Proteggere la vita con la delicatezza e l’energia del contatto umano. Le “coccolatrici” fanno questo: accolgono in un abbraccio vitale, pelle su pelle, i nati prematuri.
Il Covid le aveva estromesse dagli ospedali e ora sono tornate. Unica eccezione all’ospedale Sant’Orsola di Bologna - una media di cento prematuri ogni anno, sui trentamila complessivi in tutta Italia - dove la direzione sanitaria aveva autorizzato l’accesso a una volontaria che “si tamponava” ogni giorno per restare accanto a questi bambini nella loro quotidiana lotta per la vita.
Le mani dentro l’incubatrice, le “coccolatrici” sfiorano con tocchi leggeri creature che pesano un chilo e mezzo e a volte meno, sussurrano parole d’amore e incoraggiamento, perché della vita occorre prendersi cura, la vita ne ha bisogno per resistere, e il cibo e i farmaci non bastano. Qualcosa di altrettanto indispensabile passa a livello invisibile, vibrazionale. E le volontarie della tenerezza se ne occupano, perché il neonato nell’arco della giornata ne possa disporre con continuità.
A Mariupol in Ucraina missili sganciati in pieno giorno dagli aerei russi hanno bombardato l’ospedale pediatrico dove si trovavano donne incinte, in travaglio e neonati. E nemmeno la scritta in cirillico “bambini” ha evitato che il teatro di Mariupol, rifugio di centinaia di persone, venisse bombardato.
Quando si è di fronte alla vita e alla morte, salta ogni ambiguità, ogni possibilità di fraintendimento: o l’una o l’altra. Bisogna scegliere. Non si possono servire entrambe.
editoriale
Proteggere la vita con la delicatezza e l’energia del contatto umano. Le “coccolatrici” fanno questo: accolgono in un abbraccio vitale, pelle su pelle, i nati prematuri.
Il Covid le aveva estromesse dagli ospedali e ora sono tornate. Unica eccezione all’ospedale Sant’Orsola di Bologna - una media di cento prematuri ogni anno, sui trentamila complessivi in tutta Italia - dove la direzione sanitaria aveva autorizzato l’accesso a una volontaria che “si tamponava” ogni giorno per restare accanto a questi bambini nella loro quotidiana lotta per la vita.
Le mani dentro l’incubatrice, le “coccolatrici” sfiorano con tocchi leggeri creature che pesano un chilo e mezzo e a volte meno, sussurrano parole d’amore e incoraggiamento, perché della vita occorre prendersi cura, la vita ne ha bisogno per resistere, e il cibo e i farmaci non bastano. Qualcosa di altrettanto indispensabile passa a livello invisibile, vibrazionale. E le volontarie della tenerezza se ne occupano, perché il neonato nell’arco della giornata ne possa disporre con continuità.
A Mariupol in Ucraina missili sganciati in pieno giorno dagli aerei russi hanno bombardato l’ospedale pediatrico dove si trovavano donne incinte, in travaglio e neonati. E nemmeno la scritta in cirillico “bambini” ha evitato che il teatro di Mariupol, rifugio di centinaia di persone, venisse bombardato.
Quando si è di fronte alla vita e alla morte, salta ogni ambiguità, ogni possibilità di fraintendimento: o l’una o l’altra. Bisogna scegliere. Non si possono servire entrambe.
La vita o la morte
24 marzo 2022
Cuneo
Proteggere la vita con la delicatezza e l’energia del contatto umano. Le “coccolatrici” fanno questo: accolgono in un abbraccio vitale, pelle su pelle, i nati prematuri.
Il Covid le aveva estromesse dagli ospedali e ora sono tornate. Unica eccezione all’ospedale Sant’Orsola di Bologna - una media di cento prematuri ogni anno, sui trentamila complessivi in tutta Italia - dove la direzione sanitaria aveva autorizzato l’accesso a una volontaria che “si tamponava” ogni giorno per restare accanto a questi bambini nella loro quotidiana lotta per la vita.
Le mani dentro l’incubatrice, le “coccolatrici” sfiorano con tocchi leggeri creature che pesano un chilo e mezzo e a volte meno, sussurrano parole d’amore e incoraggiamento, perché della vita occorre prendersi cura, la vita ne ha bisogno per resistere, e il cibo e i farmaci non bastano. Qualcosa di altrettanto indispensabile passa a livello invisibile, vibrazionale. E le volontarie della tenerezza se ne occupano, perché il neonato nell’arco della giornata ne possa disporre con continuità.
A Mariupol in Ucraina missili sganciati in pieno giorno dagli aerei russi hanno bombardato l’ospedale pediatrico dove si trovavano donne incinte, in travaglio e neonati. E nemmeno la scritta in cirillico “bambini” ha evitato che il teatro di Mariupol, rifugio di centinaia di persone, venisse bombardato.
Quando si è di fronte alla vita e alla morte, salta ogni ambiguità, ogni possibilità di fraintendimento: o l’una o l’altra. Bisogna scegliere. Non si possono servire entrambe.