cuneo

“Muri liberi” in città e frazioni per l’arte urbana

16 luglio 2023

Cuneo

Cuneo - Alcuni muri, in città e nelle frazioni, “liberi”, come tele di un quadro, per le opere della street art e del writing. Sui “muri liberi” definiti “standard”, sarà possibile intervenire senza necessità di autorizzazione, su altri, i muri “gemma”, sarà invece necessario il via libera dal Comune attraverso una procedura comunque snella. A fare da apripista nelle opere di arte urbana a Cuneo sono stati negli anni scorsi gli interventi realizzati nei quartieri San Paolo e Donatello, in piazza Boves e alla scuola di Madonna dell’Olmo, con opere di artisti anche di livello internazionale, fino a quello più recente al Movicentro. Adesso il Comune interviene per regolare la gestione e gli utilizzi degli spazi e, nelle intenzioni, incentivare questa forma di arte urbana che si sta sviluppando in tante città con risultati importanti dal punto di vista artistico e anche turistico. Le linee guida del progetto “Muri liberi”, che disciplina la materia sul territorio comunale, sono state presentate alla commissione comunale e hanno l’obiettivo di riqualificare gli spazi urbani con nuovi percorsi artistici, rivolti in particolare ai giovani. Il percorso è stato avviato negli anni scorsi dal Comune e dalla Consulta giovanile presieduta da Gabriele Fronzè e poi da Gabriele Farina ed è proseguito fino alla definizione del progetto che dovrà adesso essere approvato dalla giunta comunale. Le linee guida sono relative alla gestione e utilizzo degli spazi dedicati a writing e street art e individuano in prima battuta alcuni luoghi pubblici dedicati all’espressione artistica urbana (con spazi liberi e altri per opere più stabili) che potranno essere implementati. I muri liberi standard I “Muri liberi standard” sono spazi sempre accessibili e fruibili su cui è possibile intervenire liberamente. Le opere presenti potranno essere sovrascritte senza preavviso, sia da altri artisti che da parte del Comune. I muri standard individuati al momento sono a Borgo San Giuseppe (alcuni muri, specificatamente individuati, di Sportarea), Madonna dell’Olmo (muro di divisione tra la scuola elementare e i giardini pubblici), Roata Rossi (muro a delimitazione dei campi sportivi su via don Borsotto), Bombonina (muro perimetrale del playground) e, in città, il muro della tribuna Matteotti dello stadio Paschiero. Muri liberi Gemma La realizzazione di opere su questo tipo di muri è subordinata a un iter snello di approvazione: questi muri possono prevedere anche lavorazione in quota o con particolari accorgimenti di sicurezza. Le opere hanno carattere più stabile rispetto ai muri standard, con la conservazione per un periodo concordato. Al momento è individuato un solo muro “gemma”: la parete del Movicentro verso corso Monviso. I “muri liberi” saranno tutti identificati con targhette e in caso di inosservanza alle linee guida, oltre ad eventuali sanzioni, e previsto il ripristino dei luoghi. Altri muri e interventi già realizzati Entrambi gli elenchi dei muri è provvisorio e potrà essere ampliato, anche su proposta di privati ed enti, che potranno mettere a disposizione spazi. Iniziando da quelli già danneggiati da interventi non autorizzati e da quelli privi di valore artistico o storico con esclusione di tutti gli edifici sottoposti a vincoli e tutele. Al netto, ovviamente delle opere già realizzate, che sono state autorizzate negli anni e non rientrano nelle tipologie contenute nel nuovo regolamento, da quelli realizzate in piazza Boves in occasione di “Arte in piazza” (è di questi giorni la protesta per i bidoni della spazzatura di fronte all’opera di Patrick Moya) a quelle nei quartieri Donatello, San Paolo e a Madonna dell’Olmo. “L’impatto degli interventi presenti in città è senza dubbio positivo - sottolinea l’assessore Luca Serale - con effetti caratterizzanti, di qualificazione e riqualificazione degli spazi urbani, con i connessi riflessi sociali. Le linee guida non intendono appesantire il “fare” o limitare lo spirito libero dell’espressione”. Obiettivo del progetto, si legge nel documento presentato è quello di “tutelare la sicurezza degli spazi, dei loro utenti e il decoro urbano”, riconoscendo “istituzionalmente l’espressione artistica urbana nei suoi molteplici aspetti, promuovendo attività a sostegno dell’interazione tra creatività giovanile, produzione culturale e riqualificazione del territorio” e alimentando “la consapevolezza sociale della profonda differenza tra graffito vandalico e street art”.