editoriale

Un inverno duro che può diventare anche fecondo

15 ottobre 2022

Cuneo

Gas L’aumento del costo dell’energia, con tutto quanto ne consegue, e i timori sulla adeguatezza delle scorte di gas spingono a proiettare lo sguardo verso i mesi invernali. “L’inverno sarà duro” si sente ripetere oggi come forse non è mai capitato da generazioni. Dopo molto tempo, si riscopre un senso collettivo di precarietà che pareva dimenticato e quasi appartenere a un passato destinato a rimanere solo un ricordo. Riscoprirsi vulnerabili desta stupore e induce a riconsiderare alcune certezze che, evidentemente, non erano tali. Per i nostri nonni era naturale non avere certezze per il futuro, forse perché non ci si illudeva di avere gli strumenti necessari per governare il presente e, soprattutto, controllare il futuro. Questo inaspettato quanto traumatico risveglio in una realtà ben più imprevedibile di quanto non avremmo immaginato e desiderato può però essere portatore di un nuovo modo di pensare e di agire. Ovviamente, non c’è nulla di bello, di desiderabile e di poetico nel senso di incertezza che si è oramai diffuso nelle nostre comunità. Tuttavia, anche per questo tempo così difficile potrebbe valere quello che il Papa ha detto a proposito della pandemia e cioè che “Peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla”. Non sprecare questa complessa congiuntura economica può voler dire molte cose, ma significa anche non perdere l’ennesima occasione per pensare e agire da comunità, oppure non lasciar passare senza effetti il richiamo a una vita più sobria e, infine, non perdere l’occasione di fare qualcosa per rivitalizzare e proteggere quelle strutture sociali imprescindibili e quei circuiti economici virtuosi che rappresentano la vera via maestra per una convivenza e uno sviluppo che siano davvero desiderabili. In primo luogo, quindi, la necessità di pensare e di agire come una comunità. Decenni di individualismo consumistico e disperato hanno cancellato il “noi “per dare spazio a un “io” sempre più viziato e ipertrofico. Dovremmo, invece, avere imparato in questi anni che le strutture di relazione sono indispensabili anche solo per poter immaginare un futuro degno di questo nome. L’idea di “farcela da soli” in circostanze come quelle che stiamo vivendo è semplicemente assurda. Ognuno ha bisogno di tutti, e non possiamo permetterci che alcune persone o intere fette della nostra società precipitino in un vortice di disillusione e disperazione che, presto o tardi, avrebbe conseguenze dirette e inevitabili su ognuno di noi. In questo senso, la speculazione sui prezzi è solo un esempio di un modo di agire miope e che intacca la capacità di spesa di molti, con conseguente contrazione dei consumi anche ai danni di chi, oggi, approfitta cinicamente della situazione. Anche il richiamo alla sobrietà è legato al senso di comunità. Sobrietà significa anche avere delle priorità e comportarsi di conseguenza. Il reddito non consumato, inoltre, diventa risparmio. La scelta combinata di modelli di consumo virtuosi e modalità di impiego del risparmio (ad esempio) a vantaggio di investimenti che supportino realtà produttive del territorio o esperienze preziose in ambito sociale rappresenta un’opzione concreta, virtuosa e percorribile da tutti, secondo le possibilità di ognuno. Infine, la protezione delle strutture sociali vitali e dei circuiti economici virtuosi. Da decenni si attendono autentiche politiche di sostegno a quelle strutture sociali delle quali pare ci si ricordi solamente nei momenti di difficoltà. La pandemia ha ricordato, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia indispensabile una risorsa come la famiglia. Nella difficoltà, chi può contare su legami familiari e affettivi solidi e stabili ha molti più strumenti di chi non si trova in questa condizione, come hanno purtroppo dimostrato le innumerevoli difficoltà e le sofferenze di chi si è trovato solo ad affrontare isolamenti, ricoveri e chiusure. Analogo discorso vale per alcune realtà associative. In molti ricorderanno quanto sono state preziose, anche solo in ottica di ri-socializzazione, le Estate ragazzi dopo le chiusure del 2020, così come in molti avranno ancora in mente quanto i ragazzi di Parrocchie, oratori e associazioni si siano adoperati nella distribuzione della spesa a chi non poteva uscire di casa. La crisi è anche il momento delle scelte ed è bene che siano ben ponderate, perché anche un inverno difficile come quello che ci aspetta possa essere insospettabilmente fecondo.
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