cuneo
Pensare oggi a progettare il domani
26 novembre 2022
Cuneo
Cuneo - “Spesso tendiamo ad affrontare le cose in emergenza, quando il problema è reale e contingente, però la nostra società sta vivendo grandi mutamenti di cui dobbiamo inevitabilmente tenere conto e possiamo farlo solo con uno sguardo generale di lungo termine”.
Cuneo 2040 è un progetto che parte da lontano, come spiega Giancarlo Arneodo, presidente del Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese. “Ci stavamo accorgendo sempre di più di come stava cambiando il paradigma e abbiamo pensato fosse arrivato il momento di fermarsi un attimo a riflettere per capire dove stavamo andando - spiega -. E’ sempre più evidente, anche nel mondo del socio-assistenziale, l’urgenza di ripensare a modelli e politiche immaginati oltre trent’anni fa per superarli e fare spazio a nuovi interventi, più in linea con i rapidi mutamenti che stiamo vivendo. Da qui è nata l’idea di questo progetto”.
La pandemia Covid-19 ha messo sotto pressione la rete dei servizi socio-assistenziali, evidenziando criticità e debolezze, ma allo stesso tempo ha fatto emergere i punti di forza delle politiche territoriali del welfare.
“L’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidentemente la necessità di cambiare rotta - continua -. Per farlo dobbiamo però prima di tutto ragionare sulle cose che facciamo e ripensarle guardando al futuro come comunità allargata”.
Qual è oggi la situazione in provincia di Cuneo?
“Oggi le comunità, a livello territoriale, devono ragionare non solo in termini economici, ma anche sociali e socio-assistenziali e a Cuneo abbiamo la fortuna di vivere in un territorio che è sempre stato molto presente e attento a questo passaggio – dice Arneodo -. In questi quattro anni di presidenza ho sempre visto molta attenzione a questi temi da parte di tutti i sindaci dei 53 comuni dell’area di riferimento del Consorzio. Così come c’è sempre stata grandissima attenzione a come spendere meglio le risorse a disposizione, senza mai ridurle. Questo perché è forte la consapevolezza che la qualità della nostra comunità non deriva solo dal prodotto interno lordo, ma anche e soprattutto dal come sappiamo occuparci delle persone fragili e di chi ha più bisogno, non solo perché dobbiamo, ma perché li riconosciamo come soggetti preziosi. Questa, secondo me, è una cosa che dobbiamo avere ben presente e tenerci ben stretta per il futuro”.
Cuneo 2040 quindi, come momento di riflessione condivisa, partendo dal presupposto che le competenze degli enti pubblici non sono quelle di un privato, di un’associazione, di un sindacato o di una parrocchia. “In quest’ottica - dice - diventa sempre più fondamentale mettere in moto dei sistemi territoriali in grado di dare risposte, ognuno per le proprie competenze ma in rete, non solo nell’immediato, ma avendo uno sguardo lungo. Gli obiettivi sono comuni a tutti, quindi se ci diamo delle linee condivise su cui operare le nostre comunità ne potranno solamente beneficiare”.
Quindi fermarsi a pensare cosa vogliamo per il 2040?
“Chi vorrà far parte di questo progetto deve essere consapevole che si lavorerà nel medio-lungo termine, non per dare risposte immediate. Faccio un esempio che vale per tutto, le case di riposo. Se non decidiamo cosa servirà tra 20 anni nel campo dell’assistenza agli anziani e della domiciliarità, come possiamo ragionare rispetto ad alcune decisioni che dobbiamo prendere nel breve? Che tipo di criterio dovrebbe avere una casa di riposo per reggere nel 2040? Ha senso portare avanti oggi delle ristrutturazioni che poi tra 20 anni potrebbero già rivelarsi obsolete? Insomma, fare questo tipo di ragionamento è fondamentale perché nessuna delle risorse a disposizione vada sprecata, ma sia utilizzata nel modo migliore. A volte, infatti, presi delle emergenze e dalle contingenze, destinare finanziamenti a un intervento piuttosto che ad un altro può sembrarci la cosa migliore, salvo accorgersi dopo poco che forse era meglio scegliere diversamente. Ecco, Cuneo 2040 è questo, pensiamo oggi per progettare il domani”.