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L’amore e la passione di Tiziano Giordano per il cinema: “non è un mestiere, è un’arte”

06 gennaio 2023

Cuneo

Boves – Ci sono passioni che il tempo non può placare ed emozioni che riportano indietro negli anni. Passione ed emozione possono descrivere bene il rapporto di Tiziano Giordano con il cinema. Un legame così forte da portarlo a realizzare in casa una vera e propria sala cinematografica in cui, ultimo arrivato (nel 2021), ha ristrutturato e installato un proiettore del 1975 ormai da tempo inutilizzato e “scovato” in un ex cinema parrocchiale di Novara. La strada di Tiziano, classe 1967, si è più volte incrociata con il cinema. Una passione nata in tenera età e proseguita fino ai giorni nostri. “Ho iniziato ad appassionarmi a 9 anni – commenta Giordano -. Mi cugina Emiliana aveva comprato una cinepresa. Con i primi risparmi, in età adolescenziale ho acquistato un po’ di attrezzatura per realizzare dei film con i miei amici. In quei frangenti imparavo a non sprecare. La pellicola costava 2500 lire (un rotolo da due minuti e mezzo) e lo sviluppo 6.000. Specializzandomi imparai a curare anche il montaggio prima di inviare la pista magnetica per il sonoro”. I primi rudimenti Tiziano li impara frequentando Pigi Riba, bancario ricco di inventiva e fantasia. Altro passaggio decisivo per Giordano, il servizio militare svolto nel 1986. In quel frangente si offre disponibile alla gestione del locale cinema nel Battaglione Alpini Mondovì nella caserma di San Rocco. Per i soldati  e per gli operatori del settore, Tiziano diventa “Giurdan du cine”. “Le risorse economiche erano scarse – ricorda l’uomo – e così proiettavamo ciò che riuscivamo a noleggiare a modico prezzo. Nelle sedi delle case cinematografiche a Torino andavo a ordinare i film nelle pizze (scatole circolari di metallo dove viene conservata la pellicola). In quel frangente imparai a fare funzionare il proiettore. Un lavoro molto impegnativo che richiedeva attenzione costante durante la proiezione. I soldati pagavano 1000 lire per vedere le opere che la commissione apposita sceglieva in base ai propri gusti e, soprattutto, in funzione delle esigue risorse”. Terminato il servizio, Giordano torna alla vita di tutti i giorni, al lavoro nell’azienda di famiglia. Ma, citando Frank Capra, “il cinema è una malattia che quando entra nel sangue prende il sopravvento”. Così a metà anni ‘90 Tiziano riprende il suo hobby arricchendo sempre più la sua attrezzatura. Anche dopo il matrimonio, quella che in alcune case è la tavernetta, diventa una piccola sala cinematografica. Attraverso acquisti mirati il locale che per tanti anni aveva animato la fantasia dell’uomo, diventa realtà. Arrivano le poltrone (acquistate a Ferrara), vengono installati impianti audio all’avanguardia fino alla chicca. Il proiettore della Cinemeccanica Milano. Il 2021 è  un anno ricco di emozioni in tal senso. Oltre ad aver trovato il proiettore, l’8 marzo viene richiamato in caserma per vedere se era possibile rimettere in funzione il cinema. “Quando Fabrizio Mondino e Domenico Esposito mi hanno detto che il Comandante voleva parlarmi, non ho trattenuto le lacrime. Ho fatto un tuffo nel passato. Quel ritorno è stato decisivo anche per l’acquisto  del proiettore”. Il resto è storia recente. Il locale accogliente diventa anche un ritrovo per gli amici, luogo di allegria e di socialità in cui trovarsi con cadenza settimanale. Oltre alle vhs (circa 300) e ai dvd (500) Tiziano inizia a cercare ed acquistare le pizze (al momento una decina). “Il cinema non è un mestiere. E’ un’arte”. A questa citazione di Godard, nelle parole e negli occhi di Tiziano appare gioia, soddisfazione e capacità di stupirsi proprio come fece quel ragazzino che negli anni ‘80 si appassionò alle prime pellicole e cineprese.