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Dad, virus, paure, vaccini: gli studenti raccontano il Covid

20 marzo 2022

Cuneo

La classe 5ªC della Scuola Elementare “Nuto Revelli” di Cuneo ricorda questi anni di pandemia tra dubbi, preoccupazioni, ma anche tanti colori e momenti felici.

Qual è stata la prima cosa che hai fatto, a settembre, tornando a scuola?

Carlotta: Chiacchierare: mi è mancato proprio tanto!

Elisa N: Non ricordavo le facce di tutti, perché in Dad erano sfocate e schiacciate, ma avevo tanta voglia di giocare.

Alessia: Ero molto felice di rivedere Mia. A settembre, abbiamo ufficializzato che siamo più che amiche: siamo sorelle. Nonostante la Dad e lestate, il nostro rapporto è cresciuto: ci siamo scritte biglietti, scambiate i numeri di telefono e fatto giochi nuovi.

Paolo: Io ero un po’ confuso: all’entrata, la maestra ci ha puntato addosso una pistola, ma era per misurare la temperatura.

Elisa C: In macchina, ancora non ci credevo che stavo tornando a scuola. Ho percorso il viale con Matilde e ho rivisto tutti i compagni. Bellissimo!

Matilde: Essendo figlia unica e con una casa piccola, ho patito la quarantena e quindi a settembre ero molto felice di rivedere i miei amici.

Filippo: Io, invece, stavo meglio a casa! Lì, ho il cibo migliore e tanto tempo libero per giocare con i Lego e prendere in giro la mia sorellina che, essendo più piccola, è un bersaglio facile. Con la pandemia ho capito che mi piace stare da solo.

Ylari: Tornando a scuola, temevo che i miei amici fossero cambiati, ma per fortuna non è così! Alcuni compagni ho faticato a riconoscerli: in DaD, eravamo divisi in due gruppi da 8 e tutti e 16 ci vedevamo solo una volta a settimana.

Stefan: Ero contento sia di rivedere gli amici sia il mio peggiore nemico, Lorenzo, ma poi noi due abbiamo iniziato ad andare daccordo senza farci la lotta.

 

A scuola e in famiglia, ti sei sempre sentito al sicuro o, qualche volta, hai avuto paura?

Alessia: I miei genitori sono divorziati e mi agitava spostarmi da una casa allaltra. Anche d’estate, in vacanza, avevo l’ansia del virus, ma ho provato a non pensarci.

Mia: Temevo di prendere il Covid e passarlo al mio papà, che è già un poanziano. In realtà, ci siamo ammalati entrambi dopo che sono andata ad una festa di compleanno, ma ora stiamo bene.

Elisa N: Quando una mia zia si é ammalata, ho temuto contagiasse anche mamma, che allora era incinta. Poi, io e mamma abbiamo avuto il Covid ma siamo state bene: avevo più ansia da negativa che da positiva!

Filippo: Quando ho sentito le parole bambini, asintomatici e Dad, ho deciso di ammalarmi per restare a casa. Ho avuto due volte il Covid: prima da asintomatico, poi ho vomitato di continuo.

Matilde: I miei genitori avevano paura: prima della pandemia, mangiavamo tanto sushi, ma quando hanno capito che il virus proviene dalla Cina, hanno deciso di smettere.

Ylenia: Avevo ansia restando a casa: i miei gatti giravano liberi per le strade e pensavo potessero passarmi il virus. Temo anche i tamponi: ne ho fatti sei o sette, è sempre fastidioso e la paura non passa mai!

Lorenzo: Anch’io temevo che i tamponi facessero male, ma ora so che sono solo tanto fastidiosi!

Giù le zampe dai bambini! Non si passa, non si tocca! Loro sono i tuoi mattini, il tuo riso sulla bocca. Sono i piedi che tu appoggi, sono il seme di domani. Se non l’hai capito oggi, gira al largo, giù le mani!” Pensi che il vaccino ci aiuterà a sconfiggere il Covid-19?

Iacopo: Vorrei essere un novax, ma mia madre mi ha fatto vaccinare e ora ho due dosi. Non dovrebbe esserci obbligo vaccinale: se fossimo in crisi, servirebbe, ma ora la situazione è tranquilla. I non vaccinati sono pochi, non ha senso obbligarli, ma è giusto che non abbiano il Green pass.

Matteo: Credo di sì, ma sarà difficile. Io vorrei vaccinarmi ma i miei genitori non vogliono. Loro hanno due dosi come anche mia sorella, ma hanno dubbi per me.

Elisa C: Anch’io ho due dosi. Credo che se tutti di vaccinassimo, ci libereremmo davvero dal virus

Adele: Io, invece, non sono vaccinata e non credo serva. I miei genitori si sono informati e credono sia meglio evitare: il vaccino contiene sostanze strane.

Filippo: Lo penso anch’io. Avendo fatto la malattia da poco, sono coperto, ma poi mia madre mi farà fare il vaccino. Lobbligo vaccinale non serve: chi non si è vaccinato finora, non lo farà più.

Lorenzo: Ho qualche dubbio: se ti vaccini, ti iniettano il virus in corpo, facendoti ammalare. È giusto che ci sia lobbligo vaccinale: incoraggia i più dubbiosi come me e tutela tutti gli altri.

Carlotta: Io e i miei genitori siamo vaccinati e credo che, se lo facessimo tutti, la pandemia finirebbe e potremmo abbracciarci e smettere di usare mascherine e gel.

Stefan: I miei genitori e mia sorella maggiore sono vaccinati, ma sono stati male, non sono andati a lavoro per un poe hanno anche avuto il Covid. Non serve vaccinarsi, si soffre e basta, quindi io non lo farò.

Paolo: Non sono ancora vaccinato: mamma vuole consultare prima il pediatra e valutare il Novavax. Ognuno dovrebbe potere scegliere se vaccinarsi, il problema è che dobbiamo anche adeguarci alle conseguenze e non protestare.

Tommaso: Il vaccino in sé non fa male e, se tutti ci vaccinassimo, il Covid diventerebbe un’influenza qualsiasi. Se fossi il sindaco, stimolerei i cittadini a vaccinarsi e multerei tutti quelli che protestano: sono novax, ma vogliono entrare in ristoranti e cinema, assurdo!

Elisa N: Sono daccordo. Ammetto di avere paura, ma questa pandemia deve finire, quindi mi vaccinerò. Anch’io non sopporto chi scende in piazza a protestare e credo ci sia tanto odio tra i novax e i provax

Se dovessi immaginare questi anni di pandemia come una grande tela, con quali colori la dipingeresti?

Andrea: Metterei dei pallini rossi per i morti di Covid e altri bianchi e blu: bianco per i medici e blu per la velocità che devono avere nel curarci. Tutto su uno sfondo grigio: sono tempi bui.

Paolo: Grigio: abbiamo vissuto tutto tristemente e, anche se la mascherina ci protegge, si respira a fatica e non possiamo vedere in viso i compagni.

Filippo: Io farei una porta arcobaleno chiusa con un lucchetto fuxia a cuore. Lo sfondo tutto nero. Dietro la porta c’è la soluzione a tutto. In bianco, due persone che litigano per aprire la porta che simboleggiano la lotta tra i provax e i novax.

Adele: Farei una parte grigia e l’altra tutta colorata: in questo periodo, dato che i mei genitori non sono vaccinati, ho conosciuto altre persone non vaccinate come me con cui ho potuto giocare.

Carlotta: Bianco per i medici e nero per i novax.

Matteo: Rossa per gli anni brutti e i morti e verde per il colore del virus.

Stefan: La farei trasparente per le lacrime della gente, che ha pianto per il dolore, e verde per il virus.

Ylenia: Farei una parte tutta colorata, una nera per la tristezza e una rossa per i morti

Tommaso: Io invece una grigia per i malati ed i morti; una arcobaleno per le persone che cantavano sui balconi; la terza un mix delle due. In cima, metterei tanti supereroi e, in mezzo, il medico.

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