editoriale

28 aprile

28 aprile 2023

Cuneo

Veduta di Cuneo dall'alto La data nazionale della Liberazione è il 25 aprile, quella locale, di Cuneo, è il 28: le abbiamo anche intitolato una strada. Quel giorno a Cuneo per il transito della 34esima Divisione tedesca, che dalla Liguria aveva raggiunto Mondovì, due delegati tedeschi chiesero una tregua di alcune ore al comandante partigiano Ettore Rosa, per poter passare oltre. Ettore Rosa la negò. I tedeschi spararono colpi di mortaio sul centro della città. Ne venne fuori uno scontro protratto in cui morirono diversi partigiani e civili. Mentre gli Alleati risalivano l’Italia e la liberavano dal nazifascismo, il nord si liberò da solo, grazie alla Resistenza. E pare che proprio la nascita di un movimento resistente, dopo l’armistizio entrato in vigore l’8 settembre 1943, abbia dissuaso Roosvelt e Stalin, nel corso della conferenza di Teheran (28 novembre - 1 dicembre 1943), in cui si incominciò a definire l’assetto dell’Europa dopo la fine della guerra, a rifiutare la proposta di Churchill di dividere anche l’Italia in zone di influenza. L’essere stati uno dei cuori pulsanti di tale movimento ci fa comprendere quanto ancora una volta la storia della nostra città, ben sintetizzata nello stemma cittadino col motto “ferendo” - che a me piace tradurre con “resistendo”, in alternativa al più noto, ma più passivo, “sopportando” - e ben testimoniata dalla sua natura di città-caserma, baluardo nel nord-ovest (si pensi ai sette assedi), trovi il suo compimento nell’aver saputo resistere anche all’”ottavo assedio”, in nome dell’antifascismo. Lo stesso antifascismo che fu l’intento comune dei nostri 75 padri costituenti. Al di là delle differenze tra democristiani, comunisti, socialisti, liberali, repubblicani, autonomisti, etc. è infatti dai semi diffusi dell’antifascismo unanimemente condiviso che germogliò la nuova pianta della nostra Costituzione repubblicana.  
Cuneo Liberazione Anos Costituzione Carenza di autotrasportatori