Cuneo - Cuneo sulle liste di attesa fa meglio di tutti gli altri in Piemonte. Lo dicono i dati al 31 agosto e lo ha riconosciuto anche la Regione: sulle visite ambulatoriali Cuneo ha raggiunto il 99,6% della copertura, ben al di sopra della media regionale del 78%, e per gli interventi chirurgici e ricoveri il 99,14% contro una media regionale del 94%. I numeri parlano chiaro il Santa Croce e Carle è l’azienda più virtuosa del Piemonte sul recupero delle chilometriche liste, anche se le attese sono ancora lunghe. E le prenotazioni oggi fatte dai cittadini rimandano a mesi gli appuntamenti. Per una cataratta ci vogliono 9 mesi ma prima dell’estate le attese erano almeno di 15 mesi per una colicisti si è passato da un anno circa a 150 giorni se in classe B (la prestazione da erogarsi entro 10 giorni).
Di problemi dunque ne rimangono ma i volumi di attività in sala operatoria e in ambulatorio è raddoppiato. Il periodo di confronto stabilito dalla Regione è quello ante Covid: tra aprile e agosto l’attività ambulatoriale di classe B, quella che ha bisogno di risposte rapide entro 10 giorni, è passata da 8.870 del 2019 a 16.164 visite nello stesso periodo di quest’anno. Il numero delle visite è praticamente raddoppiato, che significa risposte più rapide e soprattutto recupero di gente che aspetta da mesi se non da anni.
“Abbiamo fatto un lavoro incredibile, e sono dati ufficiali, - spiega il direttore generale dell’Aso Santa Croce e Carle Elide Azzan - di risposte alle liste di attesa di classe B che sono le più urgenti, aumentando il personale e il lavoro, e rispondendo alle richieste della Regione che chiedeva di arrivare ai numeri del 2019 e aumentarli entro fine anno del 9% per gli ambulatori e del 3% dei ricoveri. Abbiamo deciso sedute in più sui cinque interventi con liste più lunghe, ovvero ernie, emorroidi, colicisti, varici e cataratte. Ora lavoriamo sull’appropriatezza delle richieste che è l’altra grande questione. Se la pandemia non ritorna in modo prepotente arriveremo a superare gli obiettivi richiesti. Ma il problema di questi giorni è ancora il Covid: abbiamo di nuovo molti positivi tra il personale, tra cui tre anestesisti. Teniamo alta la guardia per non subire di nuovo una nuova ondata pesante”.
Nella pandemia si è dato risposta solo alle classi U urgenti, entro le 72 ore e alle urgenze oncologiche.
Medici e infermieri stanno facendo il possibile e molto di più per arrivare a questi risultati: orari dilatati al pomeriggio, sedute extra di sala operatoria, ambulatori estesi al sabato mattina. Ed è la “forza” di Cuneo con personale che non si risparmia, che ha aumentato la quantità e gli orari di lavoro, cercando sempre uno standard qualitativo alto. Non a caso, proprio grazie all’ampliamento pomeridiano degli orari, in questi mesi il Centro unico regionale di prenotazione ha invito spesso a Cuneo per esami diagnostici di alta specializzazione anche molti pazienti torinesi e di altre parti del Piemonte, che si aggiungono a quelli di tutta quanta la provincia di Cuneo.
I cittadini utenti cuneesi e della provincia si stanno accorgendo solo in parte di questo enorme lavoro, perché si danno risposte soprattutto a chi è in classe B, che sono le visite più urgenti, evidentemente rallentando su classi D (a 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti diagnostici) e P (programmate a 120 giorni). Per la colicisti già citata, se è vero che si sono accorciati a 150 i giorni di attesa per le B, le classi D, che sono la maggior parte dei 437 cuneesi in attesa, la chiamata per l’intervento sarà solo fra 400 giorni e altri 36 in attesa dovranno aspettare ancora mille giorni, quasi tre anni.
“Il lavoro è tanto - spiega Gianluigi Guano, responsabile del controllo di gestione del Santa Croce e Carle - e stiamo chiamando pazienti che sono in attesa da tanto tempo, anche da prima della pandemia. Per questo sulle classi B e anche in parte sul D abbiamo raggiunto i livelli ante-Covid. Arriveremo a livelli richiesti dalla Regione e li supereremo”.
Non a caso l’ospedale di Cuneo ha usato fino a fine luglio tutte le risorse dei finanziamenti regionali extra, assegnati proprio per il recupero delle liste di attesa e dal 1° agosto sta attingendo ai fondi dati a tutto il territorio all’Asl Cn1 che, per abbattere le liste, si affida sia alle aziende ospedaliere pubbliche che al privato accreditato.
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Cuneo - Cuneo sulle liste di attesa fa meglio di tutti gli altri in Piemonte. Lo dicono i dati al 31 agosto e lo ha riconosciuto anche la Regione: sulle visite ambulatoriali Cuneo ha raggiunto il 99,6% della copertura, ben al di sopra della media regionale del 78%, e per gli interventi chirurgici e ricoveri il 99,14% contro una media regionale del 94%. I numeri parlano chiaro il Santa Croce e Carle è l’azienda più virtuosa del Piemonte sul recupero delle chilometriche liste, anche se le attese sono ancora lunghe. E le prenotazioni oggi fatte dai cittadini rimandano a mesi gli appuntamenti. Per una cataratta ci vogliono 9 mesi ma prima dell’estate le attese erano almeno di 15 mesi per una colicisti si è passato da un anno circa a 150 giorni se in classe B (la prestazione da erogarsi entro 10 giorni).
Di problemi dunque ne rimangono ma i volumi di attività in sala operatoria e in ambulatorio è raddoppiato. Il periodo di confronto stabilito dalla Regione è quello ante Covid: tra aprile e agosto l’attività ambulatoriale di classe B, quella che ha bisogno di risposte rapide entro 10 giorni, è passata da 8.870 del 2019 a 16.164 visite nello stesso periodo di quest’anno. Il numero delle visite è praticamente raddoppiato, che significa risposte più rapide e soprattutto recupero di gente che aspetta da mesi se non da anni.
“Abbiamo fatto un lavoro incredibile, e sono dati ufficiali, - spiega il direttore generale dell’Aso Santa Croce e Carle Elide Azzan - di risposte alle liste di attesa di classe B che sono le più urgenti, aumentando il personale e il lavoro, e rispondendo alle richieste della Regione che chiedeva di arrivare ai numeri del 2019 e aumentarli entro fine anno del 9% per gli ambulatori e del 3% dei ricoveri. Abbiamo deciso sedute in più sui cinque interventi con liste più lunghe, ovvero ernie, emorroidi, colicisti, varici e cataratte. Ora lavoriamo sull’appropriatezza delle richieste che è l’altra grande questione. Se la pandemia non ritorna in modo prepotente arriveremo a superare gli obiettivi richiesti. Ma il problema di questi giorni è ancora il Covid: abbiamo di nuovo molti positivi tra il personale, tra cui tre anestesisti. Teniamo alta la guardia per non subire di nuovo una nuova ondata pesante”.
Nella pandemia si è dato risposta solo alle classi U urgenti, entro le 72 ore e alle urgenze oncologiche.
Medici e infermieri stanno facendo il possibile e molto di più per arrivare a questi risultati: orari dilatati al pomeriggio, sedute extra di sala operatoria, ambulatori estesi al sabato mattina. Ed è la “forza” di Cuneo con personale che non si risparmia, che ha aumentato la quantità e gli orari di lavoro, cercando sempre uno standard qualitativo alto. Non a caso, proprio grazie all’ampliamento pomeridiano degli orari, in questi mesi il Centro unico regionale di prenotazione ha invito spesso a Cuneo per esami diagnostici di alta specializzazione anche molti pazienti torinesi e di altre parti del Piemonte, che si aggiungono a quelli di tutta quanta la provincia di Cuneo.
I cittadini utenti cuneesi e della provincia si stanno accorgendo solo in parte di questo enorme lavoro, perché si danno risposte soprattutto a chi è in classe B, che sono le visite più urgenti, evidentemente rallentando su classi D (a 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti diagnostici) e P (programmate a 120 giorni). Per la colicisti già citata, se è vero che si sono accorciati a 150 i giorni di attesa per le B, le classi D, che sono la maggior parte dei 437 cuneesi in attesa, la chiamata per l’intervento sarà solo fra 400 giorni e altri 36 in attesa dovranno aspettare ancora mille giorni, quasi tre anni.
“Il lavoro è tanto - spiega Gianluigi Guano, responsabile del controllo di gestione del Santa Croce e Carle - e stiamo chiamando pazienti che sono in attesa da tanto tempo, anche da prima della pandemia. Per questo sulle classi B e anche in parte sul D abbiamo raggiunto i livelli ante-Covid. Arriveremo a livelli richiesti dalla Regione e li supereremo”.
Non a caso l’ospedale di Cuneo ha usato fino a fine luglio tutte le risorse dei finanziamenti regionali extra, assegnati proprio per il recupero delle liste di attesa e dal 1° agosto sta attingendo ai fondi dati a tutto il territorio all’Asl Cn1 che, per abbattere le liste, si affida sia alle aziende ospedaliere pubbliche che al privato accreditato.
Liste di attesa, Cuneo prima in Piemonte
07 ottobre 2022
Cuneo
Cuneo - Cuneo sulle liste di attesa fa meglio di tutti gli altri in Piemonte. Lo dicono i dati al 31 agosto e lo ha riconosciuto anche la Regione: sulle visite ambulatoriali Cuneo ha raggiunto il 99,6% della copertura, ben al di sopra della media regionale del 78%, e per gli interventi chirurgici e ricoveri il 99,14% contro una media regionale del 94%. I numeri parlano chiaro il Santa Croce e Carle è l’azienda più virtuosa del Piemonte sul recupero delle chilometriche liste, anche se le attese sono ancora lunghe. E le prenotazioni oggi fatte dai cittadini rimandano a mesi gli appuntamenti. Per una cataratta ci vogliono 9 mesi ma prima dell’estate le attese erano almeno di 15 mesi per una colicisti si è passato da un anno circa a 150 giorni se in classe B (la prestazione da erogarsi entro 10 giorni).
Di problemi dunque ne rimangono ma i volumi di attività in sala operatoria e in ambulatorio è raddoppiato. Il periodo di confronto stabilito dalla Regione è quello ante Covid: tra aprile e agosto l’attività ambulatoriale di classe B, quella che ha bisogno di risposte rapide entro 10 giorni, è passata da 8.870 del 2019 a 16.164 visite nello stesso periodo di quest’anno. Il numero delle visite è praticamente raddoppiato, che significa risposte più rapide e soprattutto recupero di gente che aspetta da mesi se non da anni.
“Abbiamo fatto un lavoro incredibile, e sono dati ufficiali, - spiega il direttore generale dell’Aso Santa Croce e Carle Elide Azzan - di risposte alle liste di attesa di classe B che sono le più urgenti, aumentando il personale e il lavoro, e rispondendo alle richieste della Regione che chiedeva di arrivare ai numeri del 2019 e aumentarli entro fine anno del 9% per gli ambulatori e del 3% dei ricoveri. Abbiamo deciso sedute in più sui cinque interventi con liste più lunghe, ovvero ernie, emorroidi, colicisti, varici e cataratte. Ora lavoriamo sull’appropriatezza delle richieste che è l’altra grande questione. Se la pandemia non ritorna in modo prepotente arriveremo a superare gli obiettivi richiesti. Ma il problema di questi giorni è ancora il Covid: abbiamo di nuovo molti positivi tra il personale, tra cui tre anestesisti. Teniamo alta la guardia per non subire di nuovo una nuova ondata pesante”.
Nella pandemia si è dato risposta solo alle classi U urgenti, entro le 72 ore e alle urgenze oncologiche.
Medici e infermieri stanno facendo il possibile e molto di più per arrivare a questi risultati: orari dilatati al pomeriggio, sedute extra di sala operatoria, ambulatori estesi al sabato mattina. Ed è la “forza” di Cuneo con personale che non si risparmia, che ha aumentato la quantità e gli orari di lavoro, cercando sempre uno standard qualitativo alto. Non a caso, proprio grazie all’ampliamento pomeridiano degli orari, in questi mesi il Centro unico regionale di prenotazione ha invito spesso a Cuneo per esami diagnostici di alta specializzazione anche molti pazienti torinesi e di altre parti del Piemonte, che si aggiungono a quelli di tutta quanta la provincia di Cuneo.
I cittadini utenti cuneesi e della provincia si stanno accorgendo solo in parte di questo enorme lavoro, perché si danno risposte soprattutto a chi è in classe B, che sono le visite più urgenti, evidentemente rallentando su classi D (a 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti diagnostici) e P (programmate a 120 giorni). Per la colicisti già citata, se è vero che si sono accorciati a 150 i giorni di attesa per le B, le classi D, che sono la maggior parte dei 437 cuneesi in attesa, la chiamata per l’intervento sarà solo fra 400 giorni e altri 36 in attesa dovranno aspettare ancora mille giorni, quasi tre anni.
“Il lavoro è tanto - spiega Gianluigi Guano, responsabile del controllo di gestione del Santa Croce e Carle - e stiamo chiamando pazienti che sono in attesa da tanto tempo, anche da prima della pandemia. Per questo sulle classi B e anche in parte sul D abbiamo raggiunto i livelli ante-Covid. Arriveremo a livelli richiesti dalla Regione e li supereremo”.
Non a caso l’ospedale di Cuneo ha usato fino a fine luglio tutte le risorse dei finanziamenti regionali extra, assegnati proprio per il recupero delle liste di attesa e dal 1° agosto sta attingendo ai fondi dati a tutto il territorio all’Asl Cn1 che, per abbattere le liste, si affida sia alle aziende ospedaliere pubbliche che al privato accreditato.