editoriale

Se Schlein e Meloni sul conflitto russo-ucraino risultano sulla stessa lunghezza d’onda

11 marzo 2023

Cuneo

Certo non ci si può attendere dalla segretaria di partito appena eletta, per quanto impostasi come volto nuovo e arrivata alla segreteria dopo essere stata data per sicura perdente, che esponga fin dalla sua prima dichiarazione pubblica tutti i punti chiave della linea che intende seguire. In essa tuttavia, Elly Schlein ha voluto elencare almeno sinteticamente gli architravi del nuovo PD che, forte di «un mandato chiaro a cambiare davvero volti, metodo e visione» intende realizzare. Un cambiamento orientato da «una linea chiara che metta al centro il contrasto a ogni forma di diseguaglianza, il contrasto a ogni forma di precarietà, per un lavoro di qualità, per un lavoro dignitoso e anche per affrontare con massima urgenza e serietà l’emergenza climatica». Non facendosi ovviamente mancare, al netto della retorica su partecipazione e sogno, immancabili riferimenti alla scuola, alla sanità e all’immigrazione. Pur con grande rispetto per gli obiettivi indicati dalla Schlein - non senza che sussista però qualche legittimo interrogativo circa i “volti nuovi” di Franceschini e Orlando che nella sua corsa alla segreteria del PD le hanno fatto da istituzionali supporter - a dover essere segnalata è l’assenza in questa sua prima dichiarazione di ogni riferimento al conflitto tra Russia e Ucraina. Un’assenza perdurata anche nei giorni successivi e sopperita solo da anticipazioni volte a evidenziare come il nuovo corso del PD - dichiarazione della deputata cuneese Chiara Gribaudo, ormai costantemente inserita nella lista dei vicepresidenti in pectore - si accingesse a “sostenere la resistenza in Ucraina come abbiamo fatto finora, spronando l’Europa a una forte iniziativa diplomatica”. Iniziativa i cui risultati, dopo mesi di guerra, non sono mai pervenuti. E questo nonostante il PD, nel Parlamento europeo, sia pur sempre in maggioranza. Alla fine però - e del tutto in linea con quanto anticipato dalla Gribaudo - la dichiarazione della Schlein è arrivata: “Non è mai stato in discussione il nostro pieno supporto al popolo ucraino ad un anno dall’invasione criminale voluta da Putin, ma credo anche che la sinistra debba continuare a perseguire un mondo di pace, un futuro di pace, mobilitarsi in questa direzione chiedendo all’Unione Europea un forte impegno ed anche un forte protagonismo politico diplomatico. Le due cose non sono in contraddizione”. Come la Schlein, a oltre un anno dall’inizio del conflitto, non veda contraddizione tra il continuare ad armare l’Ucraina e l’attivare un percorso diplomatico mi sfugge del tutto. In ogni caso a dover essere rilevato è che la neosegretaria PD ha finalmente sgombrato il campo da ogni equivoco: la posizione del nuovo PD a guida Schlein, al riguardo del conflitto russo-ucraino, sarà sostanzialmente identica - e quindi supinamente atlantista - a quella del vecchio PD guidato da Letta. La Schlein però, con questa sua esternazione, dopo aver precedentemente dichiarato la sua intenzione di voler divenire per il partito di Giorgia Meloni un “bel problema”, almeno su questo tema sembra allinearsi alla maggioranza e sposare appieno le tesi della presidente del consiglio. Che, a Kiev, ha affermato: “L’Italia darà ogni possibile assistenza perché si creino le condizioni di un negoziato, ma fino ad allora darà ogni genere di supporto militare, finanziario, civile. Chi sostiene anche militarmente l’Ucraina è chi lavora per la pace”. Un’affermazione che, sottratta ai distinguo della politica, in buona sostanza potrebbe essere attribuita alla Schlein così come quella recentemente pronunciata da quest’ultima potrebbe essere tranquillamente ascritta alla Meloni. Il costruire la pace facendo la guerra sembra dunque essersi trasformato in un inatteso punto di incontro tra PD e FdI, due partiti sicuramente incompatibili e tuttavia sul dramma russo-ucraino curiosamente in sintonia. Sulla quale, peraltro, almeno una parte degli elettori della Schlein qualche problema potrebbe averlo.
Pd Pace Giorgia meloni Diplomazia Mirabolano Elly Schlein guerra russo ucraina segreteria Pd