
Pont d'Ambo (foto Giorgio Bernardi)
Valle Roya - Mercoledì 12 ottobre, alle ore 19, salvo imprevisti dell’ultima ora, inizierà il varo del ponte d’Ambo sul fiume Roya, tra Fontan e Saorge.
È l’atto finale che fa seguito all’assemblaggio sul posto, avviato a inizio giugno scorso, del “bow-string” (ponte ad arco tirante), gigante di ferro lungo 75 metri e del peso di 550 tonnellate. L’opera è stata realizzata dall’impresa Bit di Cordignano in provincia di Treviso, leader nelle costruzioni metalliche. Un’eccellenza italiana fondata nel 1850 che lavora in tutto il mondo e a cui il Consorzio stabile Edilmaco di Torino, incaricato da Anas di costruire il tunnel di Tenda, sta per affidare l’allestimento del ponte sul rio della Cà. Anche questo della tipologia “bow-string” che sarà del tutto simile per lunghezza e caratteristiche a quello che sarà inaugurato ad Ambo tra una settimana. L’intera operazione di posa del ponte si svolgerà di notte per non interrompere il traffico sulla D6204.
“I pezzi che compongono questo “bow-string” sono 77 con lunghezza massima 12 metri per motivi di trasporto. Sono arrivati in camion da Treviso già trattati con vernici antiruggine e di protezione di lunga durata. Sul posto si è provveduto all’assemblaggio tramite saldatura e in questi giorni si sta procedendo alla verniciatura delle parti di giunzione. Dal cantiere il ponte sarà posizionato sulla campata sul fiume con uno speciale carrello della Fagioli di Reggio Emilia, ditta specializzata in trasporti eccezionali. Per la sistemazione definitiva dell’opera serviranno circa tre settimane. L’apertura alla viabilità è programmata per fine anno o inizio gennaio”, spiega l’ing. Augusto Berro della Bit. Il ponte d’Ambo qualche decina di metri più a valle ha anche un “fratellino”. È il ponte di Caïros, alla confluenza del torrente omonimo con la Roya, lungo 55 metri, composto da 50 pezzi e con peso di 350 tonnellate. Realizzato sempre dalla Bit con le stesse modalità è pronto anch’esso per il varo a metà mese.
La costruzione delle due opere, comprensiva di opere civili e stradali, ammonta a 10,4 milioni di euro.
Il ferro utilizzato è stato approvvigionato, prima che venisse distrutta, dall’acciaieria Azovstal a Mariupol, simbolo della resistenza ucraina all’invasione russa. E il caso vuole che ad Ambo le storie di Resistenza di ieri e di oggi si rincorrano e s’intreccino. Ricorda una lapide dell’Anpi di Ventimiglia che il 24 ottobre 1944, dopo giorni di torture sei partigiani italiani, vennero uccisi da uomini della 36ª divisione della Wehrmacht. La formazione militare invase l’Urss e venne sciolta in Ucraina per poi essere ricostituita per operare nelle ultime fasi della guerra in Italia.
