Elena Testa, innamorata degli animali, è nata a Savigliano nel 1994 e vive a Melle, dove lavora.
La sua famiglia?
Siamo in quattro: mia madre Giovanna, mio padre Ettore, mio fratello Giorgio e io. Mia madre lavora come autista presso l’ospedale di Savigliano. Mio padre insieme a mio fratello e mio zio Jaki lavorano nell’azienda di famiglia, allevando mucche di razza piemontese.
I suoi giochi da piccola?
Sono cresciuta tra scuola, prati, boschi e animali. Il gioco preferito era andare nel bosco e fantasticare su streghe e gnomi (ad esempio sui famosi Sarvanot!). Passavo molto tempo accanto agli animali: cani, gatti e la cavalla di mia mamma, Vicky. I cavalli mi hanno sempre affascinata, li considero la mia più grande passione!
Le scuole?
Ho fatto parte di una delle ultime generazioni che ha frequentato le scuole elementari a Melle. Eravamo in undici in tutta la scuola ed eravamo in pluriclasse dalla 1° alla 5°. La cosa bella era che eravamo tutti insieme e non si creavano gruppi tra bambini. Lo studio non è mai stato il mio forte, ma cercavo comunque di impegnarmi. Ho trovato motivazione nello studio quando ho iniziato a frequentare l’Alberghiero di Dronero, dove oltre allo studio c’erano diverse ore di pratica.
Cosa sognava di fare quando era bambina?
Il mio sogno è sempre stato quello di avere un futuro nel mondo dell’equitazione. Una passione trasmessa da mia madre a me, grazie a lei ho avuto l’opportunità di frequentare corsi con istruttori qualificati e di partecipare a gare a livello agonistico. Andavo bene e mi piaceva parecchio ma la competitività tra i cavalieri non mi piaceva per niente! Ho deciso di iniziare a fare trekking, disciplina di condivisione con amici e cavalli in un ambiente sereno. Ora con il mio compagno abbiamo sei cavalli e ci piace molto prenderci cura di loro.
Avere un bar a Melle: è facile o difficile?
All’apertura del bar ho faticato molto: l’orario lungo, l’inesperienza con la partita Iva e il cercare di tenere tutto sotto controllo. Con il passare del tempo e con l’aiuto di persone che mi vogliono bene, e grazie all’esperienza, sono riuscita ad adattarmi alla situazione.
La fatica più grande?
Sicuramente il tenere aperto il locale con le restrizioni per il Covid! Il problema non erano le restrizioni ma le persone. Ho subito critiche per scelte non fatte da me, io ma sono norme imposte dallo Stato. Nella mia testa mi chiedevo dove fossero finiti l’altruismo ma soprattutto l’educazione ed il buonsenso! Di conseguenza lavoravo malvolentieri perché certe persone non sapevano parlare di altro se non del virus. Credo che noi del settore della ristorazione siamo stati i più toccati da queste situazioni che spero non ritornino più.
La soddisfazione più grande?
Avere un bar in un paese di montagna! La cosa che più mi piace è la semplicità delle cose e farle alla buona. Il mio bar mi sembra più il salotto di casa mia, dove condivido parole con persone nuove, o dove ascolto il seguito di altre storie già conosciute.
Perchè ama tanto gli animali?
Ho sei cavalli e un mulo. Sono appassionata di cavalli da 18 anni, mi piacciono perché loro non comunicano a parole ma con la sensibilità dei gesti. Se impari a conoscerli, con uno sguardo ti spiegano tutto!
Come vede il futuro di Melle e della valle Varaita?
Negli ultimi anni nonostante la pandemia ho notato un ritorno alle origini nella gente, intendo dire che le persone tornano alle montagne e alle cose semplici, come ad esempio il fare una passeggiata in famiglia. La valle Varaita è sempre stata una meta turistica. Grazie a varie associazioni e a più persone che hanno avuto voglia di mettersi in gioco, la valle è sempre più conosciuta. Vedo un futuro molto promettente, lo meritiamo tutti: sia noi commercianti che i turisti.
La guerra di oggi?
Una cosa sconvolgente, credevo che oramai di questi tempi le persone parlassero dei problemi anziché combattere e uccidere persone innocenti. Questioni politiche, ma è la povera gente la prima a pagarne le conseguenze.
Cosa è importante per lei?
La salute ed il benessere della mia famiglia e dei miei animali sono sempre state al primo posto.
Cosa sogna per il suo futuro?
Sogno che il mio futuro continui (magari con qualche bella novità) come il mio presente, ho 28 anni e mi sento già realizzata: ho una famiglia unita e che mi vuole bene, i miei cavalli che ogni giorno mi danno soddisfazioni e il mio bar che mi dà occasioni di conosce-re persone vere e di ascoltare esperienze diverse.
paesi
Elena Testa, innamorata degli animali, è nata a Savigliano nel 1994 e vive a Melle, dove lavora.
La sua famiglia?
Siamo in quattro: mia madre Giovanna, mio padre Ettore, mio fratello Giorgio e io. Mia madre lavora come autista presso l’ospedale di Savigliano. Mio padre insieme a mio fratello e mio zio Jaki lavorano nell’azienda di famiglia, allevando mucche di razza piemontese.
I suoi giochi da piccola?
Sono cresciuta tra scuola, prati, boschi e animali. Il gioco preferito era andare nel bosco e fantasticare su streghe e gnomi (ad esempio sui famosi Sarvanot!). Passavo molto tempo accanto agli animali: cani, gatti e la cavalla di mia mamma, Vicky. I cavalli mi hanno sempre affascinata, li considero la mia più grande passione!
Le scuole?
Ho fatto parte di una delle ultime generazioni che ha frequentato le scuole elementari a Melle. Eravamo in undici in tutta la scuola ed eravamo in pluriclasse dalla 1° alla 5°. La cosa bella era che eravamo tutti insieme e non si creavano gruppi tra bambini. Lo studio non è mai stato il mio forte, ma cercavo comunque di impegnarmi. Ho trovato motivazione nello studio quando ho iniziato a frequentare l’Alberghiero di Dronero, dove oltre allo studio c’erano diverse ore di pratica.
Cosa sognava di fare quando era bambina?
Il mio sogno è sempre stato quello di avere un futuro nel mondo dell’equitazione. Una passione trasmessa da mia madre a me, grazie a lei ho avuto l’opportunità di frequentare corsi con istruttori qualificati e di partecipare a gare a livello agonistico. Andavo bene e mi piaceva parecchio ma la competitività tra i cavalieri non mi piaceva per niente! Ho deciso di iniziare a fare trekking, disciplina di condivisione con amici e cavalli in un ambiente sereno. Ora con il mio compagno abbiamo sei cavalli e ci piace molto prenderci cura di loro.
Avere un bar a Melle: è facile o difficile?
All’apertura del bar ho faticato molto: l’orario lungo, l’inesperienza con la partita Iva e il cercare di tenere tutto sotto controllo. Con il passare del tempo e con l’aiuto di persone che mi vogliono bene, e grazie all’esperienza, sono riuscita ad adattarmi alla situazione.
La fatica più grande?
Sicuramente il tenere aperto il locale con le restrizioni per il Covid! Il problema non erano le restrizioni ma le persone. Ho subito critiche per scelte non fatte da me, io ma sono norme imposte dallo Stato. Nella mia testa mi chiedevo dove fossero finiti l’altruismo ma soprattutto l’educazione ed il buonsenso! Di conseguenza lavoravo malvolentieri perché certe persone non sapevano parlare di altro se non del virus. Credo che noi del settore della ristorazione siamo stati i più toccati da queste situazioni che spero non ritornino più.
La soddisfazione più grande?
Avere un bar in un paese di montagna! La cosa che più mi piace è la semplicità delle cose e farle alla buona. Il mio bar mi sembra più il salotto di casa mia, dove condivido parole con persone nuove, o dove ascolto il seguito di altre storie già conosciute.
Perchè ama tanto gli animali?
Ho sei cavalli e un mulo. Sono appassionata di cavalli da 18 anni, mi piacciono perché loro non comunicano a parole ma con la sensibilità dei gesti. Se impari a conoscerli, con uno sguardo ti spiegano tutto!
Come vede il futuro di Melle e della valle Varaita?
Negli ultimi anni nonostante la pandemia ho notato un ritorno alle origini nella gente, intendo dire che le persone tornano alle montagne e alle cose semplici, come ad esempio il fare una passeggiata in famiglia. La valle Varaita è sempre stata una meta turistica. Grazie a varie associazioni e a più persone che hanno avuto voglia di mettersi in gioco, la valle è sempre più conosciuta. Vedo un futuro molto promettente, lo meritiamo tutti: sia noi commercianti che i turisti.
La guerra di oggi?
Una cosa sconvolgente, credevo che oramai di questi tempi le persone parlassero dei problemi anziché combattere e uccidere persone innocenti. Questioni politiche, ma è la povera gente la prima a pagarne le conseguenze.
Cosa è importante per lei?
La salute ed il benessere della mia famiglia e dei miei animali sono sempre state al primo posto.
Cosa sogna per il suo futuro?
Sogno che il mio futuro continui (magari con qualche bella novità) come il mio presente, ho 28 anni e mi sento già realizzata: ho una famiglia unita e che mi vuole bene, i miei cavalli che ogni giorno mi danno soddisfazioni e il mio bar che mi dà occasioni di conosce-re persone vere e di ascoltare esperienze diverse.
La soddisfazione più grande è “avere un bar in un paese di montagna!”
10 giugno 2022
Cuneo
Elena Testa, innamorata degli animali, è nata a Savigliano nel 1994 e vive a Melle, dove lavora.
La sua famiglia?
Siamo in quattro: mia madre Giovanna, mio padre Ettore, mio fratello Giorgio e io. Mia madre lavora come autista presso l’ospedale di Savigliano. Mio padre insieme a mio fratello e mio zio Jaki lavorano nell’azienda di famiglia, allevando mucche di razza piemontese.
I suoi giochi da piccola?
Sono cresciuta tra scuola, prati, boschi e animali. Il gioco preferito era andare nel bosco e fantasticare su streghe e gnomi (ad esempio sui famosi Sarvanot!). Passavo molto tempo accanto agli animali: cani, gatti e la cavalla di mia mamma, Vicky. I cavalli mi hanno sempre affascinata, li considero la mia più grande passione!
Le scuole?
Ho fatto parte di una delle ultime generazioni che ha frequentato le scuole elementari a Melle. Eravamo in undici in tutta la scuola ed eravamo in pluriclasse dalla 1° alla 5°. La cosa bella era che eravamo tutti insieme e non si creavano gruppi tra bambini. Lo studio non è mai stato il mio forte, ma cercavo comunque di impegnarmi. Ho trovato motivazione nello studio quando ho iniziato a frequentare l’Alberghiero di Dronero, dove oltre allo studio c’erano diverse ore di pratica.
Cosa sognava di fare quando era bambina?
Il mio sogno è sempre stato quello di avere un futuro nel mondo dell’equitazione. Una passione trasmessa da mia madre a me, grazie a lei ho avuto l’opportunità di frequentare corsi con istruttori qualificati e di partecipare a gare a livello agonistico. Andavo bene e mi piaceva parecchio ma la competitività tra i cavalieri non mi piaceva per niente! Ho deciso di iniziare a fare trekking, disciplina di condivisione con amici e cavalli in un ambiente sereno. Ora con il mio compagno abbiamo sei cavalli e ci piace molto prenderci cura di loro.
Avere un bar a Melle: è facile o difficile?
All’apertura del bar ho faticato molto: l’orario lungo, l’inesperienza con la partita Iva e il cercare di tenere tutto sotto controllo. Con il passare del tempo e con l’aiuto di persone che mi vogliono bene, e grazie all’esperienza, sono riuscita ad adattarmi alla situazione.
La fatica più grande?
Sicuramente il tenere aperto il locale con le restrizioni per il Covid! Il problema non erano le restrizioni ma le persone. Ho subito critiche per scelte non fatte da me, io ma sono norme imposte dallo Stato. Nella mia testa mi chiedevo dove fossero finiti l’altruismo ma soprattutto l’educazione ed il buonsenso! Di conseguenza lavoravo malvolentieri perché certe persone non sapevano parlare di altro se non del virus. Credo che noi del settore della ristorazione siamo stati i più toccati da queste situazioni che spero non ritornino più.
La soddisfazione più grande?
Avere un bar in un paese di montagna! La cosa che più mi piace è la semplicità delle cose e farle alla buona. Il mio bar mi sembra più il salotto di casa mia, dove condivido parole con persone nuove, o dove ascolto il seguito di altre storie già conosciute.
Perchè ama tanto gli animali?
Ho sei cavalli e un mulo. Sono appassionata di cavalli da 18 anni, mi piacciono perché loro non comunicano a parole ma con la sensibilità dei gesti. Se impari a conoscerli, con uno sguardo ti spiegano tutto!
Come vede il futuro di Melle e della valle Varaita?
Negli ultimi anni nonostante la pandemia ho notato un ritorno alle origini nella gente, intendo dire che le persone tornano alle montagne e alle cose semplici, come ad esempio il fare una passeggiata in famiglia. La valle Varaita è sempre stata una meta turistica. Grazie a varie associazioni e a più persone che hanno avuto voglia di mettersi in gioco, la valle è sempre più conosciuta. Vedo un futuro molto promettente, lo meritiamo tutti: sia noi commercianti che i turisti.
La guerra di oggi?
Una cosa sconvolgente, credevo che oramai di questi tempi le persone parlassero dei problemi anziché combattere e uccidere persone innocenti. Questioni politiche, ma è la povera gente la prima a pagarne le conseguenze.
Cosa è importante per lei?
La salute ed il benessere della mia famiglia e dei miei animali sono sempre state al primo posto.
Cosa sogna per il suo futuro?
Sogno che il mio futuro continui (magari con qualche bella novità) come il mio presente, ho 28 anni e mi sento già realizzata: ho una famiglia unita e che mi vuole bene, i miei cavalli che ogni giorno mi danno soddisfazioni e il mio bar che mi dà occasioni di conosce-re persone vere e di ascoltare esperienze diverse.