montagna
Donne in cordata
02 luglio 2022
Cuneo
Una sottile e continua linea rossa sulla neve del monte Breithorn (4164 m).
Lo scorso 17 giugno 80 donne di origine diversa (arrivate da Europa, Stati Uniti, Iran, India, Sudafrica, Thailandia, Kazakistan, Ecuador) sono partite da Zermatt, in Svizzera, col supporto di 20 guide alpine donne, tra cui Benedetta Lucarelli, 24 anni, la più giovane guida alpina italiana.Giornaliste, attrici, influencer, sportive, giacca a vento rossa per tutte (e il colore ha già in sé un evidente simbolismo), sono arrivate in vetta a respirare l’aria sottile dei 4000. Un record mondiale, ma anche tanti singoli record personali. Per molte è stato il primo 4000. Per altre la prima volta sulle Alpi, per alcune la prima volta con i ramponi ai piedi.
L’iniziativa, “100% Women”, voluta da Svizzera Turismo, aveva come scopo la sensibilizzazione sugli stereotipi di genere e il dare più visibilità alle donne negli sport di montagna.
Testimoniare, mettendoci la faccia, è importante: essere donne non è un etichetta, né una gabbia, né una categoria in cui rientrare corrispondendo in modo forzato a parametri e aspettative.
La scalatrice iraniana Mina Ghorbani era lì per mostrare che la pienezza e la libertà dell’autorealizzazione delle donne è una strada in salita, in cui rischi e fatica possono essere alleggeriti da una robusta motivazione individuale e dal procedere insieme alle altre.
Le donne coinvolte nella scalata lo hanno fatto per dare l’esempio e offrire ispirazione con questo messaggio: anche tu, invece di continuare ad alimentare l’ego maschile già ipernutrito da secoli di protagonismo, dai sostegno e fiducia alle donne che camminano accanto a te.