editoriale

La difficoltà delle istituzioni del territorio a tutelare la rete di sentieri e mulattiere

18 giugno 2022

Cuneo

Guida dei sentieri alpini della provincia di Cuneo A quasi dieci anni da quella che venne battezzata “abolizione delle Province”, avvenuta nel 2014 sotto il Governo Renzi, comincia a delinearsi il risultato effettivo di quella operazione. La trasformazione cioè delle Province in istituzioni che, pur continuando ad esistere in tono minore in quanto guidate da amministratori “nominati” anziché direttamente “eletti” dai cittadini, hanno di fatto vista minata la propria autorità effettiva. A venire a mancare infatti, senza peraltro particolari risparmi per il debito pubblico, è stata un’istituzione che a lungo ha avuto un ruolo di mediazione tra i Comuni, spesso legati a visioni troppo localistiche, e le Regioni, troppo sovente incapaci di rappresentare adeguatamente e organicamente le istanze effettive delle diverse aree che le compongono. Le Province del resto mantengono, pur con una forza politica del tutto spuntata, competenze decisive per le popolazioni che le abitano: dalla gestione, ad esempio, di una parte cospicua degli edifici scolastici a quella relativa della viabilità. Ed è proprio quest’ultima competenza ad essere oggi divenuta oggetto sia di frequenti polemiche tra Comuni sia di reiterate rimostranze da parte delle Province nei confronti della Regione. Le strade per la provincia di Cuneo, il cui sviluppo di ben 3.222 chilometri richiederebbe oltre un miliardo di euro per manutenzione e adeguamento, rappresentano un serio problema. In aggiunta, per la morfologia specifica di questo territorio, a dover essere tutelata sarebbe anche una rete di mulattiere e sentieri il cui stato di progressivo abbandono è davanti agli occhi di tutti. L’impegno dell’Amministrazione Provinciale – quando ancora esisteva nella vecchia forma – non era mancato ed era andato forse nella direzione giusta: cercare cioè di fare conoscere questa rete viaria minore per favorirne la frequentazione. Emblematica in questo senso fu nel 1970 la pubblicazione, per quei tempi all’avanguardia, di una “Guida dei sentieri alpini della Provincia di Cuneo”. Certo non tutto il territorio, specie quello della rete di mulattiere e sentieri che collegava le borgate alpine, era del tutto compreso in questa mappatura. E tuttavia, in un’epoca in cui escursionismo e alpinismo erano assai meno diffusi di oggi, la Provincia con questa operazione seppe richiamare l’attenzione sul degrado in corso, cercando poi di contrastarlo, sia pure con le limitate risorse di cui l’ente disponeva a questo riguardo. Per venire però ai giorni nostri, è del maggio 2022 il rinnovo del protocollo d’intesa tra la Regione Piemonte e il Club Alpino Italiano operante nella medesima regione per “valorizzare e promuovere il patrimonio naturale, culturale e paesaggistico delle montagne, sviluppando forme eco-compatibili di gestione e sviluppo del turismo montano”. Andrà capito quanta attenzione, nel proseguimento di questo accordo, verrà riservato alle mulattiere e ai sentieri di bassa valle, tenuto conto soprattutto del fatto che la loro potenziale funzione turistica, sebbene essi si costituiscano come vie di collegamento di un patrimonio storico-culturale tutt’altro che irrilevante, resti al momento e in troppi casi addirittura inesplorata. Analogamente lo scorso anno il Consiglio Regionale, su proposta del consigliere cuneese Paolo Bongioanni che ne è stato il primo firmatario, ha approvato una legge, finalizzata al “riconoscimento e alla valorizzazione delle strade storiche di montagna di interesse turistico”, comprendendo in esse “anche quelle pedonali”. E, anche per le mulattiere e i sentieri di bassa valle in via di estinzione, questa potrebbe essere una buona notizia. A condizione però che si faccia in fretta e che i tempi della burocrazia non vengano bruciati da uno stato di abbandono il cui rapido avanzare rischia, in non pochi casi, di diventare irreversibile, vanificando così le pur buone intenzioni della Regione al riguardo.  (5. continua)
Tutela Sentieri Province Dani Drews Serena salom