Bianco è il fascio di luce che racchiude in sé lo spettro dei colori. Bianco è il pre-colore e per questo diventa simbolo per antonomasia di nascita, di partenza, di inizio.
Bianca è la pagina intonsa sulla quale iniziare a inserire lettera dopo lettera le parole che formeranno la prima pagina del nostro quaderno; bianco è il camicino che ci hanno messo il giorno della nascita e anche il giorno del Battesimo, bianco è l’abito da sposa.
E’ il colore del silenzio, dello spazio infinito, delle possibilità. Potremo definirlo come colore totipotente. E Kandinskij, mago nell’uso del pennello e maestro di studio sui colori come via di spiritualità e ascesa nel nostro profondo, così lo definisce: “il bianco ci colpisce come un grande silenzio, che ci sembra assoluto. E’ un silenzio che non è morto ma è ricco di potenzialità. E’ la giovinezza del nulla, o meglio un nulla prima dell’origine, prima della nascita.”
Il bianco rappresenta infatti lo spazio per il non ancora, lo spunto per ripartire quando vogliamo dare slancio alla nostra esistenza. Bianco è il colore che meglio di altri possiamo associare alla trasformazione e al cambiamento. E in questo periodo dell’anno, le festività di Natale e Capodanno, ci ricordano il ciclo della vita: qualcosa che finisce per lascia- re spazio al nuovo che verrà.
E per andare incontro al nuovo è necessario lasciar andare il vecchio, abbandonare gli schemi rigidi, gli stereotipi che abbiamo imparato in un tempo immemore per rispondere ad aspettative irrealistiche, che ora piegano la nostra libertà interiore e ci rendono schiavi di obiettivi che spesso neanche ricordiamo perché stiamo perseguendo.
‘Il libro bianco’ della scrittrice coreana Han Kang, vincitrice del premio Nobel definisce bianco il sorriso di chi cerca la forza per distaccarsi da qualcosa dentro di sé, qualcosa che non serve più, che consuma energie inutili, che ancora ad un passato ormai sterile.
E di passato desueto ne portiamo montagne sulle spalle: relazioni diventate sterili che fa troppo male far evolvere e allora meglio abbarbicarsi lì con il rischio di spegnerci; pregiudizi rigidi con i quali per decenni abbiamo compreso il mondo e cercato di ordinare una realtà che per sua essenza è disordinata; schemi mentali ai quali ci avvinghiamo perché ci siamo illusi che fossero dei buoni predittori di una realtà che per definizione è imprevedibile; attività professionali noiose, inadatte a noi, che mortificano le nostre capacità ma che ci danno la sicurezza e che non riusciamo neanche a pensare di poter trasformare.
E tutto questo dice delle nostre nevrosi? Che siamo patologici? Che siamo impegolati in relazioni disfunzionali, amori tossici? Che siamo vili, irresponsabili, fifoni?
Non necessariamente.
Dice certamente che siamo umani. E in quanto umani, in quanto non abbiamo chiesto di nascere, ma ci siamo trovati in qualche modo ‘gettati’ su questa terra che, fin dai primi momenti era eccedente rispetto alle nostre limitate capacità, siamo disperatamente alla ricerca di ancore, di appigli, di certezze. E le certezze sono essenziali, dobbiamo averne per procedere, ma per la nostra salute mentale, per il nostro equilibrio psichico è fondamentale imparare a far evolvere anche queste temporanee certezze.
Cambiare è l’essenza della vita, cambiare ci incuriosisce, ci rende vitali, ci attrae ma ci fa anche paura. Da sempre il nuovo, l’ignoto spaventano il bambino che continua ad abitare dentro di noi. Possiamo prenderlo per mano, quel fragile e vivace cucciolo, e accompagnarlo in una dimensione più adulta. Una dimensione fatta di libertà di scelta e responsabilità verso gli altri.
Bianco sarà il colore dell’anno scelto dall’istituto Pantone, quell’agenzia che ha garantito un sistema universale di identificazione dei colori: un determinato numero definisce una unica e identica tonalità di colore in tutto il mondo. Ogni anno quest’istituto individua un colore come espressione del clima culturale e delle tendenze percepite e la scelta del colore Pantone diventa invito alla riflessione.
La motivazione della scelta del bianco nuvola, rappresentato con la fotografia di una donna in abiti chiari che si muove danzando tra le nuvole, in un total white, è un invito “ad aprire nuove strade e nuovi modi di pensare”.