editoriale

Il tetto europeo al prezzo del gas e le reali incidenze sul costo della bolletta di casa

30 dicembre 2022

Cuneo

gasdotto Rimanendo in clima natalizio, possiamo paragonare il recente accordo europeo sul prezzo del gas a quei regali delle vecchie zie, molto utili “quando si sarà più grandi”. Lo scorso 19 dicembre il vertice europeo dei ministri dell’energia, con la maggioranza qualificata di 15 stati dell’ Unione Europea, che rappresentano il 65% della sua popolazione, ha fissato in 180 euro per Megawattora il valore massimo a cui possono giungere i contratti di acquisto del gas. Non mi sottraggo dall’elencare le condizioni alle quali questo tetto entrerà in funzione, affinché il lettore possa percepire a quali estenuanti mediazioni si sia dovuti ricorrere per giungere a quell’accordo. Come le paratoie del “Mose” di Venezia, il tetto dei 180 euro entrerà in funzione quando per tre giorni consecutivi il prezzo del gas abbia superato tale soglia al TTF (mercato di Amsterdam) e, contemporaneamente, il prezzo del GNL (gas liquefatto) l’abbia superata di 35 euro sui mercati globali. Il tetto resta in vigore per soli venti giorni e, qualora per tre giorni consecutivi i valori di mercato rientrino nei limiti, cessa anticipatamente. Il tetto non entrerà comunque in funzione qualora si rilevi un aumento della domanda di gas del 15% in un mese e del 10% in due mesi. Inoltre, la Commissione europea disattiverà le paratoie allorché rilevi una qualsiasi minaccia per gli approvvigionamenti. Il provvedimento ha un sicuro valore politico, perché l’Europa rammenta ai liberi mercati dell’energia di essere un acquirente importante che, nel gioco della domanda e dell’offerta, non intende soggiacere a qualsiasi gioco speculativo, almeno quando non vi sono situazioni emergenziali. Per esempio quando le scorte sono sulla media europea dell’83%, come attualmente. Non per niente, lo stesso giorno dell’accordo europeo (si badi che entrerà in vigore solo dal 15 febbraio 2023) il prezzo del gas ad Amsterdam (già lontano dal picco di 345,72 euro del 20 agosto) è sceso a 106,60 euro a MWh ed il 22 dicembre ha toccato 91,70 euro, valore registrato prima della guerra d’Ucraina. La Russia - buon segno - ha scagliato minacce. Non si dimentichi che la sua produzione di gas non può essere significativamente ridotta, pena il deterioramento degli impianti di pompaggio ed, infatti, lo vende liquefatto sul mercato ai noti prezzi fantasmagorici e ad India e Cina, ma qui a prezzi “politici”. Vorrà la Russia privarsi anche di quell’introito sui liberi mercati indirizzati all’Europa? A proposito di India e Cina, la tenuta del tetto europeo dipenderà anche dalla misura della ripresa produttiva dell’Asia e dalla concomitante richiesta di energia. Vi sono, infine, i contratti di fornitura già stipulati affannosamente questa estate con fornitori mediorientali e africani, i cui prezzi sono normalmente indicizzati ai valori del TTF di Amsterdam. Ma verranno accettati i valori calmierati dal tetto europeo? Il Quatar - un fornitore non secondario - ha già alzato la voce: un contenzioso contrattuale lo potrebbe portare a rete? Due altre misure molto opportune sono accennate nel provvedimento europeo del 19 dicembre. La prima è l’impegno a presentare una proposta per il “disaccoppiamento” del prezzo dell’elettricità prodotta con fonti rinnovabili o con nucleare da quella prodotta con il gas, che oggi costituisce l’unico parametro (interessante argomento di approfondimento). La seconda è il ripristino degli acquisti comuni tra le grandi aziende nazionali dei paesi europei, per almeno il 15% degli stoccaggi. E tutto ciò, in definitiva, per quanto inciderà sulle bollette che pervengono in questi mesi nelle nostre buche delle lettere? Una risposta si può trovare all’ introduzione di questo articolo. Oppure, molto più autorevolmente, nelle parole di Stefano Besseghini, Presidente di Arera, l’autorità che a inizio d’anno dovrà rivedere le tariffe del gas, secondo il quale l’inizio della fase invernale porterà aumenti di consumi e di costi; gli effetti delle reazioni dei mercati si rileveranno solo a medio termine.  
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