mattina a Torino dove è attesa la Presidente Meloni. Mentre la ragazza resiste e filma, altri suoi coetanei riprendono con gli smartphone la scena e i volti di chi infierisce a manganellate su di loro. Sono tanti i video che diffondono in rete immagini che inducono a pensare che gli eccessi contro i manifestanti durante il G8 di Genova non abbiano insegnato granché.
Il diritto al dissenso in Italia è tutelato da un principio contenuto nell’articolo 21 della Costituzione, sul diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, un diritto alla base del sistema democratico. Il dissenso è inoltre, per quanto scomodo, una grande opportunità di crescita e di miglioramento. Scene come quelle di Torino non sono purtroppo un caso isolato. I fatti del G8 di Genova nel 2001 avrebbero bisogno di essere rievocati come un monito. Ma non mancano episodi più recenti: gli studenti presi a manganellate nel 2022 a Roma mentre manifestano contro l’alternanza scuola-lavoro dopo la morte del diciottenne Lorenzo Parelli; o sempre nel 2022 le manganellate sui manifestanti che volevano raggiungere il comizio di Fratelli d’Italia a Palermo.
Amnesty International ha definito quanto accaduto a Torino un caso “di uso della forza illegittimo ed eccessivo, distante dagli standard internazionali, che prevedono per le forze dell’ordine un ruolo di vigilanza e facilitazione delle assemblee pubbliche attraverso dialogo e strategie di de-escalation”. Si rimproverano spesso ai giovani il disimpegno politico e la mancanza di passione civile. E a guardare le immagini dell’altro ieri a Torino si comprende meglio perché la nostra venga definita una società “dissociata”: dichiariamo, a parole, di volere una cosa - giovani politicamente partecipi, essere un paese civile - e allo stesso tempo, con i fatti, la rendiamo impraticabile.