editoriale

Magnifica Humanitas: la solidarietà e la fraternità come vie per lo sviluppo in scelte e percorsi condivisi

28 giugno 2026

Cuneo

Papa Leone XIV (foto Agensir) In uno dei numerosi passaggi che meritano di essere ricordati e meditati della sua ultima Enciclica, Papa Leone XIV scrive che “La fraternità non è soltanto un’aspirazione interiore di chi crede, ma una forma sociale e politica da incarnare in scelte e percorsi condivisi”. L’attualità di queste parole trova insospettate conferme nelle analisi di studiosi e di persone di governo. In un recente intervento, la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha ricordato che le crisi finanziarie, nella storia recente, hanno distrutto più lavoro e più ricchezza di quanto la tecnologia abbia mai fatto. I pericoli che la Presidente Lagarde vede nell’attuale fase storica stanno nella vulnerabilità dell’Europa di fronte al primato tecnologico di Paesi extra-europei e, ancora di più, nei rischi legati a un temuto improvviso calo dell’ottimismo che circonda il mondo dell’intelligenza artificiale. Ciò provocherebbe un forte ridimensionamento del valore finanziario dei titoli legati a quel mondo, con conseguenti difficoltà economiche per gli operatori che hanno investito somme importanti in quel settore. I condizionamenti negativi della finanza sulla produzione non sono una novità. Nel suo volume “Il prezzo della pace”, il commentatore economico Zachary Carter scrive che una delle principali cause del 1929 stava nello strapotere della ricchezza finanziaria (cioè una ricchezza che non deriva dalla produzione industriale, ma dal semplice valore di mercato dei titoli) che “aveva separato gli imprenditori dall’impatto sociale delle loro decisioni”. Allo stesso tempo, per ciò che riguarda i consumi (il lato della domanda, in termini tecnici), in uno dei suoi saggi meno noti, (“Le possibilità economiche per i nostri nipoti”), John Maynard Keynes ha distinto tra bisogni umani che devono essere soddisfatti per la sopravvivenza e bisogni la cui soddisfazione persegue lo scopo di farci sentire “superiori ai nostri simili. I bisogni della seconda classe, quelli che soddisfano il desiderio di superiorità, possono davvero essere insaziabili”. Si tratta di un’analisi, come sempre, semplice e acuta: i bisogni di beni essenziali possono essere saziati, mentre la ricerca di ciò che è superfluo non ha mai fine. L’avidità finanziaria e l’esasperazione dei consumi di beni superflui hanno connotato anche le crisi più recenti. Il Nobel per l’economia Joseph Stiglitz ha fatto notare che, prima della crisi finanziaria del 2008, “la produzione economica globale aveva raggiunto un livello sufficiente per far crescere ogni uomo, donna e bambino sulla faccia della Terra al di sopra della soglia di povertà americana”. Nonostante quella che avrebbe dovuto essere una grande conquista per il genere umano, non solo le disuguaglianze continuavano a persistere e, anzi, si ampliavano, ma le difficoltà del sistema finanziario, di lì a poco, si sarebbero tradotte in significativi problemi per l’economia reale. Il crollo del valore di mercato delle azioni, infatti, avrebbe ben presto ridotto sul lastrico chi aveva investito in quei titoli. Il quadro, dunque, è chiaro e induce ad affermare che quando si ignorano, o addirittura si spezzano, i legami di solidarietà, tanto più se questo avviene nell’anonimato della finanziarizzazione o della digitalizzazione, allora i problemi, per tutti, non tardano ad arrivare. Se mai c’è stato un tempo nel quale il richiamo alla solidarietà e alla fraternità poteva essere visto come una nobile affermazione di principio che riguardava l’etica individuale o collettiva, ma non certo le strutture economiche e sociali in quanto tali, questo tempo non è certamente il nostro né, tanto meno, questo modo di vedere le cose pare possa avere un futuro. Solidarietà e fraternità, in altri termini, non sono solo indicazioni di natura morale, ma hanno un valore programmatico. Oggi, il volto dei meccanismi che incidono negativamente su solidarietà e fraternità può essere particolarmente subdolo, perché assume le fattezze di una tecnologia che pare rendere le cose più semplici o di una finanza ancora più sofisticata di quella che ha causato le crisi del 1929 e del 2008. Occorre, quindi, tenere gli occhi bene aperti non per condannare a priori, ma per indirizzare al servizio della dignità umana le “res novae” dei nostri tempi.  
Solidarietà Fraternità Papa Leone XIV