cuneo
Boves verso l’ingresso nel Parco fluviale, ma solo per un pezzo
13 giugno 2026
Cuneo
Il lungo e tortuoso cammino di Boves verso l’ingresso nel Parco fluviale Gesso e Stura compie un passo avanti decisivo, non senza accendere una discussione vivace e a tratti spigolosa nell’ultimo Consiglio comunale di alcuni giorni fa. Al centro del dibattito, il punto 7 all'ordine del giorno: la richiesta formale alla Regione Piemonte per l'inserimento di una porzione del territorio bovesano nell'area protetta.
Una scelta che il primo cittadino definisce improntata alla "prudenza" e all'equilibrio, ma che l'opposizione bolla senza mezzi termini come un'incoerente "giravolta politica".
Il Sindaco: "Nessun vincolo sui fabbricati, perimetro ridotto al minimo"
A introdurre la delibera è lo stesso sindaco, che mappa alla mano proiettata dall'assessore Fabio Climaci, ha voluto subito delineare i confini, non solo geografici ma anche amministrativi, del provvedimento.
"Stasera non si vota l'ingresso immediato nel Parco", ha chiarito subito il primo cittadino. "Si avvia un percorso politico e amministrativo. Se la richiesta sarà accolta, seguiranno passaggi tecnici tali per cui potrebbero volerci anni prima dell'ingresso effettivo. Ma dopo anni di discussioni, è giunto il momento di decidere sulla base dei fatti e non delle tifoserie".
Il sindaco ha poi risposto alla principale preoccupazione dei cittadini e del mondo agricolo: i vincoli. Rispetto ai progetti del passato – che ipotizzavano confini molto più estesi fino a via Mellana o alla statale di Fontanelle – la proposta attuale prevede un perimetro estremamente limitato.
L'area interessata comprende quasi esclusivamente l'alveo del torrente Gesso e le fasce boschive ripariali.
Non sono coinvolti nuclei abitati, fabbricati o attività produttive. L’unica struttura presente è il Golf Club, i cui rappresentanti hanno già espresso parere favorevole durante gli incontri pubblici.
Nessun rischio di "invasioni" private: Sulla sponda bovesana non sono previste piste ciclabili o sentieri, anche perché manca lo spazio fisico e il torrente rischierebbe di portarli via alla prima piena.
Anche sul fronte dei costi, il sindaco ha rassicurato l'aula parlando di cifre contenute per le casse comunali (nell'ordine di poche migliaia di euro all'anno), a fronte di una grande capacità del Parco di intercettare finanziamenti europei e regionali per la tutela ambientale e la mobilità dolce.
Le reazioni in aula: tra entusiasmo e accuse di "giravolte"
Il dibattito ha registrato posizioni nettamente contrapposte tra i banchi del Consiglio. Il consigliere Pellegrino ha espresso il pieno appoggio della sua lista, rivendicando il ruolo di stimolo svolto nei mesi passati: "Siamo felici. L'amministrazione si è mossa bene, con equilibrio. Essere nel Parco significa entrare in un 'brand': pensiamo alla valorizzazione delle fragole o del miele del territorio. C'è un risvolto ecologico, ma anche economico, come dimostra il recente finanziamento da 500 mila euro intercettato da Fossano dopo il suo ingresso".
Di tutt'altro tenore l'intervento della consigliera Di Ielsi, che ha ripercorso la cronistoria della vicenda dal 2007 a oggi, accusando la maggioranza di incoerenza politica. Di Ielsi ha ricordato quando, nel 2019, l'allora giunta Paoletti (di cui l'attuale sindaco era vice) si oppose fermamente all'ingresso, spalleggiata dalle dichiarazioni del vicesindaco Ravera. "State portando in aula la proposta che un tempo era del vostro avversario politico Gianni Martini", ha tuonato Di Ielsi. "Se i bovesani avessero voluto il Parco in massa, avrebbero votato lui. In campagna elettorale avete sbandierato la continuità e invece dimostrate discontinuità: prima paolettiani, poi anti-Paoletti; prima lista civica pura, ora tesserati Forza Italia; prima contro il parco, ora a favore. Sindaco, sta diventando il campione olimpico delle giravolte. Io resto coerente con la linea moderata e liberale di Boves e voto contro".
Un'eco positiva è arrivata invece dalla consigliera Lerda, che ha voluto condividere la soddisfazione per questo passo insieme ai colleghi della passata legislatura (Martini, Marro, Arpino): "Per noi era un impegno preso con gli elettori. Ricordo anche che, poco prima della fine del mandato, lo stesso Paoletti ci convocò per illustrare l'idea di entrare nel Parco. Stasera sono felice che questa opportunità venga data a Boves".
La replica finale
A chiudere il dibattito è stato nuovamente il sindaco, respingendo le accuse di incoerenza e ribadendo come lo scenario sia profondamente mutato negli ultimi anni. "Ogni amministrazione valuta le condizioni del proprio tempo, non si può paragonare il 2026 al 2019 o al 2004", ha replicato il primo cittadino, confermando che la sua posizione personale è sempre stata favorevole all'ingresso, ma subordinata a condizioni stringenti. "Nel 2019 i benefici non superavano gli svantaggi a causa di una cartografia troppo impattante. Oggi, avendo escluso i fabbricati e ridotto l'area all'alveo del fiume, i vincoli reali sono inesistenti: i cacciatori bovesani potranno continuare a cacciare nelle aree contigue e non ci sono nuove cubature da autorizzare"