
L'Impero romano nella sua massima estensione (anno 117 d.C.)
L’Impero romano sotto Traiano
Nel
117 d.C., sotto la guida dell’imperatore Traiano, l’
Impero romano raggiunse la
massima espansione, dominando territori che spaziavano dalle isole britanniche fino ai confini della Mesopotamia. Fu un periodo di straordinaria prosperità e grandezza, con Roma che non si limitava aconsolidare la sua potenza in Occidente, ma puntava sempre più in alto, volgendo lo sguardo verso Oriente.
Publio Elvio Pertinace
Nella lunga serie degli imperatori di Roma (dal 27 a.C. al 476 d.C.), un posto è occupato da
un albese: Publio Elvio Pertinace.
Era nato nei pressi di Alba nel 126 d.C.; la madre era una facoltosa matrona andata in moglie ad un liberto che si era arricchito, Elvio Successo, un uomo che aveva mostrato grande abilità imprenditoriale nel commercio del legname.
Publio Elvio completò i suoi studi a Roma, emergendo per capacità culturali; percorse poi tutti i gradi della carriera militare, evidenziando ottime capacità di comando e di organizzazione
Dopo la morte dell’imperatore Marco Aurelio (180 d.C.), gli era succeduto il figlio Commodo, un giovane avido e incapace, che si era appoggiato all’esercito per esautorare il Senato delle sue prerogative, ma era al tempo stesso temuto ed aborrito, tanto che il 31 dicembre del 192 fu trucidato da alcuni cortigiani. Il Senato designò subito come
imperatore Publio Elvio Pertinace, apprezzato da tutti come
uomo onesto e capace.
Pertinace si impegnò subito a restaurare le disastrate finanze dell’impero, ad allontanare i corrotti, a ripristinare la disciplina tra i potenti militari della Guardia Pretoriana, riducendo anche alcune gratifiche ai pretoriani; e così questi si rivoltarono contro Pertinace, ed in una congiura lo assassinarono il 28 marzo 193,
dopo soli 87 giorni di regno.
Machiavelli e Pertinace
Niccolò Machiavelli, nel capitolo 19 de “Il Principe” (1513), “Che si debba fuggire l’essere disprezzato e odiato”, ebbe parole di
elogio per l’imperatore Pertinace, scrivendo:
“Pertinace fu creato Imperatore contro la voglia dei soldati, i quali, essendo usi a vivere licenziosamente sotto Commodo, non poterono sopportare quella
vita onesta, alla quale Pertinace li voleva ridurre; onde avendosi creato odio, ed a questo odio aggiunto dispregio per l’esser vecchio (- aveva 67 anni -) Pertinace rovinò nei primi mesi della sua amministrazione”.
Reperti romani nei dintorni di Cuneo
La sala dedicata all’età romana nel
Museo civico di Cuneo espone e raccoglie una selezione di reperti rinvenuti durante gli scavi per la costruzione dell’autostrada Asti-Cuneo, provenienti da tre differenti siti archeologici: la risorgiva di
Castelletto Stura (località
Revellino), la necropoli di
Montanera e i rinvenimenti di
cascina Bombonina.
Nel comune di
Castelletto Stura si è individuata a circa un centinaio di metri dal fiume Stura un’area di
risorgiva naturale, che doveva essere considerata area sacra già in età preromana. La zona fu poi frequentata in modo più continuativo a scopo religioso in età romana (I-III secolo d.C.), per la presenza della sorgente d’acqua, fonte di vita e per questo fortemente connessa alla fertilità umana, dei campi e del bestiame, ma anche simbolo di rinascita, elemento salvifico e terapeutico.
Testimonianza della frequentazione di devoti sono circa 200
lucerne in terracotta, parte delle quali rinvenute ancora intere o completamente ricomponibili, talvolta decorate da motivi figurati, e più di 170 di
monete in bronzo, molte delle quali illeggibili a causa della lunga permanenza nell’acqua e nel terreno umido.
La
necropoli rinvenuta a
Montanera si compone di 74 tombe a cremazione databili in base agli elementi di corredo tra I e II secolo d.C. Circa un terzo delle tombe indagate sono del tutto prive di elementi di corredo e contengono esclusivamente le ceneri del defunto. Nelle altre, invece, agli oggetti personali del defunto e a quelli usati durante il rituale funebre, posti sul rogo e deformati dal calore, si accompagna anche un vero e proprio corredo. Si tratta nella maggior parte dei casi di vasellame ceramico legato al consumo del vino e di altri alimenti, balsamari in vetro e monete.
La
necropoli individuata in
località Cascina Bombonina, utilizzata tra I e II sec. d.C., ha restituito
13 tombe ad
incinerazione, dieci delle quali contenevano oltre alle ceneri del defunto elementi di corredo.

Alcune lucerne in terracotta rinvenute a Castelletto Stura

2-L'Imperatore Publio Elvio Pertinace di Alba
(08 – continua)