editoriale

Stefania Belmondo: l’amore è sempre incondizionato

01 ottobre 2023

Cuneo

Con gli sci ai piedi sin dai tre anni, Stefania Belmondo è stata in grado di vincere medaglie olimpiche di altissimo valore sportivo e, oggi, l’ex fondista italiana è tra le più titolate della storia di questa disciplina. Per tutti gli uomini e le donne della Granda rappresenta l’impegno e la tenacia nello sport. Tuttavia, Stefania Belmondo ha avuto tante altre passioni, non è solo un’atleta, ma anche figlia, sorella e madre e, nonostante le delusioni e i vuoti nel petto non siano mancati, racconta la sua storia sempre sorridendo.   Stefania Belmondo prima Stefania Belmondo prima Da ragazza, che cosa le faceva brillare gli occhi? Il salame! Mi brillavano gli occhi quando ne vedevo una fetta, tanto mi piaceva! Sin da piccola, sono appassionata di moto: la mia madrina, Maria, arrivava a casa in motorino e le chiedevo di portarmi con lei a fare un giro davanti a casa. Anche la mia famiglia, genitori e fratelli, mi ha sempre accesa. Ricordo quando mio padre, che è mancato due anni fa, ci portava in montagna, insegnandoci che non dobbiamo mai pensare di dominarla, ma sempre rispettarla.  Nel rapporto con i suoi figli, ha mai fatto capolino il ruolo di atleta?  Ne ho due, di 18 e di 20 anni, e non dicono mai a nessuno che sono i miei figli, ma li capisco. Sono orgogliosi e rispettosi della mia carriera, anche se, quando gareggiavo, non erano ancora nati. Sin da piccoli, praticano sport: il più grande ne ha provati diversi, ma non gli piace gareggiare; il più giovane, invece, fa sci alpino e prende parte a competizioni. Non penso sia giusto obbligare i figli a praticare sport: li puoi incoraggiare, ma se loro non vogliono non bisogna insistere. Quando ha pensato: “Ho sbagliato tutto”? Da madre, spesso, mi sono chiesta se sono stata all’altezza di questo ruolo, quando magari i miei figli venivano trattati male da altri ragazzi. È normale che un genitore si ponga queste domande e si preoccupi quando, anche se grandi, i figli escono di casa o prendono la macchina. Da figlia, ho avuto alti e bassi, ma la mia famiglia mi ha sempre sostenuta. Da moglie, beh, il matrimonio è stato il mio più grande fallimento: nonostante abbia amato tanto, sono stata presa in giro e ferita, eppure sono felice perché ho i miei due figli, che non rinnegherò mai.  È la mamma che avrebbe voluto per sé? Da piccola, ho avuto la mamma che desideravo… A volte, vorrei essere più dura, anche se i miei figli invece dicono che dovrei essere più tranquilla! Spesso, ho cercato di emulare mia madre nell’educazione dei ragazzi, quando volevo trasmettere loro alcuni valori come il rispetto, ma non so se ci sono riuscita: ogni tanto, mi rispondono male e allora penso di avere fallito; ma poi le persone si complimentano per come sono educati e allora devo ricredermi! “Sacro è se qualcuno decide di trovarci e ci trova in un punto in cui non ci siamo mai fatti trovare da nessuno” (F. Arminio). Qual è il suo momento sacro? Non dimenticherò mai la manona di mio padre, alto 1.88 cm e con il 47 di piede, sul mio ginocchio, nei momenti difficili della vita, o sulla mia spalla, prima di una gara. Né scorderò il sostegno del mio massaggiatore, Pippo, quando sapeva che non stavo bene. Mi emoziono sempre quando ripenso a queste cose: erano contatti fisici autentici, che non si possono dimenticare.   Se avesse tre desideri, che cosa chiederebbe? La salute per tutti: se manca quella, non si ha più nulla.  Poi, vorrei tornare indietro nel tempo per non commettere alcuni errori, che mi hanno ferita e cambiata. Non ha neanche senso dire quali errori siano: non posso davvero tornare indietro e parlarne è solo sprecare fiato per chi non lo merita più.  Infine, vorrei finissero tutte queste catastrofi: guerre, tsunami, terremoti, pandemie… Vorrei non vedere più gente piangere o bambini annegare o persone che non hanno di che mangiare. Questa gente ha mai avuto una vita normale? Contemporaneamente, siamo figli, genitori, compagni di vita, amici, colleghi… Qual è, allora, la misura dell’amore? L’amore è sempre incondizionato, se sai dare e se sai amare. Ognuno, credo, abbia una propria soglia d’amore: c’è chi dà di più e chi, invece, è egoista. Di certo, l’amore è sempre incondizionato verso i figli e, almeno per me, verso i genitori. Non so bene come sia quello romantico: io ho sempre dato, ma ad una persona che non ha ricambiato e ho capito che non si può costringere qualcuno a donarti ciò che non è in grado di darti.
Sci Figli Madre Stefania Belmondo prima e dopo inetrviste