paesi

Barbara e Andrea: “Il lavoro e la vita che conduciamo nella nostra azienda ci rende felici”

15 dicembre 2022

Cuneo

Andrea Colombero e Barbara Viale Andrea Colombero è nato il 13 giugno 1980 a Saluzzo, è cresciuto a Monsola di Villafalletto e fin da bambino ha sempre trascorso le sue estati in alpeggio. Nel 2016 insieme con Barbara Viale ed i bambini si sono trasferiti a Moiola, in valle Stura, dove hanno acquistato una piccola azienda agricola dismessa. Barbara Viale è nata il 6 novembre 1981 a Cuneo, è cresciuta a Cervasca ed anche lei fin da bambina ha sempre trascorso le sue estati in alta quota.  I vostri genitori? Andrea: “Mio papà Dino, allevatore e margaro, aveva una grande passione per le vacche rigorosamente di razza piemontese; mia mamma Paola, è anche lei figlia di contadini: per molti anni  hanno lavorato insieme gestendo la cascina in affitto a Villafalletto. Mio papà ci ha lasciati nove anni  fa per un brutto male”. Barbara: “Mio papà Stefano, di Limone, allevatore e margaro e mia mamma Teresa, di Vernante lavoravano insieme: purtroppo anche  mia mamma ci ha lasciati nel 2006, per un male incurabile”. Da bambini avete giocato tanto? Andrea: “Ho giocato il giusto, molto all’aria aperta, ricordo grandi corse, bici e partite di pallone e d’estate in alpeggio le pigne si trasformavano in una mandria… Le prime mucche le ho munte a mano a sei anni!”. Barbara: “Il tempo per il gioco era sicuramente limitato perché fin da piccolina i miei genitori esigevano il mio aiuto, ricordo le sere d’inverno passate a giocare a nascondino in stalla con mia sorella ed i cuginetti o sul fienile a costruire casette con le balle di fieno”. Le scuole? Andrea: “L’Asilo e le Elementari li ho frequentati a Monsola, le Medie a Villafalletto e poi 5 anni di Agraria a Verzuolo. Infine un anno di corso professionale all’Istituto lattiero caseario di Moretta. Mi piaceva studiare”.  Barbara: “Asilo ed Elementari a Santa Croce di Cervasca, poi le Medie a Cervasca, poi ho smesso, non mi piaceva proprio studiare!”. Cosa sognavate di fare da bambini? Andrea: “Sognavo proprio di fare il margaro e il lavoro per me è iniziato si può dire giocando, emulando mio papà”.  Barbara: “Sognavo di fare la pettinatrice o la maestra, poi però finiti gli studi mi sono ritrovata a casa dove il lavoro non mancava ad aiutare i miei e mi sono appassionata a questo lavoro”. La vostra azienda?  “È semplicemente il naturale proseguimento dell’attività dei nostri genitori. Formalmente però l’“Azienda agricola Fiori dei monti” nasce nel 2014 e nel 2016 si sposta a Moiola. Abbiamo un’ottantina di capi bovini circa. Produciamo differenti tipi di formaggi, tutti a latte crudo”.  Con quale filosofia? “I pilastri imprescindibili sono il forte attaccamento ai nostri animali, il pascolo, la montagna ed il latte, elementi insindacabili e che uniti insieme chiudono il cerchio che danno senso e valore a ciò che facciamo!”.  Il mestiere di allevatore?  “Non si può parlare solo di mestiere perché è un percorso in continua evoluzione in cui non si smette mai di imparare e di crescere. Lavorare con gli animali non ha praticamente mai fine, ogni giorno le incombenze si rinnovano con vigore, nel nostro caso c’è anche una profonda empatia che ci lega ai nostri animali, all’ambiente in cuoi operiamo ed alle nostre tradizioni”.  E dove andate d’estate? “Quello della transumanza rimane per noi sempre un momento simbolico, carico di significati e in questa ‘migrazione’ è racchiusa l’essenza più pura e profonda del nostro essere margari. Quasi interamente a piedi risaliamo la valle Stura e attraverso il colle della Lombarda raggiungiamo la valle di Molliéres, dopo una marcia che dura un paio di giorni”. La fatica più grande? Andrea: “Per me non è tanto a livello fisico, quanto piuttosto a livello morale nel cercare di barcamenarci e mantenere viva un attività tra gli sconquassi attuali del mercato!”. Barbara: “La fatica più grande è anche il riuscire a conciliare il lavoro quotidiano con le esigenze dei figli”. La soddisfazione più grande? “Per noi deriva dal fatto di essere riusciti a creare un’azienda che rispecchia in pieno la nostra filosofia di vita, e quel che facciamo ci rende felici!”. I vostri eredi si lamentano? “Abbiamo 4  figli: Nicola, 18 anni; Viola che ha 10 anni e poi due gemelline, Giada e Sofia di 8 anni. Nicola ha la nostra stessa passione nel sangue, lavora già con piacere e responsabilità in azienda. Le bambine per ora sono piccoline, non sappiamo quali strade prenderanno in futuro, per ora vivono come noi con i ritmi della natura e della nostra attività, d’estate salgono in alpeggio, non si lamentano: per loro è naturale, è una vita semplice, genuina, anche loro giocano molto all’aria aperta, imparano stando a contatto con gli animali. Da genitori possiamo dire che è molto bello vederle crescere così”. Il mondo di oggi? “È estremamente frenetico, si è persa un po’ la percezione delle priorità, in generale abbiamo tutti pochissimo tempo per noi stessi e per gli altri. La tecnologia sta rendendo le relazioni e le emozioni sempre più asettiche e virtuali, c’è poca abitudine al silenzio, a stare soli con se stessi ed i propri pensieri. Si sta perdendo molto la connessione reale con l’ambiente, e stiamo sempre di più perdendo lo spirito di adattamento che servirebbe per una coesistenza più equilibrata sulla terra che ci ospita”. Cosa è importante per voi? “La famiglia è alla base di tutto, poi sicuramente i nostri valori che derivano da ciò che siamo, senza scendere a troppi compromessi con il mondo contemporaneo”. La guerra?  “La guerra è qualcosa di terribile, che non ha nessuna logica: qualsiasi guerra non ha nessun senso!”.
Valle Stura Margari Cashless Moila Andrea Colombero Barbara Viale