cuneo

Khallet Taha, quando la scuola diventa futuro

19 aprile 2026

Cuneo

scuola in Gisgiordania C’è un momento, anche nei luoghi feriti del mondo, in cui la speranza prende forma. A Khallet Taha, nel sud della Cisgiordania, quel momento è arrivato il 13 aprile: quaranta bambini e bambine hanno varcato la soglia della loro scuola: non un edificio qualunque, ma una scuola, il luogo privilegiato dove ogni essere umano diventa un po’ più grande. Fino a ieri, per imparare, quei bambinicamminavano per cinque chilometri. Un percorso lungo e soprattutto pericoloso, tra checkpoint e minacce quotidiane, segnato dalla paura più che dalla fatica. Oggi, invece, entrano in un luogo più vicino che li accoglie e li protegge. Una scuola che comprende 4 aule, uno spazio per l’infanzia, ambienti per il personale, servizi e un cortile dove poter tornare, semplicemente, a essere bambini. Dietro a quelle mura c’è una storia che attraversa il Mediterraneo e arriva fino alla provincia di Cuneo. È la storia del progetto “Juzoor – Radici per il futuro”, coordinato dalla Ong salesiana Vis - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, che ha saputo trasformare la solidarietà locale in un’opera concreta. Oltre 103 mila euro raccolti, 447 donatori, l’80% dei quali famiglie, studenti, associazioni, piccoli gruppi: una mobilitazione popolare che ha reso possibile ciò che sembrava, all’inizio, irraggiungibile. Il cantiere, avviato nei mesi scorsi, è diventato rapidamente simbolo di resistenza costruttiva: non solo una risposta all’emergenza educativa – come sappiamo drammatica in tutta la Palestina, dove l’84% delle scuole necessita di interventi – ma anche una scelta precisa: costruire c’è distruzione, continuare a credere che investendo sulle giovani generazioni in cultura ed educazione sia la scelta più giusta. “Stiamo trasformando la terra in futuro”, ha raccontato dal campo Luigi Bisceglia, coordinatore del VIS per il Medio Oriente. Ed è esattamente ciò che accade oggi tra i banchi di Khallet Taha: aprire quaderni, riempire lavagne, studiare, giocare. Il nome del progetto, “Juzoor”, in lingua araba significa “radici”. Ed è proprio questa l’immagine che meglio racconta ciò che sta accadendo a Khallet Taha: piantare radici solide in un territorio fragile, generare futuro in un contesto segnato dalla precarietà. Perché una scuola, in alcuni posti del mondo, non è solo un edificio, ma un presidio educativo, umano e sociale. L’inaugurazione del 13 aprile non ha rappresentato un punto di arrivo, ma un passaggio. Il progetto guarda già avanti: l’obiettivo è raggiungere i 120 mila euro per completare la scuola con un’area verde attrezzata, servizi di supporto psicologico e ulteriori spazi educativi. Un’idea di scuola che non si limita all’istruzione, ma che possa accompagnare la crescita dei bambini in modo integrale, offrendo strumenti per affrontare anche i traumi di un contesto difficile. In questo tempo segnato troppo spesso dalla violenza, a Khallet Taha si è scelto di costruire silenziosamente il futuro. E quel futuro ha quaranta nomi, volti, quaranta storie che oggi trovano casa tra queste mura. Una porta che si apre, finalmente, non sulla paura, ma sulla possibilità. scuola in Gisgiordania
Cuneo Scuola Progetto Cisgiordania Khallet Taha “Juzoor – Radici per il futuro” Vis - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo

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