
Tomba di Umberto Biancamano nel portico d'ingresso della Cattedrale di Saint Jean de Maurienne (Savoia)
Umberto di Biancamano
Punto sicuro di partenza della
millenaria dinastia dei Savoia è Umberto detto Biancamano (circa
980 – 1048), signore delle Contee di Savoia, Belley, Moriana, Chiablese e Aosta, con la città di
Chambery, che fino al 1563 fu la capitale. Formalmente la Contea di Savoia smise di esistere nel
1416, quando si trasformò nel Ducato di Savoia.
Ambendo a occupare nuovi territori, nel
1046 Umberto Biancamano creò un legame con il Piemonte tramite il matrimonio di suo figlio
Oddone di Savoia (1010 – 1060) con
Adelaide, figlia del marchese Olderico Manfredi II, che gli portò in dote il marchesato di Torino, comprendente gran parte del Piemonte centro – occidentale; ma alla morte della nonna Adelaide (1091),
Umberto II di Savoia (1070 – 1103) perse buona parte dei territori della marca di Torino, tranne la Valle di Susa. Toccherà al conte
Federico II di Savoia (1225) ristabilire in parte i domini della casata in Piemonte.
I Savoia arrivano a Torino
Molto movimentata fu la storia di Torino nel 13° secolo. Dal 1255 al 1269 fu sottomessa al potente comune di
Asti; poi fino al 1275 passò a
Carlo I d’Angiò e nel 1276 al marchese
Guglielmo VII del Monferrato. Quest’ultimo, tuttavia, ebbe un dominio breve, poiché fu sconfitto e catturato da
Tommaso III di Savoia nel
1280, il quale pretese come riscatto la cessione delle città di
Torino, Collegno, Grugliasco e Pianezza, e così da quell’anno
Torino rimase sabauda fino a maggio del 1946, salvo la parentesi dei governi napoleonici.

Veduta laterale della Casaforte degli Angiò a Torino
Il Principato di Savoia – Acaia
Il ramo cadetto dei Savoia – Acaia nacque con
Filippo I (1278 – 1334) che ebbe
in appannaggio i territori piemontesi della contea di Savoia con il titolo di
Signore del Piemonte, e quando nel
1301 sposò Isabella di Villehardouin assunse anche il titolo (onorifico) di
Principe di Acaia (una regione dell’antica Grecia).
La capitale del Principato era
Pinerolo e nel
1314 anche Fossano entrò a farne parte, divenendo la seconda capitale. Nel 1324 Filippo I avviò la costruzione del maestoso
castello dei Principi di Acaia di Fossano, le cui strutture fondamentali furono ultimate nel 1332.
Il successore di Filippo I fu il figlio
Giacomo (1334 – 1367), seguito da
Filippo II (1367 – 1368). Quest’ultimo ebbe una tragica fine perché, dopo essere stato diseredato dal padre su pressione del cugino
Amedeo VI di Savoia (il Conte Verde), fu da questi accusato di aver tentato di ucciderlo, e la sentenza fu implacabile: il
21 dicembre 1368, nel cuore dell’inverno, una barca carica di soldati lo trasportò, legato mani e piedi, al centro del Lago Grande di Avigliana dove fu annegato.
Il Principato passò quindi al fratello Amedeo (1368 – 1402) e poi all’altro fratello
Ludovico (1402 – 1418), che, tra l’altro, fece eseguire importanti lavori alla
Casaforte degli Acaia, sul retro dell’attuale Palazzo Madama a Torino.
La morte improvvisa di Gian Galeazzo Visconti convinse alcuni professori dell’Università di Pavia a proporre a Ludovico di Savoia – Acaia la creazione di una
Università a
Torino, che nacque ufficialmente nel
1404 con una bolla di papa Benedetto XIII.

Castello degli Acaia a Fossano
La conquista di Pancalieri
Oggi, Pancalieri è un comune di circa 2.000 abitanti della città metropolitana di Torino. All’inizio del 15° secolo fu teatro di scontri tra il marchese di Saluzzo Tommaso III, signore del luogo, e il principe
Ludovico di Savoia – Acaia, che lo conquistò il
29 ottobre 1410, come è ricordato in un documento di quell’anno
scritto in piemontese antico, conservato nell’archivio storico del Comune di Torino:
Lo castel de Pancalet / que tùit temp era fronter / e de tute malvestai fontana; / per mantenir la bauzana. / e al pais de Peamont traer darmage. / Ore lo bon prinçi de la Morea, Lois, / gli ha descazà e onorevolment conquis, / de gent da pe e de gent d’arme / unt eren trei coglart e quat bombarde. / Ma per la vertùi de madòna Luisa / chel castel ha cambià devisa, / Si que l’an mille CCCCX, circa le XXII ore / lo mercol, a di vint nöf de ottovre / chigl del castel se son rendù / e a la marçi del dit prinçi se son metù.
Il castello di Pancalieri / che sempre era stato frontiera / e fonte di ogni malvagità; / per mantener la balzana (1) / e al paese di Piemonte portar danno. / Ora il buon principe della Morea (2), Luigi (3), / li ha scacciati e onorevolmente conquistati; / di fanti e di gente d’arme / con i quali erano tre cogliardi (4) e quattro bombarde. / Ma per la virtù di madonna Luisa (5) / quel castello ha cambiato divisa. / Perché l’anno 1410, circa le ore 22 / il mercoledì, addì 29 di ottobre / quelli del castello si sono arresi / e alla mercè del detto principe si sono messi).
(1: bandiera; 2: Acaia; 3: Ludovico di Savoia - Acaia; 4: macchine d’assedio per il lancio di proiettili di pietra; 5: Nome proprio, come allora si usava, di uno dei pezzi d’artiglieria impiegato nell’assedio)
Con la morte di Ludovico
nel 1418 si estinse la casata dei Savoia – Acaia, e il territorio del Principato ritornò all’amministrazione diretta dei Savoia.
(26 – continua)