La classe 5ªC della Scuola Elementare “Nuto Revelli” di Cuneo ricorda questi anni di pandemia tra dubbi, preoccupazioni, ma anche tanti colori e momenti felici.
Qual è stata la prima cosa che hai fatto, a settembre, tornando a scuola?
Carlotta: Chiacchierare: mi è mancato proprio tanto!
Elisa N: Non ricordavo le facce di tutti, perché in Dad erano sfocate e schiacciate, ma avevo tanta voglia di giocare.
Alessia: Ero molto felice di rivedere Mia. A settembre, abbiamo ufficializzato che siamo più che amiche: siamo sorelle. Nonostante la Dad e l’estate, il nostro rapporto è cresciuto: ci siamo scritte biglietti, scambiate i numeri di telefono e fatto giochi nuovi.
Paolo: Io ero un po’ confuso: all’entrata, la maestra ci ha puntato addosso una pistola, ma era per misurare la temperatura.
Elisa C: In macchina, ancora non ci credevo che stavo tornando a scuola. Ho percorso il viale con Matilde e ho rivisto tutti i compagni. Bellissimo!
Matilde: Essendo figlia unica e con una casa piccola, ho patito la quarantena e quindi a settembre ero molto felice di rivedere i miei amici.
Filippo: Io, invece, stavo meglio a casa! Lì, ho il cibo migliore e tanto tempo libero per giocare con i Lego e prendere in giro la mia sorellina che, essendo più piccola, è un bersaglio facile. Con la pandemia ho capito che mi piace stare da solo.
Ylari: Tornando a scuola, temevo che i miei amici fossero cambiati, ma per fortuna non è così! Alcuni compagni ho faticato a riconoscerli: in DaD, eravamo divisi in due gruppi da 8 e tutti e 16 ci vedevamo solo una volta a settimana.
Stefan: Ero contento sia di rivedere gli amici sia il mio peggiore nemico, Lorenzo, ma poi noi due abbiamo iniziato ad andare d’accordo senza farci la lotta.
A scuola e in famiglia, ti sei sempre sentito al sicuro o, qualche volta, hai avuto paura?
Alessia: I miei genitori sono divorziati e mi agitava spostarmi da una casa all’altra. Anche d’estate, in vacanza, avevo l’ansia del virus, ma ho provato a non pensarci.
Mia: Temevo di prendere il Covid e passarlo al mio papà, che è già un po’ anziano. In realtà, ci siamo ammalati entrambi dopo che sono andata ad una festa di compleanno, ma ora stiamo bene.
Elisa N: Quando una mia zia si é ammalata, ho temuto contagiasse anche mamma, che allora era incinta. Poi, io e mamma abbiamo avuto il Covid ma siamo state bene: avevo più ansia da negativa che da positiva!
Filippo: Quando ho sentito le parole bambini, asintomatici e Dad, ho deciso di ammalarmi per restare a casa. Ho avuto due volte il Covid: prima da asintomatico, poi ho vomitato di continuo.
Matilde: I miei genitori avevano paura: prima della pandemia, mangiavamo tanto sushi, ma quando hanno capito che il virus proviene dalla Cina, hanno deciso di smettere.
Ylenia: Avevo ansia restando a casa: i miei gatti giravano liberi per le strade e pensavo potessero passarmi il virus. Temo anche i tamponi: ne ho fatti sei o sette, è sempre fastidioso e la paura non passa mai!
Lorenzo: Anch’io temevo che i tamponi facessero male, ma ora so che sono solo tanto fastidiosi!
“Giù le zampe dai bambini! Non si passa, non si tocca! Loro sono i tuoi mattini, il tuo riso sulla bocca. Sono i piedi che tu appoggi, sono il seme di domani. Se non l’hai capito oggi, gira al largo, giù le mani!” Pensi che il vaccino ci aiuterà a sconfiggere il Covid-19?
Iacopo: Vorrei essere un novax, ma mia madre mi ha fatto vaccinare e ora ho due dosi. Non dovrebbe esserci obbligo vaccinale: se fossimo in crisi, servirebbe, ma ora la situazione è tranquilla. I non vaccinati sono pochi, non ha senso obbligarli, ma è giusto che non abbiano il Green pass.
Matteo: Credo di sì, ma sarà difficile. Io vorrei vaccinarmi ma i miei genitori non vogliono. Loro hanno due dosi come anche mia sorella, ma hanno dubbi per me.
Elisa C: Anch’io ho due dosi. Credo che se tutti di vaccinassimo, ci libereremmo davvero dal virus
Adele: Io, invece, non sono vaccinata e non credo serva. I miei genitori si sono informati e credono sia meglio evitare: il vaccino contiene sostanze strane.
Filippo: Lo penso anch’io. Avendo fatto la malattia da poco, sono coperto, ma poi mia madre mi farà fare il vaccino. L’obbligo vaccinale non serve: chi non si è vaccinato finora, non lo farà più.
Lorenzo: Ho qualche dubbio: se ti vaccini, ti iniettano il virus in corpo, facendoti ammalare. È giusto che ci sia l’obbligo vaccinale: incoraggia i più dubbiosi come me e tutela tutti gli altri.
Carlotta: Io e i miei genitori siamo vaccinati e credo che, se lo facessimo tutti, la pandemia finirebbe e potremmo abbracciarci e smettere di usare mascherine e gel.
Stefan: I miei genitori e mia sorella maggiore sono vaccinati, ma sono stati male, non sono andati a lavoro per un po’ e hanno anche avuto il Covid. Non serve vaccinarsi, si soffre e basta, quindi io non lo farò.
Paolo: Non sono ancora vaccinato: mamma vuole consultare prima il pediatra e valutare il Novavax. Ognuno dovrebbe potere scegliere se vaccinarsi, il problema è che dobbiamo anche adeguarci alle conseguenze e non protestare.
Tommaso: Il vaccino in sé non fa male e, se tutti ci vaccinassimo, il Covid diventerebbe un’influenza qualsiasi. Se fossi il sindaco, stimolerei i cittadini a vaccinarsi e multerei tutti quelli che protestano: sono novax, ma vogliono entrare in ristoranti e cinema, assurdo!
Elisa N: Sono d’accordo. Ammetto di avere paura, ma questa pandemia deve finire, quindi mi vaccinerò. Anch’io non sopporto chi scende in piazza a protestare e credo ci sia tanto odio tra i novax e i provax
Se dovessi immaginare questi anni di pandemia come una grande tela, con quali colori la dipingeresti?
Andrea: Metterei dei pallini rossi per i morti di Covid e altri bianchi e blu: bianco per i medici e blu per la velocità che devono avere nel curarci. Tutto su uno sfondo grigio: sono tempi bui.
Paolo: Grigio: abbiamo vissuto tutto tristemente e, anche se la mascherina ci protegge, si respira a fatica e non possiamo vedere in viso i compagni.
Filippo: Io farei una porta arcobaleno chiusa con un lucchetto fuxia a cuore. Lo sfondo tutto nero. Dietro la porta c’è la soluzione a tutto. In bianco, due persone che litigano per aprire la porta che simboleggiano la lotta tra i provax e i novax.
Adele: Farei una parte grigia e l’altra tutta colorata: in questo periodo, dato che i mei genitori non sono vaccinati, ho conosciuto altre persone non vaccinate come me con cui ho potuto giocare.
Carlotta: Bianco per i medici e nero per i novax.
Matteo: Rossa per gli anni brutti e i morti e verde per il colore del virus.
Stefan: La farei trasparente per le lacrime della gente, che ha pianto per il dolore, e verde per il virus.
Ylenia: Farei una parte tutta colorata, una nera per la tristezza e una rossa per i morti
Tommaso: Io invece una grigia per i malati ed i morti; una arcobaleno per le persone che cantavano sui balconi; la terza un mix delle due. In cima, metterei tanti supereroi e, in mezzo, il medico.