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Serena: “Il mondo di oggi dovrebbe dare la possibilità ai giovani volenterosi di spiccare il volo”

03 luglio 2022

Cuneo

Ha sempre preferito, da bambina, i colori, la colla e le forbici alle bambole. Serena Salomone è nata a Saluzzo il 14 aprile 1998 e oggi vive a Villanovetta: “Mio padre è originario di Verzuolo e mia madre è di Saluzzo. Siamo molto legati alla valle Varaita, che frequentiamo da sempre”. I suoi giochi da bambina? Ho sempre preferito i colori, la colla e le forbici alle bambole … Mi piaceva ascoltare mia mamma che mi leggeva le fiabe la sera prima di andare a dormire e amavo ed amo tuttora salire sugli alberi. Mi piace entrare nella Natura, letteralmente! Al gioco “nascondino” vincevo sovente perché ero veloce e brava a nascondermi ed in alto non guardava mai nessuno. Le scuole?  Fin dall’asilo avevo le idee chiare che il mio mondo era quello dell’arte … ed ho avuto la possibilità di frequentare il Liceo artistico di Cuneo “Ego Bianchi” ad indirizzo figurativo, per poi proseguire alla “Libera Accademia d’Arte Novalia” ad Alba (Accademia nata inizialmente a Savigliano). Cosa sognava di fare da grande? Sognavo di fare l’artista: poi ho capito che l’artista non lo si fa, ma lo si è! Essere artista penso che sia proprio un modo di essere, di vedere e vivere le cose con un’altra mente più creativa, di più ampie vedute e sfumature. Spesso sono gli altri a definirmi ‘artista’, a me, infatti, sembra presuntuoso presentarmi come tale. Io se penso all’artista pensa, vado con la mente ai grandi maestri della storia dell’arte. Quindi per il momento preferisco definirmi come pittrice e decoratrice. Oggi che lavoro fa? Attualmente lavoro presso la “Salvi Harps” a Piasco come doratrice, quindi nello specifico mi occupo dell’applicazione della foglia d’oro sulle componenti dello strumento musicale. Nel tempo libero coltivo la mia passione per la pittura, sfogando la mia creatività nella realizzazione di pitture, decorazioni e murales. La sua passione per la pittura da dove nasce? Nasce dal mio essere, dal bisogno di raccontarmi e di esprimere ciò che provo. In seguito alla scoperta di essere fibromialgica, ho iniziato a rappresentare i picchi di dolore fisico provato negli anni in quadri astratti con la tecnica dell’Acrylic Pouring. Uno modo di dipingere che mi permette di dare un’immagine all’acuto malessere presente con cadenze alterne. Da sempre però amo disegnare e dipingere animali e ritratti di persone con un certo vissuto. Amo i dettagli come le rughe del volto, i peli, le insenature, le crepe e tutto ciò che crea contrasti netti! Che emozioni prova dipingendo? Quando dipingo, anche grazie alla musica che ascolto, riesco facilmente ad entrare nel mio mondo. Uno spazio privo di regole, ordini e limiti, in cui mi sento libera di fare ciò che voglio! Le due mucche dipinte sul murales di Melle come stanno? ‘Serenità nei prati’ è il nome del murales che ho realizzato nei mesi di aprile, maggio e giugno: il periodo in cui le mucche escono al pascolo e ci allietano con il dolce suono dei campanacci che portano al collo. Ho voluto rappresentare un’immagine legata al nostro territorio, alla nostra valle. La fatica più grande nel realizzare il murales? Una delle difficoltà che ho riscontrato maggiormente è stata quella fisica. La superficie di circa 30 metri quadri non è stata facile da trattare! Per fortuna il mio fidanzato mi ha dato una grossa mano per le parti più in alto. Il cielo a volte è stato anche un po’ dispettoso, obbligandomi di corsa a ritirare tutto per l’arrivo imminente di un acquazzone. La soddisfazione più grande? E’ stata di certo quando verso la fine dei lavori, nel momento in cui il soggetto delle mucche era già ben distinguibile, una bambina, che avrà avuto di 4 anni mi ha chiesto: “Posso accarezzarle?”. Oggi è possibile vivere di pura arte? È molto difficile! Ci sono pochi aiuti e tante spese. Di lavoro ce n’è, ma spesso non viene retribuito con il giusto valore. Come immagina il suo futuro? Utopicamente mi piacerebbe vivere della sola mia arte: vorrei creare murales ancora più grandi e magari fuori regione. Parallelamente mi piacerebbe che i miei quadri venissero esposti in mostre importanti e conoscere il pensiero di critici d’arte di rilievo.  Mi piacerebbe lasciare un piccolo ‘segno’ con la mia poetica artistica, che ogni giorno è in evoluzione e continuo cambiamento”.  Il mondo di oggi? Dovrebbe lasciare largo spazio e possibilità ai giovani volenterosi che vogliono spiccare il volo. Cosa è importante per lei? Continuare su questa strada, seguendo per quanto è possibile i miei sogni. Generare emozioni e curiosità nella gente, stimolare le persone a visitare mostre, musei e luoghi d’arte e cultura, perché, per citare Pascoli, in fondo in fondo nell’animo di tutti noi è presente un fanciullino che ha bisogno di nutrirsi della meravigliosa e disincantata realtà che ci circonda! Quando si sveglia di mattina, il suo primo pensiero? Creare qualcosa di valido e concreto che in primo luogo soddisfi me e gli altri. Il futuro della valle Varaita?  Mi piace immaginare un luogo pulito e sicuro per tutti, attivo in tutti i periodi dell’anno, ricco di iniziative culturali e di eventi per le famiglie.
Saluzzo Villanovetta di Verzuolo Stra val esturo