L’esaltazione della velocità non è una novità nella cultura e nel sentire comune. Tuttavia, quello a cui assistiamo oggi è qualcosa di più e di diverso.
Oggi, infatti, il mito, anzi, il paradigma è quello dell’istantaneità. La disaffezione all’attesa è diventata un metro di giudizio della desiderabilità e del valore di dispositivi, processi e attività. Il social (forse) di maggior tendenza, Instagram, con il suo nome richiama l’idea della fotografia istantanea, vale a dire un’immagine catturata, salvata e poi condivisa praticamente in tempo reale. La vita diventa una sequenza di istanti, ma non di tutti gli istanti, bensì solo di quelli che meritano di essere immortalati e diffusi. Tutto il resto diventa insignificante, soprattutto ciò che richiede tempo, e quello che non è spettacolare, suggestivo, desiderabile o invidiabile.
Neppure il mondo economico è immune da questo modo di pensare. Probabilmente, alcune tendenze sono state rafforzate da processi e passaggi che hanno reso disponibili servizi bancari e finanziari che fanno dell’immediatezza la loro caratteristica specifica. In sé, l’immediata disponibilità di una informazione bancaria o finanziaria, è una cosa buona e un vantaggio per l’intero sistema. L’efficiente allocazione delle risorse, che è uno dei grandi obiettivi economici, può trarre vantaggio dalla presenza di informazioni che consentano, ad esempio, a un ente pubblico o privato di avere sotto controllo i flussi di cassa del denaro in entrata o in uscita. Oggi, sul mercato, sono disponibili strumenti di questo tipo a livello europeo e, probabilmente, non tutti gli operatori ne hanno colto l’utilità e le potenzialità.
Tutto questo vale soprattutto nel mondo delle relazioni commerciali tra professionisti, il cosiddetto “Business to Business” (o “B2B”), ma quegli strumenti che trasferiscono immediatamente informazioni o fondi tra privati o tra privati e operatori commerciali possono avere un significato e una utilità anche in molte altre situazioni.
Oggi, la corsa alla rapidità pare avere creato un legame indissolubile con la tecnologia. Per certi aspetti si tratta di un passaggio logico, comprensibile e, tutto sommato, necessario. Sarebbe un errore, però, ritenerlo sufficiente. I processi tecnologici e i progressi tecnologici vanno governati, presidiati e indirizzati verso percorsi di autentico sviluppo.
Questo vale, ad esempio, quando l’immediatezza riguarda ambiti come il credito al consumo. Ogni operazione che prevede una qualche forma di indebitamento dovrebbe lasciare e consentire spazi di riflessione a chi, talvolta inconsapevolmente, sta effettuando una operazione con risorse che vengono prestate da terzi, soprattutto quando questi soggetti non sono realtà bancarie ma nuovi operatori che rivolgono i loro servizi al pubblico.
Tanto maggiore è la rapidità dell’informazione, tanto maggiore deve essere la formazione e la consapevolezza di chi utilizza lo strumento e la sorveglianza su chi offre quel determinato strumento. La semplicità d’uso di determinati dispositivi, primo fra tutti il cellulare, può generare inconsapevolezza circa gli effetti che certe operazioni, sempre più rapide, comportano. In tempi di deregolamentazione dell’accesso al mercato di alcuni servizi bancari, occorre inoltre sottolineare come il tanto vituperato mondo bancario abbia, nel tempo, sviluppato meccanismi di tutela e sorveglianza in favore della clientela che, probabilmente, non hanno eguali in settori affini. Senza dubbio, non sempre il sistema bancario ha dato buona prova di sé. Tuttavia, le legittime critiche rispetto ad alcune scelte strategiche probabilmente non avvedute non possono far dimenticare che proprio la solidità del sistema bancario e la serietà della stragrande maggioranza delle banche hanno rappresentato eccezionali motori di sviluppo.
Si tratta di un percorso che il sistema bancario ha intrapreso e portato avanti nel tempo ed è proprio nel tempo che il tessuto bancario sano ha costruito relazioni di fiducia con la propria clientela. Per quanto possa sembrare paradossale, la semplicità e l’istantaneità richiedono il tempo necessario per affrontare adeguatamente realtà complesse. Una istantaneità generativa richiede, infatti, il tempo di una adeguata formazione e informazione dei fruitori e il tempo di una adeguata crescita degli erogatori dei servizi.
editoriale
L’esaltazione della velocità non è una novità nella cultura e nel sentire comune. Tuttavia, quello a cui assistiamo oggi è qualcosa di più e di diverso.
Oggi, infatti, il mito, anzi, il paradigma è quello dell’istantaneità. La disaffezione all’attesa è diventata un metro di giudizio della desiderabilità e del valore di dispositivi, processi e attività. Il social (forse) di maggior tendenza, Instagram, con il suo nome richiama l’idea della fotografia istantanea, vale a dire un’immagine catturata, salvata e poi condivisa praticamente in tempo reale. La vita diventa una sequenza di istanti, ma non di tutti gli istanti, bensì solo di quelli che meritano di essere immortalati e diffusi. Tutto il resto diventa insignificante, soprattutto ciò che richiede tempo, e quello che non è spettacolare, suggestivo, desiderabile o invidiabile.
Neppure il mondo economico è immune da questo modo di pensare. Probabilmente, alcune tendenze sono state rafforzate da processi e passaggi che hanno reso disponibili servizi bancari e finanziari che fanno dell’immediatezza la loro caratteristica specifica. In sé, l’immediata disponibilità di una informazione bancaria o finanziaria, è una cosa buona e un vantaggio per l’intero sistema. L’efficiente allocazione delle risorse, che è uno dei grandi obiettivi economici, può trarre vantaggio dalla presenza di informazioni che consentano, ad esempio, a un ente pubblico o privato di avere sotto controllo i flussi di cassa del denaro in entrata o in uscita. Oggi, sul mercato, sono disponibili strumenti di questo tipo a livello europeo e, probabilmente, non tutti gli operatori ne hanno colto l’utilità e le potenzialità.
Tutto questo vale soprattutto nel mondo delle relazioni commerciali tra professionisti, il cosiddetto “Business to Business” (o “B2B”), ma quegli strumenti che trasferiscono immediatamente informazioni o fondi tra privati o tra privati e operatori commerciali possono avere un significato e una utilità anche in molte altre situazioni.
Oggi, la corsa alla rapidità pare avere creato un legame indissolubile con la tecnologia. Per certi aspetti si tratta di un passaggio logico, comprensibile e, tutto sommato, necessario. Sarebbe un errore, però, ritenerlo sufficiente. I processi tecnologici e i progressi tecnologici vanno governati, presidiati e indirizzati verso percorsi di autentico sviluppo.
Questo vale, ad esempio, quando l’immediatezza riguarda ambiti come il credito al consumo. Ogni operazione che prevede una qualche forma di indebitamento dovrebbe lasciare e consentire spazi di riflessione a chi, talvolta inconsapevolmente, sta effettuando una operazione con risorse che vengono prestate da terzi, soprattutto quando questi soggetti non sono realtà bancarie ma nuovi operatori che rivolgono i loro servizi al pubblico.
Tanto maggiore è la rapidità dell’informazione, tanto maggiore deve essere la formazione e la consapevolezza di chi utilizza lo strumento e la sorveglianza su chi offre quel determinato strumento. La semplicità d’uso di determinati dispositivi, primo fra tutti il cellulare, può generare inconsapevolezza circa gli effetti che certe operazioni, sempre più rapide, comportano. In tempi di deregolamentazione dell’accesso al mercato di alcuni servizi bancari, occorre inoltre sottolineare come il tanto vituperato mondo bancario abbia, nel tempo, sviluppato meccanismi di tutela e sorveglianza in favore della clientela che, probabilmente, non hanno eguali in settori affini. Senza dubbio, non sempre il sistema bancario ha dato buona prova di sé. Tuttavia, le legittime critiche rispetto ad alcune scelte strategiche probabilmente non avvedute non possono far dimenticare che proprio la solidità del sistema bancario e la serietà della stragrande maggioranza delle banche hanno rappresentato eccezionali motori di sviluppo.
Si tratta di un percorso che il sistema bancario ha intrapreso e portato avanti nel tempo ed è proprio nel tempo che il tessuto bancario sano ha costruito relazioni di fiducia con la propria clientela. Per quanto possa sembrare paradossale, la semplicità e l’istantaneità richiedono il tempo necessario per affrontare adeguatamente realtà complesse. Una istantaneità generativa richiede, infatti, il tempo di una adeguata formazione e informazione dei fruitori e il tempo di una adeguata crescita degli erogatori dei servizi.
La cultura dell’immediatezza e l’esigenza di stabilità e solidità
13 maggio 2023
Cuneo
L’esaltazione della velocità non è una novità nella cultura e nel sentire comune. Tuttavia, quello a cui assistiamo oggi è qualcosa di più e di diverso.
Oggi, infatti, il mito, anzi, il paradigma è quello dell’istantaneità. La disaffezione all’attesa è diventata un metro di giudizio della desiderabilità e del valore di dispositivi, processi e attività. Il social (forse) di maggior tendenza, Instagram, con il suo nome richiama l’idea della fotografia istantanea, vale a dire un’immagine catturata, salvata e poi condivisa praticamente in tempo reale. La vita diventa una sequenza di istanti, ma non di tutti gli istanti, bensì solo di quelli che meritano di essere immortalati e diffusi. Tutto il resto diventa insignificante, soprattutto ciò che richiede tempo, e quello che non è spettacolare, suggestivo, desiderabile o invidiabile.
Neppure il mondo economico è immune da questo modo di pensare. Probabilmente, alcune tendenze sono state rafforzate da processi e passaggi che hanno reso disponibili servizi bancari e finanziari che fanno dell’immediatezza la loro caratteristica specifica. In sé, l’immediata disponibilità di una informazione bancaria o finanziaria, è una cosa buona e un vantaggio per l’intero sistema. L’efficiente allocazione delle risorse, che è uno dei grandi obiettivi economici, può trarre vantaggio dalla presenza di informazioni che consentano, ad esempio, a un ente pubblico o privato di avere sotto controllo i flussi di cassa del denaro in entrata o in uscita. Oggi, sul mercato, sono disponibili strumenti di questo tipo a livello europeo e, probabilmente, non tutti gli operatori ne hanno colto l’utilità e le potenzialità.
Tutto questo vale soprattutto nel mondo delle relazioni commerciali tra professionisti, il cosiddetto “Business to Business” (o “B2B”), ma quegli strumenti che trasferiscono immediatamente informazioni o fondi tra privati o tra privati e operatori commerciali possono avere un significato e una utilità anche in molte altre situazioni.
Oggi, la corsa alla rapidità pare avere creato un legame indissolubile con la tecnologia. Per certi aspetti si tratta di un passaggio logico, comprensibile e, tutto sommato, necessario. Sarebbe un errore, però, ritenerlo sufficiente. I processi tecnologici e i progressi tecnologici vanno governati, presidiati e indirizzati verso percorsi di autentico sviluppo.
Questo vale, ad esempio, quando l’immediatezza riguarda ambiti come il credito al consumo. Ogni operazione che prevede una qualche forma di indebitamento dovrebbe lasciare e consentire spazi di riflessione a chi, talvolta inconsapevolmente, sta effettuando una operazione con risorse che vengono prestate da terzi, soprattutto quando questi soggetti non sono realtà bancarie ma nuovi operatori che rivolgono i loro servizi al pubblico.
Tanto maggiore è la rapidità dell’informazione, tanto maggiore deve essere la formazione e la consapevolezza di chi utilizza lo strumento e la sorveglianza su chi offre quel determinato strumento. La semplicità d’uso di determinati dispositivi, primo fra tutti il cellulare, può generare inconsapevolezza circa gli effetti che certe operazioni, sempre più rapide, comportano. In tempi di deregolamentazione dell’accesso al mercato di alcuni servizi bancari, occorre inoltre sottolineare come il tanto vituperato mondo bancario abbia, nel tempo, sviluppato meccanismi di tutela e sorveglianza in favore della clientela che, probabilmente, non hanno eguali in settori affini. Senza dubbio, non sempre il sistema bancario ha dato buona prova di sé. Tuttavia, le legittime critiche rispetto ad alcune scelte strategiche probabilmente non avvedute non possono far dimenticare che proprio la solidità del sistema bancario e la serietà della stragrande maggioranza delle banche hanno rappresentato eccezionali motori di sviluppo.
Si tratta di un percorso che il sistema bancario ha intrapreso e portato avanti nel tempo ed è proprio nel tempo che il tessuto bancario sano ha costruito relazioni di fiducia con la propria clientela. Per quanto possa sembrare paradossale, la semplicità e l’istantaneità richiedono il tempo necessario per affrontare adeguatamente realtà complesse. Una istantaneità generativa richiede, infatti, il tempo di una adeguata formazione e informazione dei fruitori e il tempo di una adeguata crescita degli erogatori dei servizi.