editoriale

Sessismo

16 giugno 2023

Cuneo

simbolo del genere femminile e maschile Parola diventata d’uso comune quando abbiamo incominciato a notare l’atteggiamento di chi - uomo o donna - tende a giustificare e promuovere l’idea dell’inferiorità del sesso femminile rispetto a quello maschile e la conseguente discriminazione: una specie di razzismo legato al genere. Può essere utile fare alcuni esempi. È sessista lo scambio di battute tra i due conduttori di Formula 1 che nella diretta commentano le forme di una bella ragazza girata di spalle, nonostante la collega giornalista stigmatizzi la scarsa professionalità dell’intervento. Loro non capiscono e in questo, ahimè, sono autentici. “Non si può più dire niente!” Invece si possono dire tante cose al posto di un apprezzamento sessista fuori luogo, che - continuiamo a ripeterlo - non può essere ricevuto come un complimento, perché ha a che fare con l’oggettificazione del corpo femminile. Ha radici nel sessismo culturale anche il “gender gap”, divario di genere, che coinvolge le studentesse italiane e le materie scientifiche (16,5% le laureate in discipline scientifiche, 37% i laureati), dovuto non a una mancata predisposizione oggettiva ma all’ancora diffuso senso di inadeguatezza. C’è sessismo nelle relazioni quotidiane tra coniugi, fidanzati, amici, quando si dà per scontato che la zona di confort dell’uomo abbia la priorità, determini il ritmo del rapporto, le consuetudini, le scelte. Gli uomini la difendono a oltranza. Le donne, che a lungo nemmeno hanno pensato di poterne avere una, stanno scoprendo la bellezza di essere titolari della propria zona di confort e non solo le addette al servizio di manutenzione di quella altrui. Il passaggio è delicato. Ognuno ha diritto alla propria, tutti siamo responsabili del rispetto delle aree di confort altrui e della costruzione e cura di un’area di confort condivisa, oltre la comodità a senso unico del sessismo tradizionale. Questa è la strada: per donne e uomini di ottima volontà. Non per tutti, ma speriamo per molti.       
Genere Discriminazione sessismo