Liberazione
Dai fascismi. Il 25 aprile, lunedì, pensiamoci.
Allargando lo sguardo: alla liberazione da chiunque reprima con la violenza il dissenso, l’informazione; alla liberazione dai regimi che, come tutti i regimi, si basano sulla menzogna sistematica, sull’esaltazione della forza militare.
Si parla spesso in astratto del pericolo del ritorno del fascismo, della necessità di non dimenticare, di riconoscere anzitempo i segni della sua manifestazione, perché il fascismo non assuma semplicemente nuove forme.
Questo tipo di sensibilità dovrebbe indurci a coltivare la capacità di riconoscimento e di smascheramento di tutti i fascismi (al plurale), etichetta peraltro attribuita di volta in volta con disinvoltura ai nostri politici (da Berlusconi a Draghi, da Salvini a Meloni).
Eppure, quando compare un fascista palese, facile facile da riconoscere, come Vladimir Putin, invece di identificarlo come tale, superando il test di riconoscimento del fascismo per cui crediamo di esserci preparati da molto tempo con cura, veniamo assaliti da dubbi e ci interroghiamo invece sulle sue ragioni, pensiamo di doverlo giustificare, la narrazione che lo vuole dalla parte del torto ci mette a disagio, e finiamo col voler capire le intenzioni del fascista, spingendoci addirittura a chiederci se non siamo stati noi a provocarlo, un po’ come fanno le donne maltrattate che alla fine si sentono in colpa e pensano di aver meritato la violenza, di averla in qualche modo provocata nel compagno feroce e aggressore. L’Occidente ha senza dubbio le sue responsabilità, i suoi limiti, le sue mancanze nella questione Ucraina, ma concludere che la scelta di massacrare civili, stuprare donne e radere al suolo un paese sia da imputare a qualcosa che abbiamo sbagliato noi e non al fatto che Putin vuole portare a casa il “suo” risultato ad ogni costo e con qualunque mezzo, a partire da violenza terrore sopraffazione, non aiuta, a mio avviso, il nostro processo di consapevolezza della necessità di liberazione e di presa di distanza da ogni tipo di fascismo.
Buon 25 aprile!
editoriale
Liberazione
Dai fascismi. Il 25 aprile, lunedì, pensiamoci.
Allargando lo sguardo: alla liberazione da chiunque reprima con la violenza il dissenso, l’informazione; alla liberazione dai regimi che, come tutti i regimi, si basano sulla menzogna sistematica, sull’esaltazione della forza militare.
Si parla spesso in astratto del pericolo del ritorno del fascismo, della necessità di non dimenticare, di riconoscere anzitempo i segni della sua manifestazione, perché il fascismo non assuma semplicemente nuove forme.
Questo tipo di sensibilità dovrebbe indurci a coltivare la capacità di riconoscimento e di smascheramento di tutti i fascismi (al plurale), etichetta peraltro attribuita di volta in volta con disinvoltura ai nostri politici (da Berlusconi a Draghi, da Salvini a Meloni).
Eppure, quando compare un fascista palese, facile facile da riconoscere, come Vladimir Putin, invece di identificarlo come tale, superando il test di riconoscimento del fascismo per cui crediamo di esserci preparati da molto tempo con cura, veniamo assaliti da dubbi e ci interroghiamo invece sulle sue ragioni, pensiamo di doverlo giustificare, la narrazione che lo vuole dalla parte del torto ci mette a disagio, e finiamo col voler capire le intenzioni del fascista, spingendoci addirittura a chiederci se non siamo stati noi a provocarlo, un po’ come fanno le donne maltrattate che alla fine si sentono in colpa e pensano di aver meritato la violenza, di averla in qualche modo provocata nel compagno feroce e aggressore. L’Occidente ha senza dubbio le sue responsabilità, i suoi limiti, le sue mancanze nella questione Ucraina, ma concludere che la scelta di massacrare civili, stuprare donne e radere al suolo un paese sia da imputare a qualcosa che abbiamo sbagliato noi e non al fatto che Putin vuole portare a casa il “suo” risultato ad ogni costo e con qualunque mezzo, a partire da violenza terrore sopraffazione, non aiuta, a mio avviso, il nostro processo di consapevolezza della necessità di liberazione e di presa di distanza da ogni tipo di fascismo.
Buon 25 aprile!
Liberazione
21 aprile 2022
Cuneo
Liberazione
Dai fascismi. Il 25 aprile, lunedì, pensiamoci.
Allargando lo sguardo: alla liberazione da chiunque reprima con la violenza il dissenso, l’informazione; alla liberazione dai regimi che, come tutti i regimi, si basano sulla menzogna sistematica, sull’esaltazione della forza militare.
Si parla spesso in astratto del pericolo del ritorno del fascismo, della necessità di non dimenticare, di riconoscere anzitempo i segni della sua manifestazione, perché il fascismo non assuma semplicemente nuove forme.
Questo tipo di sensibilità dovrebbe indurci a coltivare la capacità di riconoscimento e di smascheramento di tutti i fascismi (al plurale), etichetta peraltro attribuita di volta in volta con disinvoltura ai nostri politici (da Berlusconi a Draghi, da Salvini a Meloni).
Eppure, quando compare un fascista palese, facile facile da riconoscere, come Vladimir Putin, invece di identificarlo come tale, superando il test di riconoscimento del fascismo per cui crediamo di esserci preparati da molto tempo con cura, veniamo assaliti da dubbi e ci interroghiamo invece sulle sue ragioni, pensiamo di doverlo giustificare, la narrazione che lo vuole dalla parte del torto ci mette a disagio, e finiamo col voler capire le intenzioni del fascista, spingendoci addirittura a chiederci se non siamo stati noi a provocarlo, un po’ come fanno le donne maltrattate che alla fine si sentono in colpa e pensano di aver meritato la violenza, di averla in qualche modo provocata nel compagno feroce e aggressore. L’Occidente ha senza dubbio le sue responsabilità, i suoi limiti, le sue mancanze nella questione Ucraina, ma concludere che la scelta di massacrare civili, stuprare donne e radere al suolo un paese sia da imputare a qualcosa che abbiamo sbagliato noi e non al fatto che Putin vuole portare a casa il “suo” risultato ad ogni costo e con qualunque mezzo, a partire da violenza terrore sopraffazione, non aiuta, a mio avviso, il nostro processo di consapevolezza della necessità di liberazione e di presa di distanza da ogni tipo di fascismo.
Buon 25 aprile!