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Liste di attesa, Cuneo prima in Piemonte

07 ottobre 2022

Cuneo

Cuneo - Ospedale Santa Croce e Carle Cuneo - Cuneo sulle liste di attesa fa meglio di tutti gli altri in Piemonte. Lo dicono i dati al 31 agosto e lo ha riconosciuto anche la Regione: sulle visite ambulatoriali Cuneo ha raggiunto il 99,6% della copertura, ben al di sopra della media regionale del 78%, e per gli interventi chirurgici e ricoveri il 99,14% contro una media regionale del 94%. I numeri parlano chiaro il Santa Croce e Carle è l’azienda più virtuosa del Piemonte sul recupero delle chilometriche liste, anche se le attese sono ancora lunghe. E le prenotazioni oggi fatte dai cittadini rimandano a mesi gli appuntamenti. Per una cataratta ci vogliono 9 mesi ma prima dell’estate le attese erano almeno di 15 mesi per una colicisti si è passato da un anno circa a 150 giorni se in classe B (la prestazione da erogarsi entro 10 giorni). Di problemi dunque ne rimangono ma i volumi di attività in sala operatoria e in ambulatorio è raddoppiato. Il periodo di confronto stabilito dalla Regione è quello ante Covid: tra aprile e agosto l’attività ambulatoriale di classe B, quella che ha bisogno di risposte rapide entro 10 giorni, è passata da 8.870 del 2019 a 16.164 visite nello stesso periodo di quest’anno. Il numero delle visite è praticamente raddoppiato, che significa risposte più rapide e soprattutto recupero di gente che aspetta da mesi se non da anni. “Abbiamo fatto un lavoro incredibile, e sono dati ufficiali, - spiega il direttore generale dell’Aso Santa Croce e Carle Elide Azzan - di risposte alle liste di attesa di classe B che sono le più urgenti, aumentando il personale e il lavoro, e rispondendo alle richieste della Regione che chiedeva di arrivare ai numeri del 2019 e aumentarli entro fine anno del 9% per gli ambulatori e del 3% dei ricoveri. Abbiamo deciso sedute in più sui cinque interventi con liste più lunghe, ovvero ernie, emorroidi, colicisti, varici e cataratte. Ora lavoriamo sull’appropriatezza delle richieste che è l’altra grande questione. Se la pandemia non ritorna in modo prepotente arriveremo a superare gli obiettivi richiesti. Ma il problema di questi giorni è ancora il Covid: abbiamo di nuovo molti positivi tra il personale, tra cui tre anestesisti. Teniamo alta la guardia per non subire di nuovo una nuova ondata pesante”. Nella pandemia si è dato risposta solo alle classi U urgenti, entro le 72 ore e alle urgenze oncologiche. Medici e infermieri stanno facendo il possibile e molto di più per arrivare a questi risultati: orari dilatati al pomeriggio, sedute extra di sala operatoria, ambulatori estesi al sabato mattina. Ed è la “forza” di Cuneo con personale che non si risparmia, che ha aumentato la quantità e gli orari di lavoro, cercando sempre uno standard  qualitativo alto. Non a caso, proprio grazie all’ampliamento pomeridiano degli orari, in questi mesi il Centro unico regionale di prenotazione ha invito spesso a Cuneo per esami diagnostici di alta specializzazione anche molti pazienti torinesi e di altre parti del Piemonte, che si aggiungono a quelli di tutta quanta la provincia di Cuneo. I cittadini utenti cuneesi e della provincia si stanno accorgendo solo in parte di questo enorme lavoro, perché si danno risposte soprattutto a chi è in classe B, che sono le visite più urgenti, evidentemente rallentando su classi D (a 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti diagnostici) e P (programmate a 120 giorni). Per la colicisti già citata, se è vero che si sono accorciati a 150 i giorni di attesa per le B, le classi D, che sono la maggior parte dei 437 cuneesi in attesa, la chiamata per l’intervento sarà solo fra 400 giorni e altri 36 in attesa dovranno aspettare ancora mille giorni, quasi tre anni.  “Il lavoro è tanto - spiega Gianluigi Guano, responsabile del controllo di gestione del Santa Croce e Carle - e stiamo chiamando pazienti che sono in attesa da tanto tempo, anche da prima della pandemia. Per questo sulle classi B e anche in parte sul D abbiamo raggiunto i livelli ante-Covid. Arriveremo a livelli richiesti dalla Regione e li supereremo”. Non a caso l’ospedale di Cuneo ha usato fino a fine luglio tutte le risorse dei finanziamenti regionali extra, assegnati proprio per il recupero delle liste di attesa e dal 1° agosto sta attingendo ai fondi dati a tutto il territorio all’Asl Cn1 che, per abbattere le liste, si affida sia alle aziende ospedaliere pubbliche che al privato accreditato.
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