editoriale

La risposta delle storie

06 ottobre 2022

Cuneo

“Quello di cui non si riesce a teorizzare, si deve narrare” disse Umberto Eco. Quando sembra non esserci un senso, inizia a raccontare, cerca una connessione tra i fatti e resta aperto a vedere dove ti porterà. Sono tempi difficili, senza pietà e gentilezza, senza senso politico e cosmopolitico. Tra gasdotti manomessi, bollette minacciose, guerre dietro casa, missili balistici che fanno le prove, donne in piazza che si tagliano i capelli, il minimo che possa capitare è sentirsi addosso uno spaesamento oppressivo, una fatica cronica e nervosa. Dove prendere riposo, dove trovare rifugio? Nelle storie. “Le storie sono un balsamo”, scrisse Clarissa Pinkola Estes; lo stesso fece James Hillman ne “Le storie che curano”, in cui parla del potere benefico del raccontare storie in cui la vita possa trovare dimora. Incominciò nel Paleolitico, quando scoprimmo il fuoco con cui illuminare l’oscurità delle notti. Cosa fare una volta riuniti intorno alla luce della fiamma? Raccontare: la caccia, la sopravvivenza, la vita, il coraggio, la morte, il dolore, l’amore. Prima a gesti e poi a parole, grazie all’evoluzione del nostro apparato fonatorio. Le storie sono un antidoto: al cinismo, al pettegolezzo, al dramma dell’insignificanza. Ci ricordano cosa significa essere uomini. Ci ricordano la fatica ma anche la bellezza di “essere giusti”, che spesso equivale a tentare ogni giorno di essere migliori: non “i migliori”, ma migliori di quello che siamo stati il giorno prima. Raccontare storie esemplari - i miti dell’antichità, le vite dei santi e degli eroi - serviva a questo. Ma anche raccontare la propria vita, ricapitolare cosa se ne è fatto finora, trasforma il racconto autobiografico in una presa di coscienza e in un’assunzione di responsabilità, perché raccontando i conti tornano, cause e conseguenze si chiariscono, la vita prende la forma delle tracce che abbiamo lasciato e il senso si lascia intravedere dalla porta che abbiamo socchiuso.
Storie Racconto Senso Raccontare Mito Umberto Eco