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Dalla vita frenetica parigina al magico mondo delle api

05 novembre 2022

Cuneo

Christian Victorien Christian Victorien, classe 1976, nato in Francia e dal 2008 residente in Valle Varaita, l’uomo innamorato della Natura, è nato a Gouvieux, un paesino vicino a Chantilly in Francia il 15 ottobre 1976: “Ho studiato in Francia ed ho iniziato a lavorare là. Nel 2008 ho deciso di abbandonare la vita frenetica parigina. È stato un cambio di vita quasi a 360 gradi! Sono residente a Frassino da quel momento. Qui ci sono le mie radici, anche se ci sono sempre meno servizi... Ma non c’è paragone tra l’aprire la finestra e vedere il monte Birrone, o vedere asfalto ovunque!”. I suoi genitori? Mia madre è nata a Frassino a borgata Saretto. Mio padre è nato in Francia. ma è di origini frassinesi. I suoi giochi da bambino?  Ho giocato come tutti i bambini dell’epoca a calcio, bici, nascondino, con le macchinine, giochi di costruzione o comunque giochi all’esterno poi un po’ più grande giocavo anche a carte, calcio balilla... Non c’erano né  il cellulare né i videogiochi a casa! Le scuole?  Ho fatto tutte le scuole in Francia e anche un po’ di università. Abitando nella periferia parigina, eravamo sempre abbastanza numerosi nelle classi, circa una trentina di alunni. Dire che mi piaceva studiare, è una parola grossa. Avevo un paio di commenti ricorrenti nelle mie pagelle: “L’ alunno studia il minimo indispensabile” . Cosa sognava di fare da ragazzo?  Ero più incline verso tutto quello che riguardava la Natura in generale, ma niente di ben definito. I miei primi lavori sono stati quando avevo 16 anni, come occupazioni estive. Poi all’età di 19 anni quando andavo all’università lavoravo part-time in una grande catena francese di garden. Ci sono rimasto anche dopo non aver finito l’università a tempo pieno, in totale per 7 anni. Poi ho lavorato in una piccola catena parigina di alimentari biologici per 6 anni. L’amore per le api come è nato? Beh, è più amore per il regno animale in generale più che per un animale solo! Ho iniziato a tenerle per hobby... poi è diventato il mio lavoro. Con le api non c’è routine: ogni anno è diverso, ogni arnia è diversa. Sono affascinato a vederle sfrecciare in aria per andare raccogliere nettare e polline instancabilmente nonostante le avversità del clima. Sono affascinato di come possano segnare il tempo, e mi spiego: mi è capitato di essere nell’apiario a lavorare, bel sole, poi d’un colpo le api hanno rallentato ad uscire delle proprie arnie per smettere del tutto. 10 minuti dopo diluviava ed io sono tornato a casa fradicio. Ora le ‘ascolto’ senza farmi domande. Che rapporto ha con questi animali? In un’arnia c’è un piccolo mondo a sé, ed ogni arnia è diversa, si può quasi dire che hanno personalità diverse. È un microcosmo molto particolare e affascinante. Certo la mia attività ha uno scopo commerciale, ma non a tutti i costi. Io me ne devo prendere cura per ottenere dei buoni risultati, e lo faccio con passione e amore. Quali mieli produce a Frassino?  La produzione di miele dipende molto dal clima, non solo dal tempo al momento delle fioriture, ma anche che tempo fa d’ inverno. Se va tutto bene, le api riescono a produrre cinque tipi di miele diversi. In ordine di fioritura troviamo il ciliegio, millefiori, tiglio, castagno e infine castagno e tiglio.  I cambiamenti del clima in atto in che modo incidono? Il clima incide molto sulla vita e la produttività delle api. Non ci sono più stagioni marcate come una volta dove in inverno faceva freddo e nevicava, una primavera più o meno piovosa ma con temperature che andavano ad aumentare … Ad esempio quest’anno non ha fatto freddo d’inverno, o comunque poco. Le api escono con 10 o 12 gradi di temperatura per cercare le fioriture: ma a dicembre non c’è nulla! Così le api si logorano al lavoro per niente. La siccità ha fatto che anche se i fiori ci fossero, producevano poco nettare e dunque poco miele. Il clima incide direttamente sul ciclo di vita delle api. La fatica più grande? Il lavoro più pesante sicuramente è mettere e togliere i melari, la fatica più grande è farli riempire. Dipende dal mio operato e ancora di più dal tempo. Un vecchio apicoltore mi disse anni fa: “Per fare il miele, ci va l’afa’. La soddisfazione più grande? Sentirsi dire: ‘Il tuo miele mi ricorda il miele che faceva mio nonno’. Sentirsi dire che il  prodotto è buono, ricorda sapori veri, certo magari non uguali da un anno all’altro appunto perché dipende dal territorio, dal clima e dalle fioriture stesse, e questo non ha un valore più grande. C’è spazio per i giovani in Valle Varaita? Lo spazio c’è, ma credo che servano servizi adeguati ad invogliare i giovani a venire in montagna: e non parlo di incentivi solamente economici diretti. Se uno viene a vivere in montagna, ci vuole sicuramente il lavoro in zona. La montagna è bella, ma anche non facile da vivere tutti i giorni. La si deve assecondare e non domare. Una sua giornata tipo? Non c’è una giornata uguale all’altra durante l’anno perché dipende dai fattori climatici. Posso passare giorni interi a controllare lo stato di salute delle arnie visitandole favo per favo: scorte, covata della regina, produzione in corso. Posso passare giorni e serate a smielare, oppure semplicemente osservare da fuori il volo delle api. Si impara molto a vivere con il ritmo delle api e della natura! Il mondo di oggi? Complicato! E sembra che lo sarà sempre di più.  Cosa è importante per lei? Il tempo di vivere, approfittare e godersi le piccole cose della vita. Un’amica di università mi ha detto un giorno: ‘Quando guardi le cose, guardale con gli occhi di un bambino. Ti meraviglierai sempre!’. Spero di farlo ancora e per sempre. Quando si sveglia di mattina, il primo suo pensiero? Che tempo fa oggi?
Intervista Parigi Valle Varaita Api Istituto per geometri Christian Victorien